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Le Doc della Toscana: Montecarlo


Le Doc della Toscana: Montecarlo

Le Doc della Toscana: Montecarlo

Montecarlo D.O.C. (D.M. 15/6/2011 – G.U. n.148 del 28/6/2011)

zona di produzione
● in provincia di Lucca: comprende parte dei territori amministrativi dei comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo e Porcari;

base ampelografica
bianco, Vin Santo: trebbiano toscano 30-60%, sémillon, pinot grigio e bianco, vermentino, sauvignon e roussanne, presenti in numero di almeno tre vitigni in ragione del 40-70%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca presenti nell’elenco delle varietà di vite ammesse alla produzione di uve da vino nella Regione Toscana, max. 20%, con esclusione dei vitigni aromatici moscato bianco e traminer aromatico;
con menzione del vitigno bianchi: Vermentino, Sauvignon min. 85%, possono concorrere le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana max. 15%;
rosso (anche riserva), Vin Santo Occhio di Pernice: sangiovese 50-75%, canaiolo nero, merlot, syrah, da soli o congiuntamente, 15-40%, ciliegiolo, colorino, malvasia nera di Lecce e/o di Brindisi, cabernet sauvignon, cabernet franc, da soli o congiuntamente, 10-30%, possono concorrere da soli o congiuntamente le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca e/o rossa presenti nell’elenco delle varietà di vite ammesse alla produzione di uve da vino nella Regione Toscana, max. 20%, con esclusione dei vitigni aromatici aleatico, moscato bianco, traminer aromatico;
con menzione del vitigno rossi: Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, ciascuno min. 85%, possono concorrere le uve a bacca rossa provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana max. 15%;

norme per la viticoltura
è ammessa l’irrigazione di soccorso;
i nuovi impianti e reimpianti devono prevedere un numero minimo di 3.500 ceppi/Ha;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 10 t/Ha e 10,50% vol. per le tipologie Bianco e Vin Santo, 11,00% vol. per Rosso e Vin Santo Occhio di Pernice, 11,50% vol. per il Rosso Riserva, 9 t/Ha e 11,50% vol. per Vermentino e Sauvignon, 7,5 t/Ha e 12,00% vol. per Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione;
nella vinificazione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Montecarlo” Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire al vino la sua peculiare caratteristica; in particolare il tradizionale metodo di vinificazione prevede quanto segue:
– l’uva dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad un appassimento naturale e può essere ammostata non prima del 1° dicembre dell’anno di raccolta e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo;
– l’appassimento delle uve deve avvenire nei locali idonei ed è ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata e deve raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore al 26,6%;
– la conservazione e l’invecchiamento devono avvenire in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiori a 5 ettolitri;
– l’immissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve;
– al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico complessivo minimo del 16%;

norme per l’etichettatura
per tutte le tipologie della denominazione di origine controllata “Montecarlo” è obbligatorio indicare in etichetta l’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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