Ristorante Delicato a Contigliano: la bella storia di Carlotta e Gabriele

Allontanandosi dalla capitale, ci si avventura in un territorio complesso e contraddittorio, dove diventa tutt’altro che semplice trovare una cucina di livello, locali che abbiano da raccontare qualcosa attraverso piatti leggibili, originali e in grado di emozionare.
Come avviene in tutte le regioni, anche nel Lazio la “cucina tipica” (termine all’interno del quale c’è sempre più spesso tutto e il suo contrario) è un elemento dominante; man mano che ci si avvicina al confine con altre regioni, ecco apparire piatti che ne esprimono l’influenza, toscana, umbra, abruzzese, campana e in alcune zone del frusinate persino molisana.

Il territorio sabino, che abbraccia la parte nord della provincia di Roma e si estende per tutto il reatino, ha delle potenzialità enormi sia dal punto di vista paesaggistico che da quello turistico e gastronomico, ma per ragioni difficili da comprendere non si è mai espresso pienamente in questa direzione. Così ti piange il cuore quando vedi borghi e paesi di incredibile fascino completamente privi di accoglienza, desolati, abbandonati, senza attività commerciali e senza quegli strumenti fondamentali per attirare i turisti.

Abitando alle porte della Sabina da ormai 23 anni, ho avuto modo di visitare più volte la quasi totalità dei paesi, rimanendo affascinato da gioielli come Roccantica, Farfa, Fara in Sabina, Cottanello, Casperia, Collalto Sabino, Castel di Tora, Posticciola, Greccio, Montasola, Montebuono, Rocca Sinibalda, Rocchette e potrei andare avanti per parecchio.
Ma quello che ho più volte, a malincuore, verificato è che la qualità gastronomica e turistica è limitata e non rispecchia neanche lontanamente il fascino di molte di queste località; ad esempio molti agriturismi sono aperti solo nei fine settimana, i ristoranti latitano e offrono una cucina prevedibile.
Per questa ragione, quando trovo corrispondenza tra la cucina offerta e la bellezza del paesaggio, non posso che gioirne. È il caso del ristorante di Carlotta Delicato a Contigliano (RI), dove ero già stato un anno fa rimanendone piacevolmente impressionato.

Contigliano è un bellissimo comune di 3.600 abitanti posizionato a ovest di Rieti su un colle a quasi 500 metri di altitudine, ai piedi dei Monti Sabini (ci si arriva percorrendo il raccordo Rieti-Terni, SS79).
Come per molti comuni della Sabina, anche qui possiamo apprezzare ancora la cinta muraria che racchiude la parte più antica del paese, con due ingressi quasi contrapposti, la Porta dei Santi a sud-ovest e la Porta Codarda a nord-est.
A ridosso della settecentesca Collegiata di San Michele Arcangelo, si trova il ristorante Delicato, un accogliente gioiello gastronomico realizzato nel 2022 dopo una lunga esperienza in Italia e all’estero.

Carlotta Delicato, nata a Cassino 32 anni fa, si innamora ben presto della cucina e si diploma presso l’Accademia Italiana Chef. Poco dopo apre il suo primo ristorante nella città di origine, il Venti2 Laboratorio di Cucina.
Nel 2016 la vittoria a Hell’s Kitchen Italia con Carlo Cracco le apre nuove prospettive, entra al JW Marriott Venice, dove conosce Gabriele Tarquini, con il quale nasce una bellissima storia d’amore e lavorativa.
Insieme si trasferiscono in Costa Rica presso il JW Marriott Guanacaste Beach Resort, poi è la volta di Doha, Amsterdam, Budapest e, nel 2019, approda al Fire, il ristorante del Marriott di Barcellona, l’hotel più importante della Spagna, dove Carlotta diventa executive chef; dall’amore con Gabriele nasce il primo figlio, Federico, che li induce a una riflessione sul loro futuro anche come genitori: il lavoro attuale non gli consente di stare abbastanza con il piccolo, pertanto decidono di tornare in Italia, a Contigliano, dove è nato Gabriele, e dove vicino abitano i nonni paterni e materni.

Così, nel 2022, prende vita Delicato, un ristorante concepito a misura di famiglia, aperto dal mercoledì alla domenica, con solo 8 tavoli all’interno e la possibilità di un dehors nei mesi estivi.
La cucina di Carlotta attinge ancora oggi alle esperienze acquisite in Spagna e Costa Rica, ma con un tocco del tutto personale, dove la tecnica deve essere al servizio della materia prima, che rimane il cuore di ogni piatto.

Ne è un glorioso esempio “Pecora, fichi, nespole, sesamo e acciughe”, una portata perfetta per una serata estiva, fresca, stimolante, perfettamente equilibrata, un gioco sottile di sensazioni gustative che si amplificano ad ogni assaggio.

Un trionfo di sapori la “Tartare di manzo, midollo, kimchi”, esaltata dalla tostatura del midollo ed equilibrata dalla venatura balsamica del kimchi (radici e verdure fermentate).

Tra i primi abbiamo apprezzato lo “Spaghettone, limone, anguilla, finocchietto”, tanto buono quanto armonioso, un esempio di come si può realizzare un piatto di pasta gustoso e per nulla pesante.

Notevole anche il “Riso bomba, maiale, pollo, coniglio, fave”, superbo per la croccantezza del riso, che ha assorbito perfettamente il sapore del condimento, un’altra portata che rimarrà a lungo tra i miei ricordi culinari.

Un solo secondo condiviso per non perdersi i dolci: “Quaglia, maiale, uva, pane, funghi”, esempio perfetto di cosa vuole dire “tocco femminile”, una portata che poteva spingere molto sulla parte grassa e che, invece, trova un equilibrio praticamente perfetto elevando il godimento dato dalla fusione degli elementi, senza alcun rischio di appesantimento.

Passiamo, infine, ai due dolci scelti: “Nocciola, prezzemolo”, ovvero madeleine sbriciolate e imbibite di olio al prezzemolo, cremoso alla nocciola con nocciole tostate, con aggiunta di sale di Maldon, semplicemente buonissimo!

“Pesca, mandorle, lavanda, sambuco”, che dire, finalmente dei dolci (poco dolci) che hanno qualcosa da raccontare, che possono stimolare i sensi e la curiosità, ben lontano dagli ormai insopportabili e diffusi come la peste tiramisù, panna cotta, crema catalana, e cheesecakes varie…
Oltre al menu alla carta si può optare per 6 portate a 75 euro o 8 portate a 100 euro, rigorosamente scelte dallo chef e, quindi, sempre diverse.
La carta dei vini si basa su oltre 200 etichette ben selezionate da Gabriele, che ha giustamente voluto dare maggiore spazio al Lazio e alla vicina Umbria, noi abbiamo scelto l’ottimo Rosato Nasciolo 2022 di Annesanti da uve barbera, testimonianza ennesima che il rosato di qualità non teme minimamente qualche anno sulle spalle, in questo caso l’acidità della barbera fornisce una spinta al sorso fantastica.
Il ristorante Delicato rappresenta, a mio avviso, una delle migliori espressioni del territorio sabino, che trova conferma non solo nell’eleganza e finezza dei piatti, ma anche nella capacità di Carlotta e Gabriele di rapportarsi con i clienti in modo cordiale e professionale, senza alcuna pomposità, al contrario con estrema naturalezza.
Segnalo che da questa primavera è nata a pochi passi dal ristorante “Casa Delicato”, un B&B che dispone di quattro camere che conservano gli elementi originari della vecchia locanda recentemente acquistata, fondendo la presenza di travi, muri e dettagli architettonici del passato con un design moderno e accogliente. Qui si può fare colazione in un paesaggio mozzafiato, ma anche godere di ottimi aperitivi al tramonto.
Roberto Giuliani
RISTORANTE DELICATO
Via Umberto I, 2 – Contigliano, Rieti (RI)
tel. 0746 249202
info@ristorantedelicato.it
CASA DELICATO
Piazza XX Settembre 1 – Contigliano, Rieti (RI)
tel. 0746 249202
info@casadelicato.it


