ARPEPE – Arturo Pelizzatti Perego
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Tel.: +39 0342 214120
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Sito: www.arpepe.com
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laVINIum – 01/2008
Questa volta, della storica azienda valtellinese di Arturo Pelizzatti Perego oggi seguita con grande capacità dalla moglie Giovanna con i figli Emanuele e Isabella, vi presentiamo solo una parte dei vini prodotti, in attesa che gli altri giungano a piena maturazione per essere presentati. Intanto possiamo dirvi che i tre rossi degustati testimoniano che siamo di fronte ad un’azienda di grandissimo valore, che ha il solo “difetto” di produrre seguendo una propria filosofia: tutto è orientato ad esaltare quel grande vitigno che è il nebbiolo, seguendo il procedimento impostato da Arturo che vuole la maturazione rigorosamente in botti grandi, per periodi superiori a quanto previsto dal disciplinare.
Il risultato è, ovviamente, frutto soprattutto del duro lavoro in vigna e merito anche di una terra meravigliosa, faticosa da lavorare per la sua notevole pendenza, ma in grado di ripagare ampiamente chiunque la rispetti e la comprenda.
I vini, uno più affascinante dell’altro, sono il delizioso Rosso di Valtellina 2004, il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2000, davvero buonissimo e il Valtellina Superiore Grumello Rocca De Piro Riserva 2002 che vi consigliamo di non farvi sfuggire, un vero gioiello alla portata di tutti.
– 04/2006
L’azienda vitivinicola ARPEPE, che prende il nome da Arturo Pelizzatti Perego, si trova nel cuore della Valtellina, nell’area centrale denominata Terziere di mezzo. Qui le colline sono impervie, difficili per la coltivazione della vite, tant’è che è necessario produrre dei terrazzamenti, sorretti da muretti in pietra, che permettano almeno il passaggio degli uomini e di piccoli macchinari agricoli. Le altitudini dei vigneti vanno da un minimo di 260 metri, a fondovalle, fino a quasi 900 metri.
Quasi 1.200 ettari coltivati per il 90% a nebbiolo, localmente detto “chiavennasca”, di cui sono stati individuati tre biotipi principali: il Briotti, l’Intagliata e il Chiavennascone.
È dal lontano 1860 che la famiglia produce vino, con orgoglio, seguendo i dettami della tradizione, tramandata di generazione in generazione. Da poco tempo le redini dell’azienda, portata ai massimi splendori da Arturo Pelizzatti Perego, recentemente scomparso, sono passate alla moglie Giovanna e ai figli Emanuele e Isabella. Emanuele si occupa del vigneto e di tutto il processo di vinificazione, mentre Isabella è addetta al marketing, ma questo ovviamente non le impedisce di conoscere a fondo i vini che escono dalla cantina.
È proprio Isabella, che ho avuto modo di conoscere in occasione del recente evento Nebbiolo Grapes, svoltosi ad Alba, e che ho rivisto al Vinitaly, che mi ha permesso di approfondire la filosofia di famiglia, oltre ovviamente a propormi i vini aziendali. Debbo dire che è stata un’esperienza importante per me, che mi ha confermato quanto sia fondamentale credere nelle proprie idee, valorizzare un territorio senza cercare mai di stravolgerne la natura, utilizzando metodi il più possibile meno aggressivi per preservare tutte le caratteristiche di quello straordinario vitigno che è il nebbiolo, che in Valtellina, trova la sua massima espressione, al pari delle Langhe in Piemonte.
Ma i vini di ARPEPE hanno qualcosa di davvero prezioso, perché sono fra i pochi che escono dalla cantina quando sono nella giusta condizione per essere apprezzati. Così non ci si deve stupire se il superbo Rocce Rosse Riserva porta in etichetta la vendemmia 1995, o il “giovane” Grumello Rocca De Piro proviene dall’annata 2000. Sono tutti vini splendidi e a volte commoventi per la loro limpida chiarezza, per la loro ricca personalità, avversi a qualsiasi moda, profondi e mai banali, veri fino in fondo.