MONTECAPPONE
Indirizzo: Via Colle Olivo, 2 – 60035 Jesi (AN)
Tel.: +39 0731 205761
WsApp: +39 333 2978870
Sito: www.montecapponevini.it
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laVINIum – 09/2015
L’utopia di Gianluca e Alessandro Mirizzi: ottenere vino quale frutto del frutto.
Vinificazione in riduzione, ma solo questo sarebbe riduttivo: riduzione anche come limitazione dell’esposizione del mosto/vino agli agenti esterni, per preservarne l’integrità di frutto.
Integrità e integralità: permanenza del vino sui propri componenti, sulle proprie fecce, affinché acquisisca tutte le caratteristiche del frutto, quelle originali, e quelle sviluppate in fermentazione e anche dopo.
Come risultato si ottengono integrità e completezza di frutto, durata nel tempo. Un po’, la carta d’identità dei vini di Montecappone.
… e l’utopia si fa realtà.
12/2011
Uno degli elementi che possiamo ritenere condivisibili fra tutte le tipologie di vino di Montecappone è la grande pulizia e linearità che fa da base alle diverse qualità espressive di ciascun prodotto. Mai come per questa azienda è fuori luogo fare distinzioni quali “vino base” o “vino di punta”, ci sono troppi elementi che appartengono a tutte le categorie di vino e rappresentano sempre una comune ricerca di elevata qualità.
Così non c’è da stupirsi se possono entusiasmare il Pergolesi A.D. 1710 Rosé, annata 2010, il Rosso Piceno dello stesso millesimo e il Sauvignon La Breccia, i primi due sotto i dieci euro e il bianco poco al di sopra. Sono questi i vini che fanno da punto di riferimento e dimostrano quando un’azienda sa lavorare bene trattando i propri prodotti con lo stesso impegno. Poi ci sono le eccellenze, a cui siamo in parte abituati, come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Utopia 2009, l’Utopia Rosso 2008 e un soffio più sotto il Tabano Rosso 2009 (che però ha dalla sua un prezzo più contenuto).
Seguono senza sfigurare gli altri Verdicchio: l’ottimo Classico 2010, il fresco Federico II A.D. 1194 sempre 2010 e il variopinto Tabano Bianco 2010. Insomma una bella carrellata di prodotti da segnare sull’agenda per i prossimi acquisti enoici.
01/2009
Le graduatorie si delineano all’interno dell’azienda Montecappone. Due vere e proprie perle enologiche spiccano ora nella collana di vini tutti buoni/ottimi segnalati nelle passate recensioni: un Verdicchio classico riserva, Utopia, che esce solo nelle annate migliori, ed il vino italiano che più ricorda i grandi Sauternes francesi superandoli quasi tutti in bontà, il Rèsio, un Verdicchio passito. Ad un’incollatura segue un tanto sorprendente quanto ben realizzato moscato dal nome Ákinos, e un sauvignon, La Breccia, che avevamo già segnalato in passato e che definire interessante non rende affatto giustizia al prodotto, sfiorando anch’esso il massimo dei voti. Si confermano agli usuali alti livelli i due Esino, e si affaccia sulla scena un verace e sincero rosso ottenuto da uve sangiovese grosso, che non sappiamo ancora dove ci porterà negli anni a venire ma che è un piacere bere già da adesso insieme a piatti di carne saporosa.
01/2006
Il piano di rinnovo dei vigneti, la passione e la severità in vigna, ed i lavori di ristrutturazione della cantina di vinificazione, ora dotata delle tecnologie più avanzate, consentono all’azienda Montecappone di proporsi sul mercato con una parure di perle vinicole di grande pregio, gioielli di squisita fattura, proposti a prezzi accessibili. Due le new-entry di quest’anno: un Verdicchio della tipologia Riserva, di nome Utopia, affinato per 18 mesi parte in barrique e parte in acciaio, che sconta un’annata 2003 troppo calda ma che immaginiamo perfetto già dalla prossima uscita; ed un sauvignon molto interessante, La Breccia, che come indica già il nome, nasce da un vigneto piantato su una cava naturale di ghiaia situata in collina. Un vino quest’ultimo, dotato di grande personalità, minerale ed avvolgente al tempo stesso, che fa presagire grandi cose per il futuro.
07/2004
Ancora progressi in Agrivinicola Montecappone. Ai due vini di punta, gli Esino denominati Tabano, si affiancano (ed a volte vanno oltre) in qualità i due “secondi vini” denominati Montesecco, appartenenti alle Doc Verdicchio e Rosso Piceno. Due vini, soprattutto il Verdicchio, per i quali avevamo già consigliato l’anno scorso ai fratelli Mirizzi, un packaging più in linea con il livello qualitativo del contenuto… se sul packaging siamo stati accontentati, sul contenuto siamo chiaramente aldilà delle più rosee aspettative.
E’ un vino superlativo il Verdicchio Montesecco 2003 presentatoci quest’anno, frutto di un’annata fortunata (almeno per chi ha saputo vendemmiare al momento opportuno) e soprattutto dell’accurata selezione delle uve, delle basse rese per ettaro, della maestria nel condurre la vigna e la cantina, e di quella “passione per il vino” che la famiglia Mirizzi fortemente rivendica.
02/2003
A due chilometri da Jesi, sulla Strada Provinciale 96, si trovano le tenute dell’Azienda Agrivinicola Montecappone, di proprietà della famiglia Mirizzi. Dal 1968, anno di nascita, l’azienda si è progressivamente estesa lungo le basse colline che costeggiano la storica cittadina.
La dimensione attuale raggiunge circa 60 ettari di vigneti suddivisi tra verdicchio (25), fiano, malvasia, trebbiano, sauvignon e chardonnay (20), montepulciano, sangiovese grosso, merlot e cabernet sauvignon (15). Gli impianti più recenti, allevati a cordone speronato, raggiungono una densità di 5.000 ceppi per ettaro.
Le cantine sono state progressivamente rimodernate e le attuali tecnologie consentono di ottenere ottimi risultati e di valorizzare al meglio la materia prima. L’azienda produce cinque tipologie di vini: Esino bianco Tabano, Tabano Rosso, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Montesecco, Rosso Piceno Montesecco e il Rèsio Vendemmia Tardiva, ottenuto da uve verdicchio e sauvignon parzialmente appassite. Dai terreni aziendali nasce anche un ottimo olio extravergine di oliva ottenuto dalle varietà frantoio, pendolino e leccino.
I prodotti si possono acquistare anche nel punto vendita dell’azienda, dove troverete altre due chicche: l’acquavite d’uva e il miele.