Rosato Tharros i Giganti 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2022
Tipologia: IGT Rosato
Vitigni: cannonau, nieddera
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CONTINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 14 euro
Vino BIO: sì
Prima di passare alla gamma di vini rossi di Casa Contini di Cabras (OR), non potevo esimermi dal raccontare le peculiarità di un rosato che mi ha davvero colpito, il Tharros i Giganti 2021. Amiamo questo tipo di etichette e chi segue Lavinium, soprattutto da un po’ di tempo, ormai avrà capito che siamo sostenitori della suddetta categoria, spesso snobbata da gran parte dei consumatori italici ed è un vero peccato. Spesso la versatilità di questi vini riguardo l’abbinamento gastronomico non ha eguali, senza considerare la piacevolezza di beva e quel lieve residuo tannico fondamentale in alcune circostanze. La linea “I Giganti” è nata per rendere omaggio ad un pezzo di storia sarda.
Questi misteriosi guerrieri, chiamati in lingua sarda Sos gigantes de Monti Prama sono antiche sculture risalenti alla Civiltà nuragica, gli stessi sono stati ritrovati per puro caso attorno al 1974 in località Mont’e Prama nell’area di Sinis a Cabras, dov’è ubicata la Cantina dei nostri protagonisti. Da uve cannonau e nieddera, allevate a cordone speronato e guyot a 100 metri sul livello del mare, le due aree di produzione sono: Terre di Ossidiana e Penisola del Sinis; terreni in parte di origine vulcanica e in parte alluvionale con suolo sabbioso e leggermente argilloso. Resa pari a 90 quintali per ettaro, pigiatura, macerazione delle bucce per 3/6 ore, fermentazione a basse temperature (16-18°); il 10% della massa fermenta e matura in legno, la restante parte in acciaio, dopo 6 mesi vengono assemblati.
Rosa tenue, brillante, riflessi arancio; buona consistenza. Al naso spezia dolce, sinuosa, ed è la prima a farsi largo in un quadro olfattivo variegato e cangiante; pian piano arrivano ricordi di frutta fresca e “croccante”, l’agrume in primis, un accenno di cipria, rosa rossa macerata e un finale salmastro/iodato.
Al palato è la sensazione di rotondità a dominare ben supportata da una freschezza incalzante ed una lieve percezione tannica che stuzzica i recettori del gusto; buona progressione, finale pulito, è la bevibilità ad avere la meglio. Abbinato ad una buona panada con ripieno di anguille, classica ricetta di Assemini (CA), è un vino godurioso. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta, e per un rosato è un gran traguardo a mio avviso.