Cantina Pfitscher, espressione di autenticità e passione ad alta quota

L’Alto Adige è una regione molto variegata dal punto di vista dei paesaggi, dei vitigni e delle architetture, contrastante e ricca di diversità dal punto di vista geomorfologico. Una terra vocata alla viticoltura, nonostante le sue estensioni non siano poi così importanti, con i suoi 5.500 ettari di vigne che rappresentano circa l’1% della superficie vitata italiana e con il 93% del territorio montano.
Qui la viticoltura negli ultimi quarant’anni ha compiuto diversi passi in avanti, grazie alle tante realtà piccole e grandi, che portano avanti con determinazione e passione il lavoro in vigna. Esempio virtuoso di un territorio che negli anni ha saputo sempre mettersi in discussione è l’azienda Pfitscher, ci troviamo nel comune di Montagna (BZ), sul versante orientale della Bassa Atesina, una realtà familiare che vanta una tradizione legata alla vite dal 1861.

La cantina dal 2011 si è spostata dal centro del paese a 550 m s.l.m, a Gleno paesino che si trova sul pendio soleggiato del Monte Cislon. L’azienda Pfitscher è una solida realtà che oggi vede coinvolta l’intera famiglia, dove ciascuno ha un ruolo determinante. I tre figli Daniel (che si occupa del commerciale), Hannes (l’enologo di famiglia) e Marion, con il papà Klaus e la mamma Monika sono alla settima generazione, e il nonno Alfred oggi novantenne, che ancora dispensa sapienza e consigli alla giovane generazione.
Lungimirante la scelta di costruire la nuova cantina in mezzo ai vigneti, dettata dall’esigenza di rendere sempre più ecosostenibile la loro attività e puntando sempre nella direzione della crescita qualitativa dei loro vini. Un rapporto intimo con la vigna e in pieno rispetto e armonia del contesto in cui si trovano, tale da ottenere nel 2012, come prima azienda in Italia, la certificazione CasaClimaWine, riconoscimento che attesta l’impiego di energie rinnovabili e la compatibilità ambientale dell’edificio e il confort abitativo, il consumo di energia e di acqua nella produzione dei vini, la scelta degli imballaggi e l’impatto nel trasporto.

Ben 20 gli ettari che la famiglia Pfitscher gestisce, per un totale che oscilla tra 130 mila e 140 mila bottiglie prodotte; di questi 20 ettari, 15 sono gestiti da loro e 5 sono lavorati da piccoli conferitori di fiducia. I vigneti si trovano dai 250 ai 900 metri di altitudine e sono distribuiti nei comuni di Egna, Ora, Montagna e Cortaccia, con una particolare attenzione alla selezione delle varietà in base al vigneto di riferimento.

Nella loro crescita sono passati dalla vinificazione di schiava in prevalenza, alla selezione delle varietà proprie dell’alto Adige, in particolare la loro produzione si divide nel 60% di vini prodotti con uve Gewürztraminer, Sauvignon e Lagrain che insieme al 30% di Pinot nero costituiscono il 90% di tutta la loro produzione, completata da un 20% di vini prodotti da uve Pinot bianco, Chardonnay e Müller Thurgau e solo una minima quota di Schiava. La produzione comprende due referenze per vitigno suddivise tra la linea Tradition e Superior, che comprende una selezione per singolo vigneto. Tutte le uve vengono vinificate separatamente, in modo da decidere in base all’annata il blend perfetto di ciascuna vigna.
Una realtà vera di coltivatori che raccontano in modo appassionato e coinvolgente il lavoro che svolgono in vigna, l’unica regola è il pieno rispetto della natura, assecondando quella che può essere la giusta maturità delle uve o l’esigenza della pianta. La qualità della loro viticoltura è evidente e punta su vini varietali, fortemente legati alla terra da cui le uve nascono. Le forti pendenze implicano che la maggior parte dei vigneti venga lavorata solo a mano, il che va a vantaggio della qualità dei vini rispettando le severe limitazioni delle rese per ettaro.
La ricerca di vini espressivi del vitigno di riferimento e improntati su una spinta sapida, sono le linee che Hannes applica in vigna.

Le particolari condizioni del suolo e le evidenti escursioni termiche tra notte e giorno e in generale le condizioni climatiche, permettono di ottenere uve dalle caratteristiche uniche, proprio per questo la famiglia ha scelto di sistemare i nuovi impianti ad altimetrie più elevate. Va inoltre sottolineata la lungimiranza da parte di Klaus Pfitscher per l’acquisto del vigneto “Kathreinerfelder” a Fiè allo Sciliar a 900 metri, di altezza, dove le uve del Sauvignon blanc riescono ad esprimersi in modo davvero particolare. il loro Sauvignon Blanc Riserva Mathias 2017, esprime eleganza e persistenza, slanciato e di grande freschezza al palato, con espressioni floreali di biancospino e passiflora, cenni di sambuco, erbette di montagna e tinte fruttate di pesca e agrumi, il tutto supportato da una leggera affumicatura che gli dona profondità e complessità.
Dopo una macerazione di circa sei ore prima della pressatura, la fermentazione avviene per il 70% in piccole botti di rovere e per il 30% in botti d’acciaio a una temperatura controllata di 18° C., successivo affinamento su lieviti per sedici mesi in botti di rovere e acciaio, dopodiché per alcuni mesi in bottiglia. Un Sauvignon che non ti aspetti, che entusiasma per la sua personalità espressiva e che si discosta dai classici sauvignon, spesso troppo dominati dalle note erbacee e di stampo vegetale; senza dubbio l’escursione termica dei vigneti e la composizione del suolo caratterizzata da terreni di porfido grigio e polvere di roccia sabbiosa calcarea, giocano un ruolo decisivo, donandogli freschezza e complessità.
Molto interessante è anche la vigna da cui si produce la loro riserva di Pinot Nero Riserva Matàn, che si trova a circa 600 metri, sempre a Gleno, piantata nel 1985 dal papà Klaus. Un ettaro scarso diviso tra il vigneto “Matan” di Gleno e un’altra piccola parcella di 0,4 ettari poco distante, danno vita a scarse 5000 bottiglie, anche qui in pieno rispetto della varietà. Le uve per ottenere questo Pinot Nero Riserva, se l’annata lo consente – come nel caso della 2016 e della 2018 – vengono lavorate a grappolo intero, le escursioni termiche hanno un ruolo determinate nella maturazione delle uve. Dopo la fermentazione il vino viene fatto maturare in legno per 12 mesi in barrique e sei mesi in legno grande e successivamente viene fatto affinane in vetro per alcuni mesi. Nel caso della 2016, nel calice ritroviamo un vino di carattere e nerbo, una piacevole balsamicità di chiodi di garofano, caffè e cacao, che ben si integra con le tinte fruttate di piccoli frutti che spaziano dal lampone alla mora, finanche al mirtillo e con un cenno floreale di violetta. Intenso e di grande eleganza al palato è connotato da una spinta sapida davvero intrigante.
Diversa ma ugualmente intrigante l’espressione del Pinot Nero Fuchsleiten della linea tradition, dove “Fuchsleiten” è il nome scelto per il vino che tradotto significa “il vigneto della volpe“. Le uve provengono infatti da diversi vigneti situati nel comune di Montagna tra i 500 e i 700 m d’altitudine, area nota come una delle più adatte per questo vitigno, per un totale di circa sette ettari. La produzione di questa referenza arriva a scarse 25 mila bottiglie, qui ritroviamo un vino più diretto e scorrevole. L’annata 2018 esprime all’olfatto tutta la freschezza del frutto, con cenni floreali di rosa canina, connotato senza dubbio da una fragranza e una nettezza espressiva più immediata del Matan; al palato ha un gusto pieno e persistente, con un perfetto bilanciamento tra le sue componenti, esprime la giovialità e la sincerità del Pinot nero con quella traccia sapida che gli dona carattere.
Un’azienda che fa dei propri vini il simbolo espressivo del territorio di riferimento, esprimendo la passione e la determinazione nel fare questo mestiere, rinnovandosi e coniugando la capacità di guardare al futuro con la consapevolezza del passato.
Fosca Tortorelli
Tenuta Pfitscher
Via Dolomiti 17 · 39040 Montagna (BZ)
Tel. +39 0471 1681317
info@pfitscher.it




