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Cannonau di Sardegna Mamaioa 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CONTINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 15 euro


Iniziamo la gamma dei rossi della Cantina Contini di Cabras (OR) tornando per un attimo alla selezione di etichette “Mamaioa”, in dialetto sardo coccinella; il grazioso insetto è la mascotte dell’Azienda per quanto concerne la linea dedicata ai vini biologici certificati. Ricordo con affetto tutti coloro che in passato, e ormai son trascorsi 22 anni da quel giorno, al rientro dalle classiche vacanze trascorse in Sardegna, domandavano con curiosità: ma hai assaggiato il Cannonau? Nella mente del classico turista l’isola è nota per tre cose: mare/spiagge stupende, mirto e ovviamente il vino sopracitato prodotto con il vitigno omonimo.
Per dovere di cronaca è corretto asserire che il cannonau, quando “decide di viaggiare seriamente al di fuori dell’isola” cambia nome: grenache in Francia, alicante in Spagna, granaccia in Liguria, tai rosso in Veneto e gamay perugino in Umbria. In Sardegna la suddetta cultivar è in grado di tradurre alla perfezione le peculiarità del territorio e a mostrare le differenze a seconda della zona vitivinicola in cui ci si ritrova. Non possiamo pretendere che il Cannonau prodotto nella zona di Usini, sassarese, sia identico a quello del comune di Serdiana (CA) e ancor meno del Nepente di Oliena (NU); solo per citare alcuni dei tanti esempi.
La regione tanto cara al compianto Andrea Parodi, è molto vasta e con differenze pedoclimatiche importanti, le aziende che valgono dedicano tutto il proprio impegno a sottolineare ognuna le proprie peculiarità. Una tra queste è proprio Contini che dedica al Cannonau Mamaioa 2020 uve biologiche allevate a controspalliera (cordone speronato e guyot) nelle migliori zone vitivinicole del nord della Sardegna, a circa 200 metri di altitudine su terreni misti di argilla e calcare. Resa pari a 90 quintali per ettaro, pigiatura, fermentazione con macerazione delle bucce per 7 giorni, affinamento in vasche di cemento vetrificato e serbatoi d’acciaio, più un breve periodo in bottiglia prima della vendita.
Rubino vivace, caldo, tonalità profonda e media trasparenza/estratto. Al naso è proprio il Cannonau che prediligo: sapiente mix di frutti rossi, mirtillo nero e ribes, spezie dolci tra cannella e noce moscata, macchia mediterranea (mirto e lentisco su tutti) con incursioni lievemente salmastre e tocchi floreali di geranio.
In bocca prevale la freschezza e una sensazione di ariosità, slancio; il corpo non è adombrante così come la sapidità commisurata a una lieve percezione tannica che stuzzica il palato. L’ho abbinato a un buon piatto di malloreddus alla campidanese, preparato con sugo di salsiccia fresca e immancabile spolverata di pecorino rigorosamente sardo.

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