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Terra di Seta: il calore, l’ampiezza, la luminosità, tutto il fascino del Chianti Classico

Terra di Seta panorama

Il fascino del Chianti Classico non si spiega a parole: si respira nell’aria, si percepisce nei gesti delle persone e si gusta assaporando i suoi frutti migliori. Questa è, infatti, sempre di più, la conclusione di ogni mia giornata trascorsa in questo ampio fazzoletto di terra. In quest’ultimo caso, siamo nella Località Le Macie, nel comune di Castelnuovo Berardenga e, ad essere ancora più precisi, nella nuova UGA Vagliagli, ovvero il settore ovest della cosiddetta “farfalla del Granducato”.

Terra di Seta vigne

Qui dal 2001 Daniele della Seta e sua moglie Maria Pellegrini conducono un’azienda agricola biologica con quindici ettari di vigna, producono altresì un delizioso olio extra vergine di oliva (Frantoiano, Moraiolo, Pendolino e Leccino), mieli millefiori piuttosto aromatici e dispongono di un agriturismo con appartamenti perfetti per fruire dell’amenità e della quiete di un effettivo paesaggio rurale toscano. Il tutto, poi, condito dalla certificazione Koscher, esempio più unico che raro in Italia, che consente loro di essere ancora più autentici, essendo possibile conoscere salubrità e tracciabilità.

Terra di Seta paesaggio

E, se è vero che già in alcuni settori di Gaiole e di Castellina si possono percepire il calore, l’ampiezza e la luminosità della parte più meridionale del Chianti Classico, è altrettanto vero che soltanto a Castelnuovo Berardenga e Vagliagli, si possono cogliere in tutta la loro intensità. Così come si possono cogliere le differenze nella vegetazione (decisamente più mediterranea) e nel profilo delle colline, che nello spazio di pochissimi chilometri si lasciano alle spalle gli ultimi echi del carattere chiantigiano più aspro per affacciarsi sui panorami più dolci e arrotondati delle Crete Senesi.

Terra di Seta servizio

Un continuo saliscendi di rilievi e di valli che rendono il panorama estremamente vario e allo stesso tempo creano una discreta diversità di microclimi: un territorio copioso, in cui si alternano amalgami di argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, arenarie e sabbie, con una vegetazione che talvolta subisce felicemente l’influenza del mare, rimanendo quindi con microzone alquanto differenti sia dal punto di vista geologico, sia da quello climatico.

Meshi Terra di Seta

Terra di Seta è, nello specifico, contraddistinta da una buona altitudine (pressappoco tra i 450 e i 500 m slm), un’eccellente esposizione, una notevole ventilazione e un suolo per lo più roccioso, con porzioni di Galestro e Alberese.
Vini schietti, sinceri, di gran pulizia, in cui l’indiscusso protagonista locale, il Sangiovese, suddiviso in circa 18 cloni, cerca di essere valorizzato al meglio dagli abili Ruggero Mazzilli (per la parte agronomica) ed Enrico Paternoster (per quella enologica).

Chianti Classico 2020 Terra di Seta

Si parte da un ottimo rosato, Meshi Toscana IGT 2021, molto floreale all’olfatto, mentre al palato offre freschezza e croccantezza fruttata con una scia salina che innerva nel finale. Si passa poi al Chianti Classico 2020 che all’olfatto sviluppa sentori di ciliegia e violetta accompagnati da aromi di legno dolce su un frutto di buona maturità: al gusto è caldo, morbido, correttamente tannico e sapido sul finale.

Chianti Classico Riserva 2016 e 2019 Terra di Seta

Ottime entrambe le Riserve di Chianti Classico, rispettivamente 2019 e 2016, frutto di altrettanto splendide vendemmie. Dinamica, di vibrante intensità, lunga, saporita e balsamica, la prima; più speziato e fruttato, con peso, concentrazione e volume sempre consistenti, ma controbilanciati da una freschezza quasi agrumata, la seconda.

Chianti Classico Gran Selezione Assai 2018 Terra di Seta

Infine, Assai, Chianti Classico Gran Selezione 2018, il quale si presenta all’inizio lievemente contratto e con qualche nota tostata al naso, per poi prendere più slancio ed espressività in bocca, rivelando tannini di buona grana e offrendo un finale contrastato.

Lele Gobbi

Lele Gobbi

Torinese, sognatore, osservatore, escursionista, scrittore. Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Torino e Master in “Non profit” presso la SDA Bocconi di Milano. Per otto anni si è impegnato in progetti con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, occupandosi di raccolta fondi, marketing, comunicazione, relazioni esterne, degustazioni e soprattutto di organizzazione di viaggi educativi in Italia e nel mondo. Scrive per Spirito diVino, James Magazine, La Cucina Italiana, Viaggiare con Gusto, Senza Filtro. È consulente per agenzie di marketing e comunicazione. Ha viaggiato in tutti i continenti alla ricerca dei cibi più vari, dei mercati più pittoreschi e dei popoli più antichi. Ama lo sport (sci e basket), la montagna (le Alpi) e l'arte contemporanea.

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