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Boscogrosso e Derthona: Vietti lancia la sfida del Timorasso

Vietti

Vietti è da sempre un’azienda vitivinicola piemontese che ha tenuto alta la bandiera del vino italiano in tutto il mondo. Ci troviamo nel cuore delle Langhe, per la precisione a Castiglione Falletto in provincia di Cuneo. Luca Currado ed Elena rappresentano l’ultima delle cinque generazioni di casa Vietti. Nel 2016 decidono di vendere l’azienda di famiglia al magnate americano Kyle Krause. Il distacco è stato graduale tanto che nei sei anni a venire entrambi hanno ricoperto ruoli importanti: il primo in veste di amministratore delegato, la seconda manager per l’estero.

Tra i filari

Soltanto nel 2023 Vietti passa totalmente nelle mani di Kyle Krause, presidente e CEO di Krause Holdings Inc. nonché di famiglia materna italiana. Soprattutto durante quest’ultimo quinquennio, ho potuto constatare personalmente – mediante assaggi ripetuti – che la gamma di vini ha mantenuto il livello qualitativo che l’ha resa celebre. Ricordiamo ai più che l’azienda ha origini che risalgono alla fine del 1800, e la nuova gestione non ha fatto altro che consolidare i traguardi raggiunti dalla famiglia Vietti. Non solo. A mio avviso ha avvicinato sempre più consumatori, offrendo la possibilità di apprezzare lo stile di casa partendo da cifre accessibili e adatte a quasi tutte le tasche. Alludo ad etichette iconiche quali: Barolo Castiglione e Langhe Nebbiolo Perbacco. Ma non solo.
Le sfide sono all’ordine del giorno, Kyle Krause è noto per la sua determinazione; dunque, l’idea di iniziare a fare sul serio anche con il Timorasso l’ho trovata assolutamente in linea con la filosofia aziendale.

Vietti botti

Ormai da oltre 25 anni, il suddetto vino occupa un posto di rilievo fra i grandi bianchi italiani. I motivi sono molteplici: la longevità intrinseca, la struttura, i profumi che con il passare del tempo virano verso suggestioni minerali sempre più nette – soprattutto idrocarburi – ma è proprio durante la degustazione che il suddetto vino dei Colli Tortonesi offre il meglio di sé. Ritroviamo quasi sempre un sorso sapido, ricco di materia e livelli di acidità importanti che lo rendono particolarmente attrattivo. Vietti ha sempre preteso il massimo dalle proprie vigne, dunque dalle uve in grado di plasmare vini il più delle volte indimenticabili. Il nebbiolo è tra i cavalli di razza indiscussi della produzione langhetta, ma non solo, e l’azienda oggi può contare su ventisette cru diversi. Gli stessi sono compresi all’interno di ben nove degli undici comuni dov’è possibile produrre il Barolo, Doc dal 1966 e Docg dal 1980. È da tempo che cercava di raggiungere lo stesso livello anche in tema di vini bianchi. Da qui la scelta di puntare, oltre che sull’arneis – ottimo vino ma non in grado di entrare nel gotha dei bianchi più importanti al mondo – soprattutto sul Timorasso dei Colli Tortonesi, che al contrario possiede la caratura necessaria a mio avviso.
Veniamo dunque ai due vini proposti dall’azienda, così facendo approfondiremo anche le peculiarità del noto territorio vitivinicolo alessandrino.

Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2023 Vietti

Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2023
Uve timorasso in purezza, vengono allevate in più vigneti con esposizione sud-est e sud-ovest situati nel comune di Monleale in provincia di Alessandria. Il terreno è fortemente calcareo-argilloso, conferisce la giusta spina dorsale al vino assicurando doti di sapidità e longevità. In cantina si parte da una fermentazione che dura circa quattro settimane, effettuata in parte in ceramica, tini di legno e acciaio. Non viene svolta la fermentazione malolattica anche per assicurare la verticalità necessaria al vino, soprattutto in fase gustativa. Affina dieci mesi complessivi tra ceramica, tino in legno e acciaio a contatto con le fecce fini.
Paglierino algido, con eleganti sfumature verdoline; estratto notevole. Al naso ricordi di pesca nettarina, miele d’acacia e scorza di cedro; con lenta ossigenazione timo limone, mandorla fresca e idrocarburi appena accennati. Palato in divenire: attualmente la sapidità è in netto vantaggio sulla freschezza che comunque si impone regalando un sorso equilibrato, lungo e dove l’alcol percepito non disturba affatto; il vino mantiene una buona digeribilità. L’ho abbinato ad un piatto di linguine con pomodori datterini e gamberi rossi di Mazara del Vallo.

Colli Tortonesi Timorasso Derthona Boscogrosso 2022 Vietti

Colli Tortonesi Timorasso Derthona Boscogrosso 2022
Uve timorasso in purezza provenienti dal vigneto singolo denominato “Boscogrosso”, situato sulla sommità della collina che fa da spartiacque tra i comuni di Monleale e Volpeglino, in provincia di Alessandria, con esposizione ovest/sud-ovest. Il terreno è calcareo-argilloso e l’altitudine è di 310 m. s.l.m. Le viti sono coltivate a sistema Guyot, con una densità di circa 4.500 piante per ettaro. La superficie complessiva è di circa due ettari. Medesima vinificazione del vino precedente, affina sedici mesi complessivi tra ceramica, tino in legno e acciaio – a contatto con le fecce fini – e un anno ulteriore in bottiglia.
Paglierino questa volta leggermente più caldo, solare, consistenza considerevole. Il respiro è intenso, suadente, ricco di sfumature che cambiano di continuo: miele d’acacia, nespola, tamarindo e pepe bianco. Con lieve aumento di temperatura affiorano effluvi lievemente balsamici e soprattutto di idrocarburi, gli stessi con il passare del tempo diverranno protagonisti. In bocca mostra ancora tutta la sua gioventù. La sapidità è nettamente in rilievo ben supportata da una spalla acida che funge da contraltare, in un crescendo di sensazioni fruttate e speziate che rimandano a quanto fino ad ora percepito al naso. Convince appieno per la sua agilità, doti di slancio, nonostante una struttura di assoluto livello. Ottimo in abbinamento ad una grigliata di pesce tipicamente estiva.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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