“Taste the Art” è il nuovo progetto della cantina Ippolito 1845, a Cirò Marina

Vino e arte. La cantina più longeva della Calabria lancia una collezione di sei bottiglie storiche in edizione limitata e ci mette dentro anche l’arte ed il sociale: vi raccontiamo i nostri assaggi.
Ippolito, enologicamente parlando, in Calabria è storia. Gaglioppo, Greco Bianco, Calabrese, Pecorello e Greco Nero sono i vitigni autoctoni recuperati dalle quattordici etichette attualmente presenti sul mercato. Tra queste, Ippolito ne ha raccolto sei – le più rappresentative del territorio – e le ha rilanciate mettendoci dentro anche senso dell’arte e finalità sociale. Il nuovo progetto si chiama “Taste the Art”, noi come sempre abbiamo assaggiato e vi raccontiamo tutto nel dettaglio.

Prendi l’arte
Se fare vino è un’arte, succede che l’arte aiuti l’arte affinché il messaggio arrivi forte e chiaro. Fondamentale l’incontro tra cantina Ippolito ed Enrico Focarelli Barone, in arte Frelly, illustratore calabrese al quale è stato affidato l’onere di un racconto leggero. Immagini eloquenti, ma scanzonate, probabilmente il modo migliore per veicolare qualsiasi contenuto. Le illustrazioni di Frelly, se non si fosse capito, sono diventate le etichette delle sei bottiglie “Taste the Art”, mentre il ricavato dalle vendite sosterrà il restauro di opere storiche del territorio. Dalla Calabria, alla Calabria. E lode alle grandi aziende che con la loro voce amplificano anche i sussurri dei più piccoli.

Vini degustati
Cirò Bianco DOC Mare Chiaro 2021
Brillante nel suo giallo paglierino, al naso coccola la sua rotondità spiccatamente tropicale. Il sorso è teso e di buona acidità, c’è una saporita nota marina finale che invita a continuare. Nello specifico, si tratta di un blend di uve Greco, vendemmiate in due momenti diversi. Freschezza e profumi con la prima raccolta. Struttura e corpo, con la seconda. Snello, ma di personalità, l’abbiamo immaginato con un fragrante crudo di crostacei.

Calabria Bianco IGT Pecorello 2021
Uve Pecorello 100% (e non Pecorino, giusto per evitare confusioni con il noto vitigno del Centro Italia). Il Pecorello è, a tutti gli effetti, una derivazione del Greco. Ippolito ne tira fuori un vino luccicante, con un’interessante complessità aromatica che racconta il mondo agrumato della sua terra. Sorso armonico, in equilibrio con sé stesso. Non male la persistenza. L’abbiamo immaginato con una parmigiana bianca di verdure di stagione.

Calabria Rosé IGT Pescanera 2021
Uve Greco Nero in purezza, leggermente pressate e senza alcuna macerazione. Chiama l’aperitivo a gran voce, un vino che sa stare con i piedi per terra, nessun fuoco d’artificio, ma la certezza di un’eleganza essenziale. Profuma di fragoline di bosco, gelsomino e c’è un delicato petalo di rosa ad arrotondare il tutto. Sorso fresco, sapido, quasi da masticare. L’abbiamo immaginato con pane caldo, rigorosamente casereccio, spalmato di burro e alici.
Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC Colli del Mancuso 2019
Altro giro, altro vitigno autoctono. Tipico calabrese, uve Gaglioppo in grande spolvero. Mettiamo le mani avanti, un assaggio che ci ha colpito. Profumi di prugna, pepe e vaniglia, per confermare poi, all’assaggio, struttura e morbidezza, con un tannino appena accennato. Farebbe la sua figura con una bistecca succulenta, ma noi l’abbiamo immaginato con una zuppa di crostacei, ristretta, intensa, accompagnata da fette di pan brioche tostato.

Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC Ripe del Falco 2014
Sorso dopo sorso, schiude tutta la sorpresa della longevità. Colore rosso rubino con riflessi granati. Liquirizia, cuoio, spezie a renderlo ancora più vibrante. Un vino sontuoso che deve avere il tempo di definirsi per quello che è. Tannino fine, è un vino lungo, la sua complessità ha bisogno di pause e temperatura. Senza fretta, l’abbiamo immaginato con spicchi di Bra, Bitto, Monte veronese. Anche con un Parmigiano di lunghissima stagionatura. Morso dopo morso, sorso dopo sorso.
Calabria Rosso IGT 160 anni 2016
Ancora uve Gaglioppo per un vino che nasce per festeggiare i primi 160 anni dell’azienda. Rubino con riflessi color granato intenso. Al naso, arrivano piccoli frutti rossi, con sbuffi boisè, liquirizia e note balsamiche. Ma non basta. Aspettando, rivela la sua pasticceria fatta di confettura, sciroppi di piccoli frutti rossi. Il sorso sintetizza la macchia mediterranea, il tannino c’è, ma sa agire con morbidezza. C’è personalità e pienezza, è un vino coerente con il suo territorio, ma non per questo banale. Il finale è lungo, ampio, ancora pasticceria, stavolta a base di cacao e vaniglia. Più che degno di un succulento brasato, ma abbiamo finito per immaginarlo dopo pasto. E così è stato.
Nadia Taglialatela
Cantine Vincenzo Ippolito
Via Tirone, 118 – 88811 Cirò Marina (KR)
(+39) 0962 31106




