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Valtellina Superiore Il Pettirosso 2016

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione:
@@@@@

Data degustazione:
10/2025


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ARPEPE – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 30 a 35 euro


Sul filone del Rosso di Valtellina, proseguo nel proporvi un altro vino di Arpepe con qualche anno sulle spalle, infatti se non vado errato attualmente Il Pettirosso in commercio è del 2022.
Non avendo l’urgenza di una guida, che per definizione deve presentare le nuove annate, posso godermi i migliori momenti di vini come questo, che sembra trarre dalle migliaia di albe e tramonti trascorsi dalla sua messa in bottiglia, una meravigliosa armonia espressiva; del resto proprio Arturo Pelizzatti Perego, scomparso a soli 62 il 10 dicembre 2004, aveva una visione ben precisa dei suoi vini, dovevano essere messi in commercio solo dopo anni e anni di affinamento in cantina.
Perciò mi accingo con serenità, e una mai sopita curiosità, a stappare questo prezioso rosso nato da vigna terrazzata tra i 400 e i 550 metri di altitudine, esposta a sud-est. La vendemmia si è svolta il 24 ottobre, con una resa di soli 45 ettolitri per ettaro; cento giorni di macerazione in tini di legno da 50 hl, successiva maturazione in botti da 50hl per un anno, poi cemento e bottiglia. Il vino è stato posto in commercio a partire da dicembre 2018.
Si tratta ovviamente di un nebbiolo in purezza, qui chiamato chiavennasca (o ciù venasca, vitigno vigoroso), dal colore granato caldo, come sempre affascinante, regala note di frutti maturi, tra i quali si fanno notare l’arancia sanguinella, il mirtillo, la prugna; una sfumatura di garofano schiude altri sentori dove affiora la liquirizia, cenni pepati, terriccio umido.
Bocca viva, freschissima, con un tannino quasi dolce, la materia è quasi carezzevole, giocata tutta sulla finezza, la gradazione (13% vol.) contribuisce a dare respiro al vino, sottraendogli qualunque eccesso, pesantezza, un rosso degno del suo nome, quel delizioso passeraceo capace di evoluzioni canore ammirevoli.
Nonostante i 9 anni dalla vendemmia, siamo solo all’inizio di un lungo cammino, del resto qui c’è anche l’annata che dà ulteriore garanzia, una delle migliori degli ultimi vent’anni.

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