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Eccoci qui anche quest’anno, piacevolmente catturati dal Barolo Chinato, protagonista al Castello Falletti di Barolo della Manifestazione “Cioccolatò alla corte del Barolo Chinato“, tenutasi il fine settimana del 4 e 5 marzo. Il Barolo Chinato, che viene realizzato da un vino Barolo già tale, al quale i produttori, non più di 30 in tutto, aggiungono quanto estratto dall’infusione in alcool di spezie e droghe differenti, tra cui la corteccia della china calissaia, la radice di rabarbaro e di genziana e tante altre che non conosciamo, perché parti di una ricetta misteriosa, che i vignaioli non sveleranno mai. Questo vino aromatizzato nacque per esigenze di tipo curativo, quando per curare la malaria era necessaria l’assunzione di chinino, poco gradito per le sue note amare, ma aggiungendo il chinino al vino il prodotto risultava più gradevole. La sua produzione è regolamentata dal disciplinare della DOCG Barolo dove, all’articolo 10, apprendiamo che – La denominazione “Barolo chinato” è consentita per i vini aromatizzati preparati utilizzando come base vino “Barolo” senza aggiunta di mosti o vini non aventi diritto a tale denominazione e con un’aromatizzazione tale da consentire, secondo le norme di legge vigenti, il riferimento nella denominazione alla china –
Ma veniamo alla manifestazione ed agli assaggi, che abbiamo effettuato. Non dimenticando però l’emozione che sempre pervade noi di città quando, dopo aver percorso il rettilineo, che da Alba conduce a Barolo, si comincia a vedere innalzarsi la Langa. Emozione resa ancora più forte dalla comparsa della suggestiva mole del Castello Falletti, dove visse il Marchese Carlo Tancredi e la Marchesa Juliette, progenitrice del vino Barolo così come oggi noi lo conosciamo… Allestito al suo interno, al piano nobile, il tavolo di assaggio con 23 tipologie di Barolo Chinato, di cui ne abbiamo degustate una decina. Non perché non volessimo provarle tutte ma questo vino, dopo alcuni assaggi, avendo note abbastanza decise, porta olfatto e gusto all’assuefazione. Vi proponiamo una breve cronaca dei Barolo assaggiati, soffermandoci su una descrizione dei loro profumi e sapori. In un paio di casi siamo stati anche tentati dall’abbinamento con il cioccolato, che era presente, messo gentilmente a disposizione dai produttori Novi e Venchi. Non dimentichiamo che il Barolo chinato, paragonato ad un elisir, ci accompagna bene alla fine di un pasto come gradevole digestivo o come vino da meditazione. E se lo provassimo, come tanti produttori ci hanno suggerito, come aperitivo, magari con una spruzzata di selz?
Produttore: Giovanni Sordo “Antica Ricetta di Langa ” recita l’etichetta. Ci piace il profumo per via delle sue note equilibrate di china, artemisia e leggermente balsamiche. Sentiamo, a tratti, anche il profumo di rosa. Pienezza ed armonia contraddistinguono il suo assaggio, dove spicca una decisa personalità ed un gradevole fine bocca leggermente sabbioso. Ideale il suo incontro con il cioccolato Novi Ghana 65%.
Produttore: Michele Chiarlo Il profumo ci si presenta con note armoniche anche se leggermente ossidate ma, nel complesso, gradevoli. Dolce il suo ingresso in bocca e piacevolmente amaricante nel finale. Ci è piaciuto maggiormente come gusto che come profumi.
Produttore: Terre del Barolo All’olfatto lo sentiamo dolce e riconosciamo le note di china e di vaniglia in un insieme che sa di medcinale. Al palato offre una buona armonia e pienezza e si ripropone con la nota dolce, avvertita al naso. Lo abbiamo assaggiato con un cioccolato Venchi 60% che però viene sovrastato dal Barolo Chinato.
Produttore: Cascina San Martino Un naso dolce contraddistingue questo prodotto con una piacevole armonia tra vaniglia, china e cannella. Il suo gusto ha note dolci e persistenti. A fine bocca avvertiamo una gradevole sensazione erbacea.
Produttore: Damilano Ci incuriosisce questo Barolo Chinato proposto in Magnum. Si presenta con sensazioni olfattive eleganti. Ricorrono le note dolci di vaniglia inserite in quelle della china in un’ottima miscellanea. Al palato è pieno con un ottimo equilibrio tra le sensazioni dolci e quelle amaricanti. Particolarmente lunga la sua persistenza.
Produttore: Bel Colle Ancora ottima la finezza olfattiva in cui compaiono le note erbacee. Altrettanto elegante al palato con sensazioni armoniche. Il sapore ci ricorda il bitter. E’ un prodotto con un suo particolare carattere.
Produttore: Tenuta Arnulfo Si ripropongono i profumi di china, di vaniglia, un leggero erbaceo e compare il coriandolo. Al palato offre curiose sensazioni affumicate con accenni di liquirizia.
Produttore: F.lli Barale I profumi sono questa volta un pout pourri tra amaro e dolce. Troviamo anche qualcosa di affumicato e di erbaceo. Tutto però in equilibrio. Avvertiamo al suo assaggio sensazioni simili a quelle olfattive con stesse note erbacee ed amaricanti.
Produttore: Sylla Sebaste Un naso in cui riconosciamo essenzialmente la nota amara della china e poco di più. Al gusto ha note amare e dolci. Avvertiamo una leggera sabbiosità.
Per chi volesse assaggiare i Barolo Chinato con il cioccolato la manifestazione prosegue a Verona in occasione di Vinitaly, da giovedì 29 marzo a lunedì 2 aprile presso lo spazio dedicato alla ristorazione e all’enogastronomia “Ristorante Piemonte“. All’uscita del Castello Falletti, incamminandoci per le viuzze del borgo, sbattiamo di fronte, è proprio il caso di dirlo, ad una curiosità. Lì sull’angolo leggiamo “Museo del Cavatappi“. Non resistiamo alla tentazione di entrare e sappiamo dal proprietario, Paolo Annoni, ex farmacista di Torino, che da qualche anno si è trasferito in Langa, che il Museo ha aperto i battenti meno di un anno fa, il 13 maggio 2006 nei locali, che, ai tempi, erano le cantine della “Marchesi di Barolo“. “La mia passione è nata” ci racconta “quando un amico mi ha regalato un cavatappi francese di inizio ‘800”. Ora il museo vanta un’esposizione di 500 cavatappi, tra quelli da impiego quotidiano e quelli da collezione. Non mancano i cavatappi in miniatura per uso in profumeria ed in farmacia e nemmeno quelli in materiali preziosi. E per i più curiosi, ce ne sono anche di genere erotico. Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il giovedì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18,30 e il biglietto di ingresso costa 4 euro (salvo riduzioni). Alla nutrita esposizione di cavatappi, che può essere visitata anche con visita guidata, si affianca una bella esposizione dei 36 Barolo dei soli produttori del paese di Barolo. Non mancano simpatici spunti per un regalo o per un ricordo, che i visitatori troveranno tra libri, cartoline e gadget di vario genere, tra cui, naturalmente, numerosi cavatappi.
E così ancora una volta il viaggio nel mondo del vino ci ha riempito di emozioni ed arricchito la nostra sete di sapere. Ma…potevamo dubitarne?
Per informazioni sulle manifestazioni dedicate al Barolo Chinato www.baroloworld.it Per contattare il Museo del Cavatappi – tel. 0173/560539
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