14 Dicembre in Sardegna: Cannonau di Sardegna Berteru Riserva 2016 Cantina Gungui

La leggenda del pettirosso
“Era Natale. Il bambino Gesù era nato da poco e tutti si stringevano intorno a lui. Mentre il bue e l’asinello lo riscaldavano con il calore dei loro corpi, Giuseppe accese un braciere, con i ramoscelli e gli sterpi che riuscì a trovare. Nella stalla, era rintanato anche un piccolo uccellino dalle piume stinte e dal petto chiaro; era ancora giovane e non aveva un nome. Nel cuore della notte, tutti si addormentarono, sfiniti dalla fatica e dalle emozioni di quel giorno straordinario. Fu allora che l’uccellino, nascosto su una trave, si accorse che il braciere stava per spegnersi. Volò di sotto e cominciò a battere le ali per attizzare la brace; poi, sfrecciò fuori dalla capanna, a cercare dei ramoscelli, per tenere viva la fiamma. per tutta la notte l’uccellino si diede da fare e tenne acceso il braciere. All’alba, Giuseppe si svegliò e accorse ad aiutarlo. Finalmente, l’uccellino poté fermarsi e riprendere il fiato. Quando risalì sulla trave, tuttavia, si accorse di essere cambiato: al centro del petto, aveva una macchia rossa, proprio come il fuoco che aveva alimentato quella notte. Era il fuoco dell’amore e dell’impegno; quella notte, l’uccellino scoprì qual era il suo nome: era un pettirosso”.

Il senso della generosità d’animo e della vera ricchezza, del saper donare senza necessariamente aspettare qualcosa in cambio. Il richiamo è immediato con una realtà poco conosciuta della Sardegna più nascosta. Mamoiada è una piccola realtà che si trova nel cuore della Barbagia. Un territorio incontaminato, ricco di sorgenti naturali, corsi d’acqua, terreni a pascolo e a colture. Famoso per il suo carnevale, un rito ancestrale, misterioso sino ai giorni nostri, una manifestazione popolare propiziatoria per allontanare il male ed augurare annate agrarie abbondanti con i Mamuthones e gli Issohadores che sono diventati da tempo il simbolo stesso del paese. Mamoiada giace a 650 metri s.l.m., a nord del massiccio del Gennargentu e dista circa 16 Km da Nuoro, qui l’agricoltura e la produzione vitivinicola sono ad oggi elementi caratterizzanti di questi luoghi, che con semplicità convivono con le bellezze archeologiche che si incontrano sul cammino. Qui il vitigno Cannonau la fa da padrone, allevato ad alberello, come da tradizione a Mamoiada, ma si esprime con una grazia e una sensualità inaspettate, come nel caso del Cannonau Berteru Riserva 2016 di Luca Gungui, un giovane produttore che coltiva solo piccoli appezzamenti nell’agro di Mamoiada. Un’eredità familiare che è diventata la sua ragione di vita; i nonni materni e paterni prima e i genitori poi, gli hanno trasmesso quel senso di appartenenza e il valore di ciò che rappresentava la terra generosa. Il suo vino racchiude ed esprime l’aroma dei luoghi a cui appartiene e il carattere delle genti che vi abitano. Un rosso a prima vista semplice, che in realtà ha lunghezza e complessità, eleganza e sincerità. Un sorso dopo l’altro l’emozione, la cura e lo stesso calore di quel “pettirosso” pervadono l’anima. Ricchezza e generosità pura, questo il messaggio sincero che arriva nel profondo del cuore.
Fosca Tortorelli
Qui i vini del 13 dicembre, 12 dicembre, 11 dicembre, 10 dicembre, 9 dicembre, 8 dicembre, 7 dicembre, 6 dicembre, 5 dicembre, 4 dicembre, 3 dicembre, 2 dicembre, 1 dicembre.




