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Assaggi dall'Italia e dall'EsteroAustriaIl vino nel bicchiere

Vintage Sekt 2004 Schloss Gobelsburg

Gobelsburg

Aria di feste natalizie. E comincio a cantare Bóg się rodzi in polacco e Stille Nacht! Heilige Nacht! (nota come Astro del ciel), ma in tedesco e non in italiano, perché nella traduzione è stato cambiato il testo con parole che non hanno la stessa forza di quelle originali, scritte e lette in chiesa a Natale del 1816 dal giovane sacerdote salisburghese Joseph Mohr, assistente della parrocchia di Mariapfarr nel Lungau, per dare conforto e speranza alla popolazione prostrata dalle devastazioni e dalla miseria causate non solo dalle guerre napoleoniche, ma anche dalla divisione del suo principato, smembrato dal congresso di Vienna. Mariapfarr aveva già sofferto parecchio sotto l’occupazione delle truppe bavaresi, ma si trovò di colpo senza possibilità di reddito perché il fiume Salzach, che era sempre stato il motore del suo benessere economico, diventò il confine di Stato tra l’Austria e la Baviera e non poteva più costituire il sostegno principale alla sua economia. In quei tempi così duri, il testo originario della quarta strofa di Stille Nacht! Heilige Nacht! assumeva un significato molto particolare, perché esprimeva  un grande bisogno di pace, quella di cui abbiamo bisogno anche oggi, con le truppe italiane spedite ai quattro angoli del mondo in mezzo a guerre che non finiscono mai.

Obendorf a Natale
Obendorf a Natale

Trasferito alla nuova parrocchia di San Nikolaus a Oberndorf, il 24 dicembre del 1818 il giovane sacerdote consegnò il testo della sua poesia all’organista Franz per comporre una melodia per due voci soliste accompagnate da coro e chitarra, cantata durante la santa messa di Natale davanti ai marinai e ai costruttori di barche e battelli del Salzach che potevano capire meglio di chiunque altro il testo della quarta strofa. Io non ho mai perso la speranza del riscatto dalla guerra e dalla miseria e quando viene Natale e il pensiero va a quella canzone cantata ormai in tutto il mondo in 300 lingue… tra i tanti spumanti e Champagne che sono a disposizione sul mercato vado sempre a cercarne uno tra i più vicini proprio alla zona salisburghese, caratteristico austriaco, dove c’è la neve in tutti quei paesini che assomigliano tanto a dei presepi con le luci colorate. L’atmosfera e l’umore, con quelle bollicine, diventano proprio quelli giusti per riappacificarsi con il mondo .

Un centinaio di km più a oriente c’è il castello di Gobelsburg, nella Kamptal a nord ovest di Vienna, sorto su un insediamento che risale a 4.000 anni fa, già menzionato in un contratto del 1074. Dal 1171 la giurisdizione religiosa apparteneva ai Cistercensi che ne divennero gli effettivi proprietari nel settembre del 1740 e aggiunsero ai vigneti Steinsetz, Haide e Reding sul versante di Gobelsburg anche quelli di altre proprietà come Heiligenstein, Gaisberg, Renner, Lamm e, in seguito, Nussberger, Zöbinger e Gobelsburger. Dal febbraio 1996, grazie alla concessione dell’abate cistercense, la cantina e i vigneti intorno al castello sono gestiti da Michael Moosbrugger.

Michael Moosbrugger e l'abate Wolfgang
Michael Moosbrugger e l’abate Wolfgang

Michael proveniva dall’attività universitaria e alberghiera, ma si è dato con successo all’enologia. Nel 2006 è stato premiato con il titolo di “Enologo dell’anno” dalla rivista di vini ”Falstaff”. Nel 2007 si è guadagnato il Golden Glass dalla rivista svedese ”Allt om mat” e ”Allt om vin”. Da quel momento sono cominciati a fioccare i premi come quelli della rivista specializzata americana ”Wine & Spirits” nel 2009 (”Champion of Value” dell’anno) e nel 2009, 2010, 2011, 2013 e 2014 (“Top 100 Winery” di quegli anni).

La gamma di Schloss Gobelsburg è molto vasta e posso dire che tutti i vini prodotti valgono la pena, da quelli tranquilli (4 rossi e 18 bianchi) fino ai 3 sekt e posso assicurare che tutti meritano attenzione, oltre agli altri 8 della linea Schlosskellerei Gobelsburg e agli altri 4 della linea Domæne Gobelsburg. Tra l’altro mi ha fatto un grande piacere vedere appaiate almeno nello stesso certificato C4G Recycling del gennaio 2018 (che premia la riduzione di carta siliconata e quindi dell’emissione di anidride carbonica) questa tenuta insieme con quella di Willy Bründlmayer, che io considero come una Ferrari dell’enologia austriaca da più di vent’anni. Dio le fa e poi le accoppia, no? Anche nella qualità penso che, se la prima è come una Ferrari, l’altra è come una Bugatti…

GobelsburgCredo che una tenuta e una cantina possano eccellere in qualità soltanto quando sono gestite da persone di grande capacità professionale, ma non solo: ci vuole anima, cuore e un grande amore per la natura, per la terra, per la gente. Mi sembra perciò giusto ricordare che Schloss Gobelsburg è attualmente un weinkulturerbe œsterreich (patrimonio della cultura enologica austriaca) diretto da Michael e da sua moglie Eva Moosbrugger, con l’apporto tecnico dell’agronomo Wolfgang Preiss e del cantiniere Franz Karner.

Schloss Gobelsburg ha circa 70 ettari di vigneti storici che da sempre applicano una viticoltura sostenibile, non soltanto da poco. I monaci che l’avevano gestito fino al 1995 usavano fertilizzanti organici, si astenevano dall’utilizzare diserbanti e cercavano di ridurre l’uso di fitoprotettori. E Michael continua su quella strada. I vitigni più importanti sono grüner veltliner (55%), riesling (25%) e alcuni rossi tra cui il pinot noir. Nel corso dei secoli, queste varietà si sono rivelate le più adatte alla struttura del terreno circostante. Il riesling si sente a casa sui terrazzamenti magri e sassosi di Heiligenstein e Gaisberg, mentre il grüner veltliner prospera sui terreni sabbiosi e di loess dei dintorni. Invece il Pinot noir è più adatto ai terreni più secchi originati dalle sedimentazioni del Danubio, specialmente dove non ci sono nient’altro che ciottoli di fiume. Qui ci sono i migliori “ÖTW Erste Lage” (paragonabile a un premièr cru) e “ÖTW Grosse Lage” (paragonabile a un grand cru).

BottaiaLa vinificazione è improntata alla semplicità e al rigore La parte più antica della cantina risale alla fortezza originaria del secolo XI ed è stata continuamente ampliata, ma per non stressare i vini con pompaggi eccessivi attraverso tubi molto lunghi perfino le grandi botti di stoccaggio sono montate su carrelli per trasportarle da una parte all’altra della cantina. Il Grüner Veltliner e il Riesling della linea Tradition, inoltre, sono derivati ​​dallo studio di vecchie tecniche locali di vinificazione e realizzati con i metodi tradizionali dell’Ottocento.

I tre sekt Blanc de Blancs Brut, Brut Reserve e Vintage sono proprio buoni, ma su tutti eccelle il Vintage, che qui tutti chiamano grosse reserve. Si trovano ancora dei 2001 e ci sono già in commercio i 2008, ma sono stato affascinato dal Vintage Sekt 2004, che deriva da diverse varietà pinot noir, riesling e grüner veltliner selezionate dai diversi vigneti della tenuta. Le uve di Heiligenstein, Gaisberg, Grub e Lamm, le cui rocce originarie dei suoli sono perm, gneis e loess, vengono raccolte in piccole cassette e pressate sofficemente da una pressa a cestello per diminuirne le sedimentazioni, utilizzandone solo il mosto fiore.

Vintage Sekt 2004 Schloss GobelsburgDopo la fermentazione senza controllo della temperatura, i vini maturano per sei mesi in botti da 25 ettolitri in rovere del Manhartsberg (una regione a nord di Langenlois), molto diverse da quelle francesi o americane, quindi vengono imbottigliati per rifermentare sui propri lieviti per tre anni, prima di cominciare il remuage manuale, e ancora per qualche anno prima della sboccatura a mano. Tenore alcolico 12%, classico del Langenlois. Sorprende per la grande delicatezza, la raffinatezza e la fragranza (14 anni!). È un vino di gran classe, di ottima stoffa, dagli aromi fini di pere, mele golden, alchechengi (lanterne cinesi) e note di melone, brioches e noci.

Non sprecatelo sui dolci, anche se quelli della pasticceria secca gli strizzano l’occhio volentieri. Vorrebbe pesci di fiume in salse nobili o in gelatina, pollame in gelatina, formaggi caprini freschissimi e… tanti baci.

Mario Crosta

Schloss Gobelsburg
Schlossstrasse 16 – A-3550 Gobelsburg
T +43 2734 2422
F +43 2734 2422-20
sito www.gobelsburg.at
e-mail schloss@gobelsburg.at

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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