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Sauvignon e Pinot Bianco Puntay: un forte legame con le montagne per i due vini alpini di Erste+Neue

Erste + Neue

Da svariati anni ci occupiamo di Alto Adige e vini altoatesini, personalmente poi ho sempre avuto un debole per questa regione di confine. L’ho frequentata assiduamente dal 2005 al 2018, e ripensando a tutte le visite in cantina, le passeggiate tra i boschi e le stupende piste di sci di fondo che ho avuto il piacere di percorrere, un velo di malinconia mi assale perché negli ultimi anni, complice tutta una seria di motivi che non sto qui a spiegare, non sono riuscito a farvi ritorno. Ma è mia ferma intenzione dal 2023 rimediare, nel mentre continuerò a raccontare la viticoltura del luogo e gli ottimi vini che vengono prodotti dalle piccole e grandi Cantine e dalle Cooperative.

Erste + Neue vigneti

Quest’ultime, non mi stancherò mai di ripeterlo, sono tra le più affidabili del bel Paese; in Alto Adige questo tipo di realtà sono gestite con il massimo del rigore, dell’attenzione verso la qualità a 360°, insomma si possono fare ottimi affari considerando il livello medio alto e i prezzi interessanti. Una tra queste è senza ombra di dubbio Erste+Neue, storica cantina di Caldaro (BZ) che in passato ho avuto modo di visitare, situata a due passi dall’omonimo lago; i suoi vigneti vanno dai pendii più bassi della Costiera della Mendola fini ad arrivare alle pendici delle Dolomiti, iconiche montagne presenti in Trentino ma anche e soprattutto nel Südtirol.

Erste + Neue

L’azienda è nata nel 1986 dalla fusione di due storiche realtà del territorio: Erste Kellerei, datata 1900, e Neue Kellerei, 1925; non è finita qui, nel 2016 la svolta e la lungimirante unione con un altro punto di riferimento della viticoltura altoatesina ovvero Cantina Kaltern. Passeggiare tra i filari della celebre Weinstraße, la strada del vino dell’Alto Adige, o tra i sentieri attorniati dai boschi di montagna è quanto di più bello possa esistere: respirare l’aria buona e i suoi mille profumi, udire il suono celestiale della natura, assaporare le specialità gastronomiche di una regione che tanto ha da offrire a tutti gli appassionati; ovviamente ad un buon piatto non può mancare l’accostamento con i tanti vini prodotti fra queste colline, tra l’altro richiestissimi dai mercati internazionali.

Andrea Moser
Andrea Moser

Andrea Moser, enologo della Cantina, riassume magistralmente questo concetto – Il legame con le nostre montagne e tutto ciò che le circonda è da sempre uno dei tratti distintivi che caratterizza la nostra filosofia –. Tra le tante di Erste+Neue la linea Puntay è quella che a mio avviso si avvicina di più all’essenza del rapporto tra uomo, montagna e vite, al concetto di vino alpino, caratterizzato da sfumature ben riconoscibili che più avanti vedremo. Inoltre, la selezione in vigna delle uve allevate nei più vocati appezzamenti a disposizione dei soci conferitori, è tra i punti di forza di questa gamma e nel dettaglio ora vedremo due etichette: Puntay A.A. Sauvignon e Pinot Bianco, entrambe figlie della vendemmia 2020.

Südtirol-Alto Adige Sauvignon Puntay 2020 Erste+Neue

Südtirol-Alto Adige Sauvignon Puntay 2020
Iniziamo dal Sauvignon in questo caso in purezza, uva autoctona francese originaria della Loira, che tra le colline pseudo montane dell’Alto Adige ha saputo trovare una splendida dimora. Il punto di forza di quest’etichetta, figlia di un’annata definita medio-buona per i vini bianchi altoatesini, risiede nell’altimetria che va dai 450 e i 550 metri sul livello del mare, è qui che vengono allevate a guyot le uve, caratterizzate in tutto e per tutto da buone escursioni termiche notte-giorno e dai suoli ghiaiosi e calcarei. Anche le rese basse fanno la loro parte, circa 55 hl/ha. Si parte da una fermentazione spontanea, che in parte avviene in botte, e nel medesimo contenitore prosegue un affinamento di almeno 12 mesi.

Erste + Neue barricaia

Paglierino vivace, solare, attraversato qua e là da lampi oro antico, l’estratto non manca. Il naso è quanto di più lontano dai classici stereotipi attributi alla cultivar in questione, all’interno del calice ritrovo un ventaglio odoroso che spazia abilmente dai toni freschi ed esotici dell’ananas, kiwi, ma anche pompelmo e ribes bianco, in un crescendo di piccoli fiori di malga, leggera vaniglia, salvia e un incessante ricordo di calcare e pietra polverizzata.
Il sorso è dominato dalla freschezza a 360°, la stessa si adagia su un corpo piuttosto sostenuto, non privo di morbidezza, assenza di alcol percepito e una raffinata chiusura dove la sapidità conquista la scena e chiede morbosamente l’abbinamento gastronomico più disparato. Ho optato per un piatto di spätzle di spinaci ripassati in padella con speck, salvia e burro di malga.

Südtirol-Alto Adige Pinot Bianco Puntay 2020 Erste+Neue

Südtirol-Alto Adige Pinot Bianco Puntay 2020
Con il Pinot Bianco Puntay 2020 vinificato in purezza voliamo ancora più in alto e non alludo alla qualità, i due vini a mio avviso si equivalgono salvo opinioni strettamente legate al gusto personale, sto parlando delle uve che in questo caso provengono da vigneti che possono tranquillamente raggiungere i 650 metri di altitudine. Ci troviamo dunque al cospetto di un vero e proprio vino di montagna che ha lo stemma delle Alpi “tatuato addosso”. I filari sono posizionati su terreni dal profilo sia calcareo che porfirico morenico, tutto ciò non potrà che tradursi in grande mineralità responsabile di aromi importanti, un profilo altamente sapido ed una longevità ragguardevole; la stessa Cantina indica una capacità di 10 anni dalla data d’imbottigliamento. Anche in questo caso le rese sono piuttosto basse, 60 hl/ha, l’allevamento prescelto è il guyot. Ad una parziale macerazione a freddo segue la fermentazione in parte spontanea in botte di legno e successivo affinamento nel medesimo contenitore per almeno un anno.

Erste + Neue

Questa volta il calice evidenzia una tinta paglierino vivace con riflessi verdi a bordo bicchiere, buon estratto. Il naso è più dolce e non certo per doti di ammiccata ruffianeria, semmai è la frutta ad ingolosire grazie a ricordi di pera Williams, mela Golden e scorza di lime, il tutto avvolto in una ricca trama floreale che richiama il biancospino e l’acacia, la salvia fa capolino, pepe bianco e un incessante ricordo di smalto in chiusura; di legno non vi è traccia.
Idem al palato dove si avverte l’integrità del frutto e l’essenza del vitigno, che in questo caso sorprende per morbidezza gustativa ben allineata a un ritorno acido e fresco di agrume e un finale sapido, lungo e convincente. L’abbinamento con un salmerino, tipico pesce di lago d’alta quota, con Mela Alto Adige IGP e rafano è davvero azzeccato, provare per credere.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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