Il Riesling Sandstein di Josef Fritz sfida il Regno del Loess nel Wagram

Nel Wagram, dove il Loess rappresenta da decenni la matrice identitaria dei vini locali, la Weingut Josef Fritz propone una lettura alternativa del territorio.
Il loro Riesling Sandstein nasce, infatti, da suoli di arenaria terziaria, una componente geologica meno nota, ma decisiva per comprendere la crescente diversificazione stilistica della regione.
Si tratta di una delle zone vitivinicole più riconoscibili della Bassa Austria: una lunga terrazza che si estende per circa 40 km lungo la riva sinistra del Danubio, modellata nel corso delle ere glaciali. Il nome deriva dall’antico Wogenrain, “bordo dell’onda”, a indicare la forma del rilievo che domina il fiume.

Il paesaggio viticolo è caratterizzato da dolci e continui pendii, ideali per la viticoltura: altitudini moderate (200–400 m) che favoriscono ventilazione e drenaggio; ampie esposizioni sud e sud‑est, perfette per la maturazione aromatica. Il Wagram, inoltre, beneficia di un microclima continentale temperato, con giornate luminose e calde, notti fresche che preservano l’acidità, e correnti da settentrione, utili ad asciugar le uve. Un contesto veramente favorevole alla produzione di vini bianchi longevi e di buona struttura.
La zona vitivinicola è celebre per i suoi alti depositi di loess: sedimenti eolici ricchi di carbonato di calcio, capaci di donare ai vini morbidezza, speziatura e volume. È questa la matrice ideale per il Grüner e il raro Roter Veltliner, che qui trova una delle sue espressioni più riconoscibili.

Accanto al loess emergono, però, isole geologiche di arenaria terziaria (Sandstein), ghiaie e calcare, più rare e fondamentali per conoscere la diversità del territorio. Questi suoli sono più drenanti e compatti, costringono la vite a radicare in profondità e generano vini più tesi, salini e verticali. Esattamente su queste sporgenze di arenaria, nasce il Riesling Sandstein della famiglia Fritz, che contribuisce a ridefinire la percezione del Wagram come terroir non solo “morbido”, ma anche tagliente e minerale.
Fondata nel 1912, la Weingut Fritz, è oggi guidata da Josef e Irene Fritz, affiancati dal figlio Johannes, enologo.
Il 2003 ha segnato una interessante svolta nel processo di vinificazione con la creazione di una nuova area, progettata per lavorare con pompe meccaniche delicate, capaci di preservare l’integrità aromatica dei mosti ed evitare ossidazioni precoci.

La filosofia della famiglia Fritz si fonda su un rispetto totale dell’ecosistema viticolo. Dal 2020 l’azienda è membro delle prestigiose Traditionsweingüter Österreich (le cantine tradizionali d’Austria), un’associazione che mappa i migliori cru della regione promuovendo la viticoltura sostenibile. A tal proposito, è opportuno sottolineare come, passeggiando tra i filari della cantina Fritz, non è raro avvistare il Wiedehopf (l’upupa), un uccello raro e migratore a rischio estinzione. La cantina è tra i fondatori dell’iniziativa ecologica “Pure Wagram”, che ha installato cassette nido specifiche e mantenuto intatti i muretti a secco e le scarpate di arenaria gialla dove questi uccelli nidificano. La presenza dell’upupa nei vigneti è diventata il “termometro biologico” della cantina: la sua riproduzione certifica la totale assenza di pesticidi sistemici e un terreno vivo.
La spinta pionieristica della famiglia non si ferma alla vigna. Nel 2019 hanno aperto un piccolo ristorante all’interno di un casale del Settecento adiacente alla cantina. Curato nei minimi dettagli, nel 2026 ha ottenuto la sua prima stella Michelin, consacrando la sottozona di Zaußenberg come meta d’eccellenza per il turismo enogastronomico internazionale.
Il Riesling Sandstein è vinificato esclusivamente in acciaio, con un approccio orientato alla massima trasparenza espressiva.
Processo produttivo:
- raccolta manuale delle uve;
- diraspatura e breve macerazione a freddo (6–8 ore) per estrarre precursori aromatici;
- fermentazione in acciaio a temperatura controllata;
- affinamento sulle fecce fini per diversi mesi, per incrementare volume e complessità senza compromettere la freschezza.
A differenza delle riserve aziendali, che prevedono l’uso di grandi botti di legno esausto, il Sandstein rimane integralmente in acciaio per preservare la sua impronta minerale.

Nel calice il Sandstein 2022 si presenta come una lettura rigorosa del Riesling del Wagram.
Al naso si apre con note croccanti di pesca, scorza di lime e sfumature speziate. In bocca l’attacco è dritto, dominato da un’acidità cristallina, quasi tagliente, bilanciata da una struttura snella, ma persistente, che chiude su una vibrante scia salina. Un vino che privilegia precisione, tensione e pulizia aromatica, senza concessioni a morbidezze o sovramaturazioni.
In un contesto segnato dal cambiamento climatico, il Sandstein di Josef Fritz dimostra che il Wagram può esprimere freschezza e verticalità anche al di fuori del tradizionale paradigma del loess.

La scelta dell’arenaria come matrice espressiva non è solo una peculiarità geologica: è una dichiarazione stilistica che amplia la percezione del territorio e offre una nuova chiave di lettura del Riesling austriaco.
Da ben 5 generazioni, la famiglia Fritz è alla ricerca della coerenza territoriale. E nel farlo, ha contribuito a ridefinire la mappa sensoriale del Wagram, aggiungendo una voce minerale, affilata e contemporanea alla sua tradizione.
Rachele Bernardo




