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Assaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiereItalia

Cuzziol GrandiVini ha presentato a Roma i campioni di scuderia 2024

Cuzziol Grandi Vini

Roma, con il suo Palazzo Brancaccio – ultima residenza nobiliare costruita nella capitale – è stata una dimora perfetta per la presentazione del portfolio 2024 da parte del selezionatore Cuzziol GrandiVini. Atmosfera sontuosa come richiesto dalla situazione: oltre 90 produttori tra italiani ed esteri. Una via Merulana scaldata da profumi e sapori che sono riusciti ad assicurare ai degustatori certezze, come a svelare interessanti novità. Ci siamo incamminati tra i banchi alla ricerca di assaggi da raccontare e siamo andati via con un cospicuo bagaglio di incontri, racconti e visioni. È stato come viaggiare nei vari territori, attraversandoli, condividendo e gustando com’è nostra urgenza fare. Per ogni vino, abbiamo trovato il suo terroir d’elezione, la vigna e la cantina vissuti come quartier generale da chi ama trasmettere suggestioni attraverso un calice.


I nostri appunti (non esaustivi) in agenda


Cantina Zorah

Sicuramente, l’Armenia: con Cantina Zorah e seimila anni di storia in una bottiglia. Terra straordinaria che ha fatto da starter alla storia del vino e dove la fillossera non ha mai messo piede. Assaggiamo Yeraz 2016 è un rosso da uve Areni Noir, allevate a 1600 metri sul monte Ararat. Con il produttore, parliamo di anfore, di tradizione e non di moda. Cantina Zorah pone le sue radici su di un vulcano inattivo, avvantaggiandosi di importanti altitudini, di un clima che oscilla tra estati calde ed inverni gelidi, e naturalmente della ricchezza del suolo vulcanico. Terra bella e abusata, dove tra l’altro non è più possibile produrre anfore, eppure Yeraz è un autentico gioiello. Letteralmente significa “sogno”, ma il sorso è netto, senza nulla di vago, sfumato o appena accennato. Ricco di profumi pungenti, con il pepe in primis, pronto a cedere il passo alla piacevolezza della ciliegia. Di grande freschezza e lunghezza.

Riesling Kamptal Loimer

Ci spostiamo in Austria, da Fred Loimer, per assaggiare il suo Riesling Kamptal che è di un bel giallo paglierino, ricco di riflessi che virano nel verde. Profuma di canditi, di miele, mentre il sorso conferma la scorza di limone ed una lunghezza consistente e muscolosa. Chiacchierando con loro, emerge la visione di una viticoltura attenta ai terreni e alle risorse. Conversione all’agricoltura biodinamica nel 2006 e appena un anno dopo, insieme a molti altri colleghi viticoltori, fondano respect-BIODYN, una comunità che vive la biodinamica in viticoltura con ineccepibile serietà e rispetto. Capofila indiscusso nello scenario della Kamptal austriaca.

Premier Cru Les Lys 2010

Dalla Francia, imperdibile monsieur Roy-Prevostat & Fils: parlando di Chablis, lui è un’icona indiscussa, con vini che affinano fino a 10 anni. Peculiarità assoluta sono, appunto, i suoi famosi affinamenti “sur lie” di lunga durata, dunque Chablis che restano a contatto con i lieviti fini per 2 anni, mentre i Premiers Crus e i Grands Crus fino a 6 anni ed oltre. Sono tra i più grandi Chablis da collezione. Assaggiamo Chablis Premier Cru Les Lys 2010 e ne riceviamo immediatamente la finezza, combinata in perfetto equilibrio tra note fruttate e floreali. Sorso morbido e di grande purezza, senza perdere un briciolo di tensione e carattere.

Clos Culombu

Un salto in Corsica per Clos Culombu della famiglia Suzzoni, vicino a Calvi. Vini biodinamici, decisamente mediterranei. Rosso brillante con riflessi rubino, consegna tannini ricchi e ben integrati, in un sorso di grande piacevolezza. Profuma di prugna e amarena ed è impossibile ignorare l’intensità portata dalle erbe aromatiche, timo e rosmarino in testa. Un vino fresco dal finale che sa aprrsi alle spezie e ai chiodi di garfano che la fanno da protagonisti.

Yering Station

Dall’Australia, assaggiamo qualcosa di Yering Station, prima realtà storica della YarraValley con vigne di una certa età: sono state impiantate nel 1838. Assaggiamo un Pinot nero 2022 di grande personalità. Rosso rubino, al naso è intensamente fruttato, con la fragola ed il lampone a fare gli onori di casa. Subito dopo, morbidezze tropicali a base di mango, infine il pepe e tutta la tipicità di un pinot nero maturo, rotondo, con tannini armonici ed un’ottima acidità.

Ribolla Classic 2022 Marjan Simcic

Impossibile snobbare la Slovenia e Marjan Simčič. Le origini dell’azienda risalgono al 1860, ma risultò chiaro fin da subito che quando fu Marjan a prendere in mano le redini, l’obiettivo assoluto sarebbe stato la modernità. I 18 ettari vitati sono nell’area del Collio Goriziano, al confine tra Italia e Slovenia, aria marina calda dalla pianura friulana, la barriera delle Alpi Giulie contro il freddo montano. Il terreno lì è fatto di marne e arenarie, ideale per la vite. Assaggiamo la sua Ribolla Classic 2022, di un bel giallo chiaro con riflessi dorati e profumi a tutto agrumi, dal limone al pompelmo. Il sorse è fruttato, ma regala una tale freschezza da consegnare un corpo ed una generale sensazione di perfezione.

Nadia Taglialatela

cuzziolgrandivini.it

Nadia Taglialatela

Classe ‘77, Nadia è nata ad Ischia. Dopo quindici anni di "soggiorno" romano che le è valso il diploma di Sommelier AIS e un'importante collaborazione con Eataly - in qualità di consulente esterno food & wine - oggi vive a Portici. Collabora con guide e magazine quali Identità Golose e MangiaeBevi e cura la sezione news della rivista online Foodtech, società di consulenza per lo sviluppo e ricerca nel settore agroalimentare. Racconta ristoranti, alberghi, prodotti di nicchia, eroici produttori e continua ad occuparsi della gestione di teambuilding internazionali per la sede di Eataly Roma.

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