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Casali Viticultori: il Pra di Bosso “Storico” come espressione più alta del Lambrusco reggiano

Reggiano Pra di Bosso Storico

Il Lambrusco è senza dubbio uno dei vini più conviviali e scanzonati, un vino schietto, autentico e meritevole di maggiore attenzione, soprattutto se si impara a conoscerlo in modo meno superficiale.
Questo il lavoro che tante aziende del territorio stanno svolgendo, ponendo l’accento sul valore della grande famiglia dei vitigni Lambrusco. I vini che ne derivano sono apparentemente di facile approccio, dalla beva intrigante e a tratti sbarazzina, ma sanno regalare emozioni senza mai essere scontati e banali, oltre alla loro caratteristica di essere molto versatili a tavola.
In questo lavoro di ricerca e valorizzazione si inserisce la storica azienda Casali Viticultori, realtà nata nel 1900, quando Giuseppe Casali decise di trasformare la sua produzione famigliare in una vera e propria attività.
La loro prima cantina di Scandiano, a ridosso dell’antica Rocca del Boiardo, con il crescente successo dei vini sul mercato e il necessario aumento della produzione, divenne troppo piccola e così la sede si trasferì negli anni ’80 nell’attuale sede di Pratissolo di Scandiano. Località che si trova tra l’alta pianura e la collina reggiana. È un territorio che conserva tracce risalenti al Neolitico e la cui storia ha avuto come epicentro la Rocca dei Boiardo, a Scandiano, dove nel 1441 nacque il celebre Matteo Maria Boiardo, poeta autore dell’Orlando Innamorato. Sulle prime colline reggiane, infatti, allo sbocco della Valle del Tresinaro, un affluente del fiume Secchia, si trovano terreni argillosi e ben esposti al sole con un microclima ideale che ha nel tempo favorito la coltivazione della vite.
Oggi Casali Viticoltori rappresenta un punto di riferimento della produzione vitivinicola del comprensorio reggiano e alla fine del 2014 è entrata a far parte del Gruppo Emilia Wine.

Reggiano Pra di Bosso Storico Casali Viticoltori

L’azienda gestisce ben 50 ettari, all’interno dei quali si trovano molti vitigni autoctoni del territorio: dalla ricca e variegata famiglia dei Lambruschi al Malbo Gentile, dalla Spergola alla Malvasia di Candia Aromatica. Da sempre uno dei punti fermi di Casali Viticultori è quello di preservare il patrimonio autoctono locale grazie ad una produzione rispettosa delle caratteristiche dei vitigni e del terroir che li ospita. Da qui la nascita del Lambrusco Reggiano DOP “Storico” che entra nella Linea Pra di Bosso. Un’edizione limitata che vede la produzione di 12.000 bottiglie, 6.000 delle quali numerate, distribuite esclusivamente nel canale Horeca. Viene prodotto con le uve provenienti dai migliori vigneti di collina, incarnando un attento connubio tra storiche varietà del territorio. Come spiega Marco Fasoli, direttore di Emilia Wine: ”Si è scelto di denominarlo “Storico” per dare un segnale alla storicità dell’azienda nata nel 1900; da tempo stavamo lavorando a questo nuovo vino con l’obiettivo di metterci alla prova nella creazione di un Lambrusco non solo di grande qualità, ma dotato di un’espressività fortemente legata alle peculiarità del nostro territorio”.
Il Pra di Bosso “Storico” è quindi l’espressione alta del Lambrusco reggiano che si veste con la stessa etichetta del Pra di Bosso Secco Reggiano DOP, ma “in abito da sera”. L’etichetta è un omaggio alla tradizione locale e racconta le origini del Lambrusco, dal lavoro della terra alla cura della vigna nel cuore di un paesaggio che ospita piccoli borghi fortificati, antichi castelli e torri che svettano su speroni di roccia.  Rappresenta inoltre – sempre in modo stilizzato – Massimo Casali e la moglie, dando in tal modo valore a questa famiglia che è stata la prima a mettere il lambrusco in bottiglia.

Reggiano Pra di Bosso Storico Casali Viticoltori

Il Lambrusco Reggiano DOP “Storico” della Linea Pra di Bosso – la pianta del “bosso” veniva localmente usata per tracciare il confine tra due vigneti – nasce dall’uvaggio di Lambrusco Salamino (60%), Lambrusco Maestri (30%) e Malbo Gentile (10%). Le tre uve che compongono questo vino sono uve di colline, raccolte con rese più basse e una attenzione maniacale. Come commenta Davide Carnevali, enologo di Casali Viticultori: “L’attenta selezione sia in campo che in cantina è il primo requisito che devono avere le uve che concorrono alla creazione del Pra di Bosso Storico. Le tre uve, vendemmiate separatamente e poi vinificate insieme, riescono a donare tre caratteristiche ben precise al vino che poi troviamo ben armonizzate nel bicchiere: il Salamino che è l’essenza dell’emilianità vera, dona una accentuata nota fruttata, il Maestri ha un timbro acido e tannico ben riconoscibile e di carattere, infine il Malbo Gentile la densità gustativa”.
Un vino espressivo, che coniuga carattere ed eleganza, per il quale viene svolta una macerazione a freddo di 10 giorni che serve a estrarre più profumi. All’olfatto esprime note floreali di violetta di campo e fruttate di melagrana, sia succo che chicco. Al sorso è snello e fresco, con ritorni di frutta rossa, di buona struttura e persistenza.
Semplice ed essenziale il Pra Di Bosso – Reggiano Dop Lambrusco Secco, il suo fratello minore, dove emerge il floreale di violetta e di rosellina a cui si accompagna una nota speziata di pepe verde e fruttata di mora e lampone. Un vino sincero dotato di una bella combinazione tra la morbidezza del frutto e la spezia.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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