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Un compleanno importante: il Morellino di Scansano compie quarant’anni

Il Teatro Castagnoli a Scansano
Il Teatro Castagnoli a Scansano

Il Morellino di Scansano, compie quarant’anni dal riconoscimento della denominazione del 1978, divenuta poi DOCG nel 2007; un momento importante per questa realtà Toscana che per diversi anni ha riscontrato grandi consensi.

Ci troviamo in piena Maremma, in provincia di Grosseto, la zona di produzione comprende il territorio dei comuni di Scansano e parte territorio dei comuni di Grosseto, Manciano, Magliano in Toscana, Roccalbegna, Campagnatico e Semproniano verso il Monte Amiata e l’interno. Racchiusa tra le valli del fiume Ombrone e del fiume Albegna, il Morellino, come è storicamente conosciuto in zona, deve le proprie peculiarità alle favorevoli condizioni pedologiche e climatiche; grazie alla brezza marina da un lato e al Monte Amiata dall’altro, le vigne beneficiano di una ottimale ventilazione. La composizione geologica è abbastanza varia, i suoli nell’area occidentale sono in genere a tessitura franco-limosa o franco sabbiosa, mentre nella parte orientale sono a tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivante dalle formazioni calcaree dove la reazione è tendenzialmente alcalina.

Manifesto Morellino

Proprio queste condizioni ottimali e la bellezza incontaminata di questo areale, devono essere messe in luce e divenire punto di forza e di comunicazione di questo vino.

Ben 1500 ettari e circa 10 milioni bottiglie prodotte, di cui il 75% della produzione viene venduta in Italia, mentre il 25% è destinata all’estero.

Questi i dati che sono emersi durante la prima edizione di “Rosso Morellino”, evento fortemente voluto dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano per festeggiare i 40 anni dalla nascita della denominazione che si è svolta lunedì 11 giugno nell’omonima cittadina della Maremma.

Occasione, non solo per festeggiare, ma anche per fare il punto della situazione e capire la strada migliore da percorrere per il futuro di questa denominazione. Tra i diversi temi trattati è emersa l’esigenza di dare maggior valore al legame di questa realtà vinicola con il suo territorio, impegnandosi ad ampliare l’aspetto comunicativo. Vino e Territorio, se uniti in modo consapevole e concreto, possono contribuire a ridare alla Maremma l’attenzione che merita, rilanciandola dal punto di vista del turismo. Arma vincente, secondo Alessio Durazzi (direttore del Consorzio) è dunque lo sviluppo efficace dell’enoturismo, ampliando l’offerta esperienziale sul territorio.

L’idea è di comunicare in modo opportuno e strutturato la Maremma attraverso la qualità e l’eccellenza del suo vino, dando la possibilità ai fruitori di vivere un’emozione unica in una terra straordinaria. Se da un lato il Morellino di Scansano ha avuto in passato grande successo, dall’altro è una denominazione con potenzialità ancora non del tutto espresse; oggi più che mai si sta quindi guardando al futuro, puntando a delineare gli obiettivi prioritari da seguire.

Un primo momento di confronto si è avuto durante la manifestazione, occasione di scambio e di cooperazione tra i quaranta produttori intervenuti, che hanno raccontato i loro prodotti e ascoltato le osservazioni del pubblico esperto. Per riappropriarsi del successo che il Morellino ha avuto fino agli inizi del 2000, bisogna senza dubbio puntare a una definizione e a una identità più univoca di questo vino.

Gaia di Tenuta Pietramora
Gaia di Tenuta Pietramora

Stimolante e didattica la Masterclass condotta dal giornalista Filippo Bartolotta, che ha ripercorso attraverso le annate proposte la storia della Doc Morellino di Scansano, e messo in evidenza le differenti sfumature di ciascuna etichetta in base all’areale di riferimento.

Dalla degustazione guidata e dai banchi di assaggio, è comunque emersa la voglia di mettersi in gioco, con ottimi risultati soprattutto nelle annate più recenti, 2016 e 2017, pur essendo state entrambe non facili.

Tra le referenze degustate, sono diverse le aziende che si stanno muovendo in tal senso, cercando di esprimere in maniera più netta le peculiarità dell’areale di riferimento.

Interessante il lavoro che sta svolgendo l’azienda Tenuta Pietramora, nata dal sogno di Pietro, Piero e Giampiero, amici e appassionati di viticoltura, che hanno deciso di rilevare un’azienda vitivinicola nel 1999 reimpiantando tutti i vigneti preesistenti per avviare un nuovo progetto. La tenuta è situata a Colle Fagiano, frazione del Comune di Scansano, ricca di storia antica, tra i siti storici di Montorgiali e Montepò. Il sistema di coltivazione è in biologico, Gaia, la figlia di Pietro (napoletana di origine), racconta con passione le peculiarità della sua azienda. Il terreno, di tipo galestro è particolarmente vocato per il Sangiovese, cui è dedicata la maggior parte della produzione aziendale, tutte le referenze in assaggio si distinguono per pulizia gusto-olfattiva e piacevolezza nella beva. Interessante anche il “Lorneta 2016”, Morellino di Scansano d’annata dell’azienda Villa Patrizia, anche qui la gestione è in bio, dando vita a un Sangiovese fresco e beverino, con piacevoli profumi di frutta rossa come ciliegia e frutti di bosco. Della stessa vendemmia anche il Podere 414, della cantina omonima, che si trova nel territorio del Comune di Magliano, a circa 10 chilometri da Scansano. Un vino che fa fermentazione spontanea in vasche di cemento e tinelli tronco conici di legno di piccole dimensioni, che dà vita a un prodotto dai piacevoli sentori fruttati di gelsomore e amarene, toni speziati di tabacco e liquirizia, fresco e di gradevole morbidezza al palato.

Anche il Poggio Brigante 2017, un 100% Sangiovese, con fermentazione di 12 giorni, affinamento in acciaio per 6 mesi e circa 3 mesi in bottiglia, un vino essenziale, intenso con note di frutta a bacca rossa, di buona struttura con buone doti di serbevolezza.

Solida e con numeri non trascurabili, si conferma l’azienda Massi di Mandorlaia, proprietà della storica famiglia Conte Guicciardini, nata dal fascino per la Maremma, per la bellezza del paesaggio unita alla potenzialità del territorio di produrre vini. Oggi la superficie a vigna è di 56 ettari di cui 46 a Morellino di Scansano DOCG. Chiudiamo con l’azienda Terenzi, una realtà solida che oggi può vantare 150 ettari di proprietà di cui 60 vitati. Il sangiovese, piantato in diversi cloni, viene prodotto versioni diverse, tutte molto interessanti, dal più semplice d’annata, fino al “Madrechiesa”, un vino rosso profondo e longevo, che rappresenta una bella espressione del sangiovese di Scansano, elegante e complesso, ma con una matrice territoriale.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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