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CONTINI

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laVINIum – 09/2022

Sono particolarmente legato alla famiglia Contini di Cabras (OR), i motivi sono molteplici: frequento dal 2000 regolarmente la Sardegna per ragioni familiari, affianco alla storica cantina è ubicato un negozio dov’è possibile acquistare a mio avviso la bottarga di muggine migliore al mondo e ultimo, non in termini d’importanza, il mio estremo interesse per la Vernaccia di Oristano, tra i vini speciali più carismatici e al contempo sottovalutati d’Italia.

Mauro e Alessandro Contini
Mauro e Alessandro Contini

Se ci trovassimo in Spagna o Francia il prodotto in questione scalerebbe le classifiche dei cosiddetti vini in stile ossidativo al pari dello Sherry o del Porto, solo per citare alcuni esempi, ma ahimé il consumatore italiano – esterofilo per eccellenza a 360° – non è in grado di carpire quasi mai il potenziale di un tesoro che ha sotto il naso, ed è un vero peccato. Ben quattro generazioni di costante impegno dedicato alla viticoltura sarda: Salvatore è stato il pioniere, seguito da Attilio sino ad arrivare ai giorni nostri dove al timone troviamo Paolo e i nipoti Mauro e Alessandro.

Vigne al tramonto

La Vernaccia in Sardegna, e soprattutto nella penisola del Sinis in provincia di Oristano, non è soltanto un vino: è un simbolo, una gioia da condividere giornalmente dopo una lunga giornata di lavoro, alla domenica, nei giorni di festa, per celebrare ricorrenze; ovviamente per rendere speciale i vari istanti occorrerà stappare la bottiglia giusta al momento giusto. Al pari della Malvasia a Bosa (OR) viene offerta al viandante, a colui che entra in casa per assaporare i veri sapori dell’isola, il più delle volte un bicchiere di questo pregiato vino racconta più di mille storie. Tuttavia quella vitivinicola di questo territorio ci riporta davvero indietro nel tempo (2000 a.C) e il viaggio inizia a pochi metri dall’antica cittadina fenicio-punico-romana Tharros, esattamente in loc. Sa Osa dove è stato riportato alla luce un insediamento di epoca prenuragica.

Vigneti Contini

All’interno di alcuni pozzi, oltre a svariate sostanze alimentari, sono stati ritrovati tantissimi vinaccioli appartenuti alla vite silvestre, una pianta autoctona presente in Sardegna simile per certi versi alla vernaccia allevata nella provincia di Oristano. Questa scoperta testimonia il fatto che l’allevamento della vite e le conseguenti attività di vinificazione, in Sardegna, erano tali già da oltre due mila anni; tesi che ribalta completamente la teoria secondo il quale furono i Fenici attorno al 1000 a.C. a possedere tale primato. La famiglia Contini di Cabras da oltre 120 anni è sinonimo di cultura sarda e il ricordo nella mia memoria è indelebile nonostante il trascorrere degli anni. Al contrario, più passa il tempo, più riesco a mettere a fuoco tutto di quella bella giornata di qualche tempo fa trascorsa in compagnia di Alessandro; più o meno ciò che accade alla Vernaccia: più invecchia e più acquista eleganza, chiarezza, definizione e soprattutto bontà.

Vigneti Contini

Il successo di quest’Azienda è arrivato col tempo: una storia fatta di coraggio, spirito imprenditoriale e obiettivi chiari, traguardi conquistati. Il primo esempio che mi viene in mente è proprio la medaglia d’oro vinta da Salvatore Contini all’Esposizione Internazionale di Milano del 1912 per la produzione della Vernaccia di Oristano, primo vino in Sardegna a ottenere la denominazione di origine controllata a partire dalla vendemmia 1971. Attilio, suo figlio, arrivò un po’ dopo negli anni Trenta, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale; con lo stesso impegno e con la medesima voglia di valorizzare la Vernaccia prese in mano le redini dell’Azienda. Gli anni Sessanta furono importanti per Contini perché segnarono il passaggio da impresa familiare a realtà ben più consolidata, grazie all’acquisizione di uve di produttori locali che aumentarono la capacità produttiva, gli stessi furono seguiti con occhio vigile e motivati a far parte di una grande squadra; soltanto in questo modo fu possibile mantenere alti gli standard qualitativi.

Bottaia Contini

Altrettanto fondamentali furono gli anni Ottanta perché la visione aziendale cominciò a crescere fino ad inquadrare il gusto di più categorie di consumatori, da qui la scelta di produrre svariate tipologie di vino legate sempre al territorio e alla tradizione sarda, vera e propria costante per la Cantina di Cabras. La Vernaccia viene dunque affiancata ad un altro vitigno storico della zona, il nieddera, oltre ai tradizionali vermentino e cannonau, cavalli di razza sardi. Si dà il via anche ad interessanti sperimentazioni, un esempio fra tutti è il Karmis, blend composto da vitigni a bacca bianca che più avanti vedremo, lo spumante Attilio e la linea nata nel 2010 dal nome Mamaioa che in lingua sarda significa coccinella. Due etichette nate dall’esigenza di voler offrire al consumatore un prodotto ancor più attento ai dettami della natura, seguendo principi legati all’agricoltura integrata con un bassissimo ed esiguo livello di solfiti. Tutto ciò non è ancora abbastanza, d’altronde il popolo sardo da secoli si batte per difendere la propria terra, la biodiversità, il rispetto dell’ambiente; nel 2015 si passa dalla produzione integrata al biologico certificato e per coerenza ogni anello della catena deve rispondere a determinate esigenze, verifiche, controlli, anche e soprattutto a livello di emissioni di CO2, soltanto per fare un esempio. In vigna le uve vengono allevate con il solo utilizzo di sostanze naturali ed è tassativamente vietato l’utilizzo di organismi geneticamente modificati.

Botti scolme
Botti scolme

La Sardegna è indubbiamente una tra le isole più belle del Mediterraneo, la sua costante ventilazione – acerrima nemica delle classiche malattie della vite – ben si presta ai dettami di una viticoltura ragionata, biologica e in alcuni casi anche biodinamica. Preservare la bellezza delle coste, il verde dei boschi, la maestosità di alcune montagne, qui ancor più che in qualsiasi altra parte d’Italia è un preciso dovere morale oltre che un piacere per tutti gli isolani. Le tenute della famiglia Contini oggigiorno compongono una proprietà di 100 ettari lungo la penisola del Sinis, la valle del Tirso (il fiume più importante della Sardegna) e le pendici del Monte Arci. Un territorio baciato dal sole e indubbiamente vocato per via della matrice del suolo che cambia a seconda delle due aree geografiche di appartenenza.

Gamma vini Contini

Nella prima, ovvero nella bassa valle del fiume Tirso, troviamo ciottoli e argille con sedimenti limosi e sabbiosi, nella seconda rappresentata dall’entroterra del golfo di Oristano – alle pendici del Monte Arci – è l’ossidiana a farla da padrona, ovvero un tipico suolo di origine vulcanica che sin dal neolitico ha svolto un ruolo importante per quest’angolo di Sardegna; dobbiamo immaginarlo come un vetro nero lucente. Il lungo approfondimento riguardo Contini, ben 12 etichette, mi ha dato la possibilità di viaggiare in lungo e in largo all’interno dell’isola.
Oltre ai classici che hanno reso celebre la Cantina, soprattutto Vernaccia di Oristano e Nieddera, l’Azienda da ormai alcuni anni ha intrapreso un percorso di ampliamento che la vede coinvolta in alcuni progetti in diverse aree della regione quali ad esempio Gallura e Barbagia. Avrò dunque la possibilità di approfondire ogni singola etichetta e le peculiarità dei vitigni in relazione al territorio di appartenenza, alle tecniche di vinificazione che, soprattutto nel caso della Vernaccia, risultano molto particolari e antiche.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Karmis1998fino a 5,00 euro@@@
Vernaccia di Oristano1990da 5,00 a 7,50 euro@@@@
Vermentino di Sardegna Pariglia2021da 8 a 12 euro@@@@
Vermentino di Gallura Elibaria2021da 11 a 14 euro@@@@
Karmis2021da 12 a 15 euro@@@@
Cannonau di Sardegna Mamaioa2020da 12 a 15 euro@@@@
Vermentino di Sardegna Mamaioa2021da 12 a 15 euro@@@@
Rosato Tharros I Giganti2021da 12 a 14 euro@@@@
Bianco I Giganti2020da 14 a 18 euro@@@@@
Rosso Tharros I Giganti2019da 22 a 26 euro@@@@
Cannonau di Sardegna Sartiglia2020da 12 a 15 euro@@@@
Barrile2017da 28 a 33 euro@@@@@

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