Statistiche web
ArgentinaAssaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiere

Don David Malbec Reserve 2019 Bodega El Esteco

Don David Malbec Reserve 2019 Bodega El Esteco

La valle di Cafayate è un vero paradiso tra quelle della regione Calchaqui nella parte settentrionale dell’Argentina, una meta agroturistica che si trova a circa 1700 metri s.l.m., un’altitudine che non scherza davvero e che sarebbe impossibile alla coltivazione della vite in Europa. Il clima è secco, con notti freddissime e giornate molto calde sotto i raggi del sole resi ancora più cocenti dall’aria cristallina, tanto che si direbbe che spaccano le pietre. Infatti qui le pietre si sono spaccate davvero e un terremoto nel 1692 ha distrutto e seppellito la leggendaria città di El Esteco. È stato proprio in questo territorio che i fratelli David e Salvador Michel Torino, immigrati di origine francese, nel 1892 avevano deciso di mettere a dimora i loro ”vigneti della speranza”, perché i suoli sono eccezionalmente poveri e ben sciolti fino a grande profondità, perciò con un drenaggio perfetto e quindi sono molto adatti sia per la coltivazione della vite in modo organico che per la maturazione più che perfetta dei tannini.

Don David Malbec Reserve 2019 Bodega El Esteco

La tenuta di Bodega El Esteco, che si estende oggi su ben 1.500 ettari, ha sempre applicato in modo spontaneo i principi della coltivazione organica, come si vede dalla vigna più vecchia, finca Las Mercedes, che è sorta nel 1946, ma anche dalle altre che in media sono sui 30 anni, però è soltanto a partire dal 1990 che si sono via via codificate quelle procedure che ne hanno permesso poi la certificazione nel 2005. La vendemmia e la selezione delle uve sono rigorosamente manuali sotto le cure dell’ingegnere agronomo Francisco Tellechea, mentre i vini delle diverse linee di produzione, tra cui quelli del marchio Don David dedicati al fondatore e uomo chiave dell’azienda, sono curati dall’enologo Alejandro Pepa.
Il Don David Malbec reserve 2019 è fatto con uve malbec in purezza provenienti da viti franche di piede ed è maturato per 12 mesi in botti di primo passaggio, 60% barrels di rovere americano e 40% barriques di rovere francese, dove ha completato la malolattica. In trasparenza si possono notare archetti persistenti e lacrime grasse come si deve. Il colore è rosso rubino luminoso dai riflessi purpurei, di una trasparenza ammaliante. Ma è stato veramente in legno piccolo e nuovo? Da non crederci.
La bottiglia andrebbe stappata almeno un’oretta prima e il vino andrebbe servito a 19-20 °C e non oltre. Sviluppa degli aromi suadenti, morbidi, maturi, rotondi, di piccoli frutti rossi di ribes rosso, ciliegia di Vignola, lampone, ma anche petali di rosa rossa. Una sensazione di rossetto su labbra appena baciate, poi in bocca un gusto molto pulito e caldo, ma di un tepore piacevolissimo come lo darebbe un golfino d’angora. Un gusto ben bilanciato, conferma ricordi di confetture della nonna che emergono senza fretta e invitano a centellinare con più calma i successivi sorsi, fra tannini mai sgraziati, anzi delicati e avvolgenti come l’abbraccio di una generosissima andina davanti a un camino acceso. Un vero vino di montagna.
Abbinamenti consigliati: L’aspetta volentieri una bistecca alla fiorentina alta quattro dita e cotta su griglia rasa, perché no? Non prendetevela se ve lo consiglio soprattutto come vino da conversazione con gli amici più stretti e con le amiche… ma ancora un po’ più stretti!

Mario Crosta

Tipologia: Cafayate Valley
Vitigni: 100% malbec
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore:
EL ESTECO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 16 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio