Le Ali di Mercurio: Masseria Faraona
Siamo nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, in contrada San Magno nel comune di Corato in provincia di Bari; la Masseria Faraona nasce nel 2000, impiantando vigneti a base di uve autoctone come bombino bianco e nero, pampanuto, aglianico e uva di Troia, e alloctoni come chardonnay e sauvignon, allevati a spalliera con potatura a Guyot. L’arrivo dell’enologo Vincenzo Mercurio, che succede a Saverio Menga, sembra avere dato ulteriore slancio a un’azienda che fa già parlare di sé e rappresenta una di quelle realtà su cui vale la pena scommettere.
Masseria Faraona produce anche un ottimo olio extravergine dagli ulivi di proprietà.
– Castel del Monte Rosato Piuma Rosa 2016 (uva di Troia, gradazione 12,5%)
Il Rosato Piuma Rosa, oggi uva di Troia in purezza vinificata in acciaio, ha un colore ciliegia con riflessi granati, molto simile a certi Lagrein Kretzer altoatesini; il bouquet riporta fedelmente le note di ciliegia, lampone e fragolina di bosco, non senza accenni alla rosa, al mirto, alla melagrana.
Il sorso è generoso, freschissimo, succoso, con il frutto che domina la scena, ma ci sono anche richiami ad erbe aromatiche; il viaggio espressivo non è di breve durata, la materia è sufficientemente ricca da permettere un bell’allungo finale, a tutto vantaggio di una ragguardevole piacevolezza.
Sfiora la quarta chiocciola.
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– Castel del Monte Bombino Bianco 2016 (gradazione 12%)
Masseria Faraona ha scelto da tempo di far convivere vitigni internazionali con vitigni locali, ma non necessariamente assemblandoli, anzi, dopo alcuni tentativi del passato, ora lavora, sotto lo stimolo di Vincenzo Mercurio, per dare maggior spazio ad ogni singolo vitigno. Il bombino bianco viene proposto vinificato solo in acciaio, per preservarne i profumi varietali: il colore denuncia ancora una certa gioventù nelle nuances verdoline che accompagnano un giallo paglierino chiaro e cristallino.
Il linguaggio olfattivo è giocato su note di biancospino, mela verde, melone invernale, susina acerba, pesca bianca, salvia, mandorla amara.
Al palato colpisce per la vena acida spiccata (non un riesling renano ma poco ci manca), che trova una propria dimensione in un frutto generoso e già abbastanza maturo; ancora una volta si percepisce una bella energia, un vino in movimento, anzi, in crescita, dategli ancora un paio d’anni e potrete apprezzarne tutto il carattere.
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– Sauvignon 2016 (gradazione 12,5%)
Sempre e solo in acciaio, scelta che condivido, questo sauvignon trapiantato il terra pugliese evidenzia un colore paglierino vivace ma di modesta carica colorante, accostato al naso non desta dubbi sulla sua caratteristica di vitigno semiaromatico, la traccia di foglia di pomodoro, sambuco, ruta e ortica non limita la componente fruttata, che emerge senza fatica offrendoci note di lime, cedro, ribes bianco e fiori misti.
Anche all’assaggio il carattere del vitigno emerge con chiarezza, senza però banalizzarsi nelle sole note erbacee, piuttosto rivela una generosa sapidità e un finale che punta alla mineralità, a sensazioni calcaree e gessose.
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Roberto Giuliani
MASSERIA FARAONA
Contrada San Magno – 70033 Corato
Tel. 800198417
Sito: www.masseriafaraona.it
E-mail: info@masseriafaraona.it
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