Cogito R. Vinum Rubrum Mirizzi 2022
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2024
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: grenache
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: MONTECAPPONE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro
Vino Bio: sì
Non sto qui a ripetervi cose che ho più volte scritto sul grenache e la sua storica presenza nelle Marche (volendo potete leggere la recensione che ho fatto del Cogito 2019); certamente questo vitigno ha ben poco di “straniero” vista la sua diffusione da tempi lontani in numerose regioni italiane sotto nomi diversi come alicante, granaccia, cannonau, tocai rosso, gamay umbro, bordò. Del resto, per quanto imperversi ancora un forte nazionalismo, è innegabile che il Bel Paese sia stato ripetutamente oggetto di conquiste o, quantomeno, di scambi commerciali e, quindi, contaminazioni.
Il Cogito R. – dove quella lettera sta per “rubrum” ovvero “rosso” – proviene da un vigneto di circa un ettaro allevato a grenache (cloni Entav-Inra 136 e 435, il primo originario del dipartimento di Aude, il secondo di Vaucluse) e certificato eroico dal CERVIM. Gianluca Mirizzi lo sognava da quasi 30 anni perché sapeva che quello sarebbe stato uno dei suoi motivi d’orgoglio, del resto il suo amore per questa varietà non poteva che spingerlo a lavorarci per ottenere quel grande vino che con l’annata 2022 si conferma di stoffa assoluta.
Fra le tante frecce che vanta al suo arco, c’è quella di sapersi fare apprezzare sin dai primi vagiti, pur avendo la longevità nel suo DNA.

Un altro suo pregio è quello di non subire alcun passaggio in legno, per restituire nel calice i suoi caratteri più profondi, che emergono con vigore sin dall’approccio olfattivo: un trionfo di piccoli frutti succosi, come prugna, ciliegia nera, mirtillo, a tratti anche cassis e lampone maturo, il tutto avvolto da note di petali di rose, erbe aromatiche e sensazioni eteree.
Al palato rivela una struttura importante, del resto è una sua caratteristica peculiare, stile cannonau, qui però esprime alcuni aspetti leggiadri e una freschezza a mio avviso leggermente superiore alla media, emerge sempre una forte eleganza e una persistenza vigorosa e salmastra senza mai appesantire il sorso. Indubbiamente aspetterei qualche anno, perché può solo crescere e arricchirsi ulteriormente, ma una volta stappato puoi solo bere un sorso, poi un altro e un altro ancora.