Statistiche web

Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse Riserva 2009

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2024


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: AR.PE.PE. – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 58 a 65 euro


Se c’è un’azienda di cui non mi stancherò mai di raccontare i vini, quella è senza dubbio ARPEPE, sicuramente è fra quelle a cui su Lavinium abbiamo dedicato più spazio, tra interviste, recensioni, verticali, c’è veramente di tutto, vent’anni di storia.
D’altronde Emanuele e Isabella Pelizzatti sono ormai conosciuti in tutto il mondo, lui vignaiolo poco incline ad allontanarsi dalle sue viti, lei instancabile ambasciatrice dei vini, ma c’è anche Guido che contribuisce non poco a valorizzare il territorio valtellinese.
Oggi tocca a uno dei loro vini a me più caro, il Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse Riserva, un vero gioiello dove il nebbiolo, qui chiamato chiavennasca, tocca vertici qualitativi assoluti. L’annata che ho stappato ieri è una 2009, quindi con qualche anno sulle spalle (attualmente credo sia in commercio la 2016, il vino viene prodotto solo nelle annate migliori); sulla sua bontà non avevo dubbi, mi è piaciuta talmente tanto che, cosa rarissima, non mi sono accorto di averne bevuto a cena più di mezzo litro, tanto ero a casa e non dovevo guidare.
Amore a prima vista, sì, quel colore granato caldo e quel bouquet che incanta, ti spinge a chiudere gli occhi e lasciarti inebriare, a tal punto che mettersi a riconoscere i diversi profumi è quasi fastidioso, dispersivo, ti distoglie da quel momento afrodisiaco che ti apre il cuore e illumina l’anima. Vi dico solo che quell’arancia sanguinella che affiora decisa, la rosa macerata, la prugna dolce, il legno di liquirizia, il ginepro, non sono neanche la metà delle tante sfumature espressive che emergono dal calice, hai la percezione della roccia a cui si sono abbarbicate le erbe aromatiche, hai l’impressione di arrivare fino alle radici più profonde, senti il respiro del vento che spira dalle Alpi Retiche e ti porta questi splendidi effluvi.
Un vino che ti invita a braccia aperte e, appena senti il contatto fisico sulle pareti della bocca, provoca una sinfonia di sensazioni di rara bellezza; è impressionante come nulla sia fuori posto, il tannino è levigato, la freschezza generosa, la speziatura dolce e finissima, c’è eleganza, charme, incedere lento e progressivo, un godimento infinito, ecco perché non mi sono reso conto di essere arrivato quasi a fine bottiglia…

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio