Asolo Prosecco Superiore Extra Brut Vecchie Uve 2016

Asolo Prosecco Superiore Extra Brut Vecchie Vigne 2016 Bele CaselDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2020


Tipologia: DOCG bianco spumante
Vitigni: glera, bianchetta trevigiana, rabbiosa, marzemina bianca e perera
Titolo alcolometrico: 11%
Produttore: BELE CASEL
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Chi conosce Luca Ferraro sa che, sin da quando ha affiancato suo padre, aveva nella testa un’altra visione del Prosecco. Un nome conosciuto in tutto il mondo, ma la cui qualità risente di un mercato in continua espansione, che ha portato a piantare glera un po’ ovunque, a tutto danno di quei produttori che lavorano puntando alla massima qualità.
Ma c’è anche un’altra questione che assillava Luca: la denominazione “Asolo”, al contrario di “Valdobbiadene” e Conegliano”, non godeva della stessa notorietà. La maggior parte degli umani associava il Prosecco a Valdobbiadene, come ridurre questo gap? Ad esempio puntando proprio sulla qualità e dando maggiore forza al vino tornando a quell’antica pratica che ha dato origine al nome “Colfondo”.
Poi, a volte, il destino ci dà dei segni ben precisi, così capita di scoprire che a Monfumo c’è una vecchia vigna che è un tesoro, un pozzo di varietà quasi scomparse che potrebbero dare uno scatto in avanti al Prosecco di casa Bele Casel, parliamo di Rabbiosa, Marzemina bianca, Bianchetta trevigiana, Perera…
Così inizia un lungo lavoro di sperimentazione, ogni vitigno viene trattato singolarmente, bisogna capire quali sono le sue caratteristiche e cosa si può fare per esaltarle.
Ed eccoci al 2016, l’annata della svolta, o meglio, del raggiungimento del giusto equilibrio.
Nasce così il “Vecchie uve”, un anno sulle fecce fini, un anno in autoclave, un anno in bottiglia. Presa di spuma a gennaio 2018 e imbottigliamento esattamente un anno dopo, 3381 esemplari di questo lavoro accurato e fortemente voluto.
Bene, Luca può essere fiero del risultato, io l’ho versato nel calice Bourgogne della Zalto, per una ragione semplicissima, è capace di tirar fuori qualsiasi difetto o limite di un vino, se non ci sono lo esalta. Ed è andata così, profumi splendidi, invitanti, tanti piccoli frutti, ma anche fiori, vi risparmio l’elenco e cito solo i primi che ho percepito, gelsomino, cedro, arancia gialla, ma ce ne sono tanti altri, espressi con grande finezza e pulizia, un gioco di agrumi, mele, erbe di campo…
Sorso speculare, semplicemente delizioso, fresco al punto giusto, anche leggermente sapido, il gusto fruttato permane a lungo e mette voglia di andare in spiaggia a godersi sole e brezza, in buona compagnia, magari davanti a un piatto di baccalà, olive e polenta fritta. Che fame…

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