18 Dicembre in Piemonte: Roero Arneis Dla Trifula 2019 Renato Buganza

Nel presepe napoletano c’è un pastore che dorme, il suo nome è Benino, un pastorello immerso nel sonno, sdraiato, incosciente, con gli occhi chiusi e il corpo abbandonato. Una figura simbolica che incarna quei pochi fortunati al mondo che ancora vivono in sintonia con la natura. Una figura che ha assunto varie interpretazioni,
sicuramente un personaggio positivo, che di regola si colloca sopra il gruppo della Natività e simboleggia il cammino esoterico verso la grotta, il percorso in discesa attraverso il sogno, il viaggio compiuto da un giovinetto, da una guida iniziatica, da un bambino. In base a questa raffigurazione il senso del Natale è comprensibile solo mediante un viaggio onirico effettuato con la guida di un animo visionario che sprofonda nel mondo della conoscenza. Alla fine del viaggio, superate le varie tappe, questo personaggio può identificarsi nel: “pastore della meraviglia, accecato dalla rivelazione, posseduto dionisiacamente dalla luce stessa, non trova parole per esprimerla. Ed ecco che quasi come un fujente della madonna dell’arco in vista del numinoso, egli si abbandona al primigenio gesto di spalancare la bocca per gridare il suono muto e ineffabile della meraviglia al cospetto del meraviglioso. Come a dire chi ha orecchie per udire, oda“. (da “Il presepe popolare napoletano” di Roberto De Simone)
Lo stesso senso di stupore che ritroviamo nel bianco Roero Arneis Docg Dla Trifula 2019 di Renato Buganza, dove la semplicità, il rispetto della natura si fondono con la coscienza dell’uomo, con l’arte e la cultura. Un’area, quella in cui nasce il Roero, da sempre protagonista della coltivazione di vite e della produzione di vino, divenute nei secoli componenti principali della cultura e della quotidianità di questa terra; qui l’arte, il paesaggio e l’architettura delle case contadine e dei castelli, la vite e il vino sono da sempre cultura, passione e orgoglio dei suoi abitanti. L’area del Roero si trova sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, in provincia di Cuneo. Un territorio che si presenta assai vario, con i vigneti che si alternano a frutteti, boschi e orti. Un bianco schietto e spontaneo quello di Renato Buganza, che incarna la tradizione della loro famiglia di vignaioli e artisti. Parla il linguaggio dei fiori di campo dalle tinte chiare, dalla ginestra ai fiori di acacia, senza trascurare la frutta succosa, le fresche tracce agrumate e un intrigante profumo di mandorla. Un vino parlante, come racconta anche la sua etichetta che rappresenta una marionetta, che nel suo essere apparentemente inanimata diventa capace di portare la vita, attraverso la freschezza del suo sorso e grazie alla sua piacevole traccia salata che gli dona lunghezza e personalità.
Fosca Tortorelli
Qui i vini del 17 dicembre, 16 dicembre, 15 dicembre, 14 dicembre, 13 dicembre, 12 dicembre, 11 dicembre, 10 dicembre, 9 dicembre, 8 dicembre, 7 dicembre, 6 dicembre, 5 dicembre, 4 dicembre, 3 dicembre, 2 dicembre, 1 dicembre.


