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Le Ali di Mercurio: Tenuta Sarno 1860

Logo Tenuta Sarno 1860Un solo vino per scelta, Maura Sarno ha voluto così sin dall’inizio, concentrare tutta l’attenzione su una sola vigna di tre ettari per ottenere la migliore espressione del territorio e del vitigno (a cui recentemente ha aggiunto altri tre ettari in conduzione, situati alla stessa altitudine e nello stesso comune). Siamo a Candida in provincia di Avellino, a 600 metri s.l.m. (oggi c’è chi pagherebbe oro per avere una vigna alta, visto il clima estivo sempre più torrido), qui il suolo è un misto di argilla e calcare, le escursioni termiche sono un punto fermo, tutti elementi che contribuiscono in modo determinante a creare l’ambiente ideale per una varietà come il fiano.

Fiano di Avellino 2016 Tenuta Sarno 1860Fiano di Avellino 2016 (gradazione 13%)
La vendemmia si svolge a piena maturazione mediamente a metà ottobre, sicuramente una delle più tardive per un’uva bianca, l’altitudine garantisce la freschezza e lo sviluppo ideale delle sostanze che daranno profumo nel calice; il vino affina a contatto con le fecce nobili per circa 6 mesi. Vincenzo Mercurio ha forgiato questo vino sin dalla sua prima annata, nel 2009.
La versione 2016 ha colore paglierino chiaro con riflessi verdolini, profuma di agrumi, gelsomino, mela, finocchietto selvatico, leggera menta, pesca bianca. Al gusto è ovviamente fresco e giovanissimo, ma la classe è già evidenziata nel tintinnio di un frutto vitale e succoso, nella vibrazione minerale che sollecita sensazioni di grande finezza, sapida avvenenza; un vino dal timbro puntillista, non ci sono guizzi aggressivi o scalpitanti, ma ogni singola cellula porta con sé un colore, una sfumatura, un’impressione, creando un insieme che ha il fascino garbato di un paesaggio di Seurat.
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Roberto Giuliani

Tenuta Sarno 1860 – di Maura e Adele Sarno
Contrada Serroni, 4/b Avellino
Tel. 339-7265669
E-mail: info@tenutasarno1860.it
Sito: www.tenutasarno1860.it

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Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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