BELE CASEL
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laVINIum – 10/2010
I tempi cambiano, l’uomo percorre sempre nuove strade, qualcuno si siede sugli allori, quando ci sono, altri hanno dentro una voglia di fare, di migliorarsi, di dare il meglio di se stessi nell’attività per cui si sentono portati o che, comunque, amano. La storia del vino italiano è conosciuta più o meno da tutti, il ‘900 è stato attraversato da due tremente guerre mondiali che hanno portato in molti Paesi la desolazione e il bisogno di ricostruire, partendo da macerie e miseria. Tempi difficili, l’Italia non faceva certo eccezione, bisognava produrre con i mezzi a disposzione altrimenti non si mangiava. Obiettivi pratici, c’era poco da scegliere. Così i vignaioli, non potendo permettersi delle attività in proprio, conferivano le loro produzioni a cantine sociali o ad aziende interessate ad acquistare le uve.
Più si produceva più si guadagnava, poco importava la qualità del vino, c’erano altre esigenze prioritarie, famiglie numerose che vivevano del lavoro del capofamiglia.
Così, anche se qualcuno amava e curava il proprio pezzo di terra, sapeva di non potercisi dedicare come avrebbe voluto. Altri hanno abbandonato la terra per andare a lavorare in fabbrica. Nonno Ilario ha sicuramente vissuto quell’epoca di stenti e difficoltà, ma non ha mai abbandonato la campagna.
Ricuperato poco a poco uno stile di vita dignitoso, le nuove generazioni hanno avuto una base più solida per poter tentare un approccio diverso, dapprima in vigna, poi puntando ad avere una propria cantina dove elaborare e imbottigliare il proprio vino.
I genitori di Luca Ferraro, oggi conduttore dell’azienda Bele Casel, hanno avuto una funzione importante, perché hanno fatto da ponte, da legame fra quel passato difficile e la rinascita del vino italiano, consegnando a Luca l’opportunità della scelta.
Come Luca stesso racconta: “mamma e papà avevano dato vita ad un’avventura più grande dei loro stessi sogni e dopo aver svolto tutti i giorni le loro otto ore di lavoro dipendente scendevano nello scantinato per cercar di consolidare giorno dopo giorno i loro sforzi e sacrifici.
Ricordi, questi, ancora vivi e presenti nella nostra memoria. Tutta la mia famiglia impegnata nell’arco di un’intera giornata ad imbottigliare 2-300 bottiglie, le etichette da incollare completamente a mano e consegne effettuate il sabato, di persona, per coccolare i pochi clienti”.
Oggi Bele Casel è una realtà consolidata, ma in continuo movimento, ne è la prova la scenta di aver impiantato merlot in un periodo di crisi di questo vitigno ma anche di identità dei vini rossi (si sa, fra mode, e posizioni partigiane, non si sta mai tranquilli); ed è fresca fresca la nascita di un Prosecco che ha subito una fermentazione naturale in bottiglia con i propri lieviti, denominato Colfòndo, per ricordare che è del tutto naturale che possa presentare un po’ di sedimento. Insomma, un’azienda da seguire, dinamica e piena di idee, la qualità dei vini dimostra che la strada intrapresa è quella giusta, e che il prosecco, o glera se preferite, non è un vitigno di serie b, basta saperlo interpretare nel modo giusto, a partire dalla vigna, ovviamente.
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Asolo Prosecco Colfòndo | s.a. | da 7,50 a 10 euro | @@@@ |
| Asolo Prosecco Colfòndo | 2013 | da 10 a 15 euro | @@@@ |
| Asolo Prosecco Superiore Extra Brut | 2014 | da 10 a 15 euro | @@@@ |
| Asolo Prosecco Superiore Extra Dry | s.a. | da 7,50 a 10 euro | @@@ |
| Asolo Prosecco Superiore Millesimato Luca Ferraro | 2009 | da 10 a 15 euro | @@@@ |
| Montello e Colli Asolani Merlot Luca Ferraro | s.a. | da 10 a 15 euro | @@@ |
| Prosecco Treviso Brut | s.a. | da 7,50 a 10 euro | @@@ |
| Asolo Prosecco Superiore Extra Brut Vecchie Uve | 2016 | da 15 a 25 euro | @@@@@ |