Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore A.D. 1194 Federico II 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2020
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: verdicchio
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: MONTECAPPONE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Ci aveva già entusiasmato nella versione 2014, da allora è cambiata l’etichetta più volte, l’ultima mi sembra davvero aver raggiunto notevole eleganza, sappiamo bene che anche l’occhio vuole la sua parte.
Un altro verdicchio che i Mirizzi riescono a interpretare in maniera esemplare, qui viene vinificato con la tecnica della iper-riduzione (praticamente in assenza di ossigeno) con iniezione di ghiaccio secco in fase di pigiadiraspatura e con controllo della temperatura in fermentazione che non supera i 17° C. Cosa non secondaria non vengono utilizzati lieviti selezionati, mentre l’affinamento è di 10 mesi sulle fecce fini.
Uno degli aspetti che colpiscono maggiormente è la notevole differenza espressiva che caratterizza ciascun Verdicchio di Montecappone, in questo caso non c’è l’intento di ottenere un vino dalla struttura potente e di grande impatto, bensì giocato su finezza ed eleganza. La 2018 ci riesce perfettamente, rivelando un vino decisamente sobrio, quasi raffinato, dove di quella straordinaria uva bianca marchigiana afferra l’essenza e la bellezza senza renderla aggressiva, graffiante, ma mantenendo un’armonia espressiva in ogni suo aspetto, un dipinto pieno di colori ma giocato in punta di pennello, mi viene in mente la Grande Jatte di Seurat…
Le note di agrumi e salvia, ginestra e anice, clorofilla e frutta tropicale, a tratti anche camomilla e nespola, rappresentano un invitante biglietto da visita, che trova il suo compimento in un sorso pieno e sapido, fresco al punto giusto, molto equilibrato ma con un finale che apre le porte anche a riflessi salmastri. Ha tutte le carte per durare parecchi anni, pregio che non molti bianchi italiani sono ancora in grado di vantare.