16 Dicembre in Piemonte: Moscato d’Asti Canelli 2015 L’Armangia

La Curiosità, proprietà connaturale dell’uomo, figliuola dell’ignoranza, che partorisce la Scienza, all’aprire che fa della nostra mente la Maraviglia, porta questo costume: ch’ove osserva straordinario effetto in natura, come cometa, parelio, o stella di mezzodì, subito domanda, che tal cosa voglia dire o significare.
Giambattista Vico (Degnità della Scienza nuova)
Il pensiero del Vico fa riflettere su come la curiosità possa portare anche a vedere quello che pensiamo di conoscere sotto una nuova luce, suscitando nella nostra mente la meraviglia. Come quando si pensa alla Stella Cometa, che secondo la tradizione con la sua luce è stata la guida che ha condotto i Re Magi verso la mangiatoia che ospitava il bambino Gesù. La stella cometa, simbolo affascinante, è da sempre circondata da un alone di mistero che riguarda tanto la sua natura quanto la sua effettiva esistenza. Lo stesso mistero, la stessa meraviglia e la stessa conoscenza caratterizzano il Moscato d’Asti DOCG Canelli 2015 dell’Armangia. Una piccola realtà astigiana, siamo a Canelli, da sempre considerato il miglior areale per la produzione del Moscato d’Asti.
Comune di impianto medioevale, Canelli è un piccolo gioiello del Monferrato Astigiano, tra torri e castelli, si compone di una porzione detta Villanova, sorta intorno all’antica struttura fortificata, e del borgo, formatosi per stratificazioni successive attorno all’antico castello medioevale. Le sue architetture sono una testimonianza della capacità di adeguare i luoghi alle trasformazioni ed alle esigenze del tempo. Quella dell’Armangia è una storia familiare di antiche origini, che vede oggi Ignazio Giovine mettere in campo la sua passione per questo territorio e per la vitivinicoltura.

Le uve Moscato bianco con cui produce il suo spumante, provengono principalmente dal vigneto sito in località Ritano, sulla collina di Sant’Antonio di Canelli, a circa 200 m. s.l.m.. Una cura minuziosa nella raccolta delle uve e nella loro elaborazione sono i fattori imprescindibili che contribuiscono a rispettare la gentilezza di questa varietà. Per nulla esuberante, in questa versione non più giovanissima, che dimostra la stoffa del vero purosangue. Come la scia luminosa della cometa le piccole e sottili bollicine disegnano una elegante corona di spuma nel calice e fanno apprezzare le sottili nuances della salvia e della scorza di cedro. Un melange di fiori gialli, citronella, frutti tropicali con rimandi acido-piccanti che danno slancio; il sorso è fresco ha una dolcezza garbata per nulla invadente, che complice il suo carattere salino, accarezza il palato pervadendolo con una golosa suggestione di burro salato. Ritornano le dolci tracce di miele e frutta candita, un’armonia compiuta tra l’intensa componente aromatica con quella zuccherina ne caratterizzano la sua unicità. Un vino di festa e di armonia, segno di rivincita e di curiosità, fatto di luce, dolcezza, eleganza e profondità.
Fosca Tortorelli
Qui i vini del 15 dicembre, 14 dicembre, 13 dicembre, 12 dicembre, 11 dicembre, 10 dicembre, 9 dicembre, 8 dicembre, 7 dicembre, 6 dicembre, 5 dicembre, 4 dicembre, 3 dicembre, 2 dicembre, 1 dicembre.




