LA CROTTA DI VEGNERON
Indirizzo: Via Circonvallazione, 3 – 11023 Chambave (AO)
Tel.: +39 0166 46670
Sito: www.lacrotta.it
Email: info@lacrotta.it
LaVINIum – 05/2026
La Valle d’Aosta è la regione più piccola d’Italia (3.263 km²) – per darvi un’idea la Sicilia, che è la più grande, vanta 25.711 km² – ma se andiamo a vedere come è fatta scopriamo che ha i suoi record, infatti è la più montuosa con il 100% del territorio classificato come montagna; qui svettano il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso e più di 30 vette superano i 4.000 metri.

Un territorio, quindi, impervio ma straordinario, affascinante, attraversato dalla Dora Baltea, che la divide perfettamente a metà tra nord e sud, un fiume fondamentale per la regione, che attraversa le principali cittadine compreso il capoluogo, ed è sui due versanti che si arrampicano i vigneti, spesso piccoli appezzamenti impervi, senza dubbio viticoltura eroica e di grande valore.
Un’altra particolarità di questa regione è che tutti i vini a denominazione confluiscono in un’unica DOC: Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste, dove i vini prodotti vengono suddivisi in base al vitigno, al Comune di provenienza e distinti tra sinistra e destra orografica della Dora Baltea (ecco che il fiume ritorna a ricordarci la sua grande importanza).

Le aree delimitate dove il sole e la terra consentono di fare viticoltura si traducono in circa 2 milioni e mezzo di bottiglie annue, un valore certamente modesto se rapportato ai grandi numeri di altre regioni, ma di grande livello qualitativo medio, è quasi impossibile trovare un vino in Valle che non sia apprezzabile.
Tornando alla Dora Baltea, il vigneto valdostano si sviluppa verso l’Alta Valle e la parte destra del fiume si chiama Adret, mentre la parte sinistra Enver. La maggior parte dei vigneti si trova sull’Adret, mentre la parte vitata dell’Enver si sviluppa tra Aosta e Introd, in quantità minore a Chambave, Fènis e Issogne.

La Crotta di Vegneron (che nel dialetto franco-provenzale “Patois”, parlato in Valle, significa “la cantina di casa dei vignaioli”) è una cooperativa le cui origini risalgono al 1980, quando 25 famiglie di viticoltori decisero di unirsi per contrastare la forte recessione di quegli anni, in cui in gran parte dell’Italia si espiantava la vite preferendo ad essa colture economicamente più convenienti o vigneti meccanizzabili. Fondarono La Crotta nel Comune di Chambave e iniziarono a vinificare e commercializzare le loro uve, dedicando molta attenzione al recupero di vitigni e vini che rischiavano di scomparire, portando con essi un patrimonio genetico e storico che non sarebbe stato più recuperabile.

Anni di lavoro e impegno costante che li ha portati a realizzare la prima vendemmia nel 1985. Oggi la cooperativa conta 53 soci, 25 ettari vitati e una produzione annua che sfiora le 200.000 bottiglie.
Per darvi un’idea di cosa voglia dire allevare la vite in Valle d’Aosta, i pendii sui quali sono impiantati i vitigni de La Crotta di Vegneron arrivano ad inclinazioni fino al 90%, che significa viticoltura esclusivamente manuale, eroica, con coltivazione a ciglioni, unico modo per consentire una stabilità dei terreni.

La presenza delle Alpi consente ancora oggi di non risentire dei cambiamenti climatici di questi anni, grazie anche a una ventilazione presente per quasi tutto l’anno dovuta allo scambio continuo tra aria calda e fredda.
Le vigne sono spesso micro-appezzamenti che raramente superano i 4-5.000 m² di superficie e si trovano ad altitudini comprese tra i 450 e gli 800 m. slm., esposti per il 90% a Sud, che coincide con la sinistra orografica della Valle, e per la restante parte a Nord (destra orografica). Il sole nel periodo autunnale e invernale sorge dietro il versante esposto a nord lasciandolo in ombra per la maggior parte del giorno, mentre illumina costantemente il costone esposto a sud. Fino a primavera ed estate quando il numero di ore sole diventa praticamente equivalente.

Di contro, soprattutto nei territori intorno a Chambave e Nus, la piovosità è scarsa, inferiore ai 500 mm/anno e nel periodo tra giugno e settembre non arriva a 90 mm/anno. Questo vuol dire che, nonostante il territorio sia fortemente montuoso, la siccità è un fatto con cui bisogna fare i conti. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, poiché i venti sono “di convezione”, ovvero nei fondivalle si forma una bolla di aria calda e instabile, più leggera di quella fredda proveniente dalle montagne, viene quindi spinta verso l’alto, pertanto le raffiche che si alzano quotidianamente da marzo a ottobre sono fredde, riducono drasticamente l’umidità dell’aria, ma consentono un’ottima escursione termica e riducono il rischio di attacchi patogeni sulla vite. Per darvi un’idea, si può passare dai -20 °C invernali ai +45 °C estivi.

Interessante la gestione della cooperativa, che è sprovvista di un direttore, infatti i membri del Consiglio di Amministrazione non hanno solo il compito di definire le linee guida dell’impresa, ma ognuno di loro ha un settore specifico di competenza del quale si occupa. In questo modo il presidente Alessandro Neyroz può contare su un’equa distribuzione degli impegni da parte di tutto il C.d.A..

La Crotta di Vegneron prosegue il suo contributo per la salvaguardia del patrimonio viticolo della Valle, infatti, per compensare la diminuzione delle superfici vitate dovuta spesso all’abbandono da parte degli anziani, Il C.d.A. ha recentemente deliberato di impiantare 1.5 Ha di vigneto e di affidarne la conduzione a due giovani, assunti appositamente, affiancati da alcuni soci della cantina più esperti, che hanno il compito di occuparsi anche della gestione agronomica di altri vigneti presi in affitto da viticoltori anziani (circa 9.000 m²).

In Valle d’Aosta i vitigni hanno un ruolo fondamentale, potremmo dire che la DOC è stata costruita intorno ad essi: i loro profumi e sapori vengono esaltati al massimo, non si cerca mai di sovrastarli con eccessi di legno o altri interventi che possano alterarne le caratteristiche. Un principio che a La Crotta di Vegneron è indiscutibile: in fase pre-vendemmiale si fanno campionamenti frequenti per verificare la qualità delle uve e il loro livello di maturazione, mentre in cantina vengono analizzate le caratteristiche per indirizzarle alla tipologia di vino che si vuole ottenere, sempre con l’intento di preservare quegli aspetti che le rendono riconoscibili, utilizzando tecniche di vinificazione mirate e, quando ritenuto opportuno, usando legni non invasivi. La solforosa è sempre molto bassa, non viene usata in vinificazione e in fase di imbottigliamento è ridotta al minimo indispensabile, meno chimica e più biotecnologia.
Se c’è un luogo dove va cercata la mineralità è in Valle e, ovviamente, La Crotta non fa eccezione.
Roberto Giuliani
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Valle d'Aosta Chambave Moscato passito | 1997 | da 10 a 15 euro | @@@@ |
| Valle d'Aosta Fumin | 2004 | da 10 a 15 euro | @@@ |
| Valle d'Aosta Nus Rouge | 2004 | da 10 a 15 euro | N/A |
| Vallée d’Aoste Pinot Noir | 2022 | da 14 a 18 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Pinot Noir | 2024 | da 14 a 18 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Fumin Mines | 2020 | da 30 a 35 euro | @@@@@ |
| Vallée d’Aoste Chambave Muscat Attente | 2021 | da 18 a 22 euro | @@@@@ |
| Vallée d’Aoste Fumin Esprit Follet | 2022 | da 20 a 25 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Petite Arvine | 2025 | da 15 a 20 euro | @@@@ |