Karmis 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: vernaccia 70%, vermentino 30%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CONTINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 15 euro
Cambiamo nuovamente etichetta e approdiamo all’isola che non c’è come diceva Edoardo Bennato, scherzi a parte l’sola c’è, eccome se c’è, e in parte dà il nome al disciplinare, ovvero Isola dei Nuraghi (IGT). Il Karmis è un altro dei tanti progetti ambiziosi della Cantina Contini di Cabras (OR) che in questo caso ha voluto sperimentare unendo due autentici cavalli di razza: il vermentino (30%) e la vernaccia (70%), quest’ultima cultivar di riferimento della penisola del Sinis e della valle del fiume Tirso in provincia di Oristano.
Degusto regolarmente quest’etichetta e saranno trascorsi ormai 13 anni dal primo assaggio, ciò che ho imparato è che questo vino non ha paura di invecchiare, anzi più passa il tempo e più acquisisce eleganza, complessità, due tra le caratteristiche che amo di più nei vini bianchi. Come già anticipato le vigne sono ubicate nei migliori versanti della Valle del fiume Tirso, nel Sinis e nelle Terre di Ossidiana del Monte Arci, ad un’altitudine pari a 200 metri sul livello del mare.
La sapiente unione di svariate tipologia di terreno è senza dubbio l’arma vincente: si va dalla classica parte vulcanica o alluvionale e dall’argilla alla sabbia. Entra in gioco il tipico sistema d’allevamento di queste parti, l’alberello, che in base alla zona si alterna alla spalliera. La resa si attesta sempre attorno ai 70-80 quintali per ettaro e la vendemmia, salvo annate particolari, avviene durante i primi 15 giorni di settembre. Vinificazione in bianco con spremitura soffice e fermentazione a temperatura controllata in acciaio, affinamento nel medesimo contenitore con periodici bâtonnage e qualche mese in bottiglia prima della vendita.
Versato all’interno del calice mostra una verve cromatica particolarmente luminosa dove il paglierino intenso si alterna a lampi oro antico, presenti soprattutto a bordo bicchiere, buon estratto. Il naso è spigliato, ancora un po’ esuberante, il frutto è in primo piano e rimanda al tropicale: mango, ananas acerbo, lime e un’impronta di cerali tostati ed erbe aromatiche quali salvia e timo limone; con lenta ossigenazione l’immancabile scia salmastra e un ricordo di smalto, pepe bianco e mandorla fresca.
In bocca, alla stregua del naso, l’insieme è di grande intensità ma del tutto in divenire; sorso ancora piuttosto nervoso, la sapidità è in vantaggio sulla freschezza che tuttavia non latita affatto, il tempo in questi casi è davvero necessario perché è quasi sempre in grado di diluire naturalmente la potenza di un territorio che restituisce tanto al vino, soprattutto a questo vino.
Quattro chiocciole centrate e un grande potenziale evolutivo. L’abbinamento prescelto è con un piatto di gamberoni al forno conditi con aglio, prezzemolo, olio evo sardo, peperoncino e innaffiati con abbondante Karmis.