La “Guida Essenziale” di Daniele Cernilli

Tempo di presentazione delle guide ai Vini d’Italia. E meno male che il “lancio” di questi libri non avviene in televisione (famosi i “battesimi” al Costanzo Show), ma precedono una degustazione di molti di quei vini descritti nella guida!
Da quando Daniele Cernilli ha annunciato la sua guida, ha fornito anche le motivazioni che lo spingevano a intraprendere quest’avventura e quali sarebbero state le linee guida ed i criteri che avrebbe seguito.
L’aggettivo “Essenziale” contenuto nel titolo la qualifica come una selezione ragionata e… soggettiva. In effetti tutte le guide sono “soggettive”: chi non sostituirebbe od aggiungerebbe qualche vino su ogni guida? Di sicuro non è una guida “onnicomprensiva”, pur presentando anche qualche bella e piccola realtà, ancora poco conosciuta.
La scelta dei vini è stata incentrata su una rosa ristretta a circa 900 aziende di provata qualità (provata dall’autore dall’alto della sua ultraventennale esperienza e dal gruppo di esperti collaboratori), provenienti da zone vocate. Gli assaggi e le macro scremature sono state effettuate con visite dirette presso i produttori, partecipando alle anteprima ed a tutti gli eventi che si sono tenuti in Italia ed anche all’estero. Per gli assaggi finali sono state richieste bottiglie direttamente ai produttori, una per ogni tipo di vino, per evitare insinuazioni di commercializzazioni improprie.
Ne è uscito un libro che passa in rassegna 871 aziende per un totale di circa 2500 etichette. Per ogni azienda, oltre all’indirizzo e alle informazioni di contatto, sono stati indicati gli indirizzi web e social, i dati storici e commerciali, l’eventuale accoglienza e produzione di olio. Sono tre le valutazioni fornite: la prima è per le aziende e viene indicata con stelle da zero a tre; la seconda è per i vini che sono valutati con un punteggio espresso in centesimi. La terza valutazione indica, quando ne ricorrono i termini, un rapporto qualità/prezzo particolarmente vantaggioso: fino a 10 Euro in enoteca per i vini che abbiano raggiunto almeno 85 punti e fino a 15 Euro per i vini che hanno raggiunto almeno il punteggio di 90 punti. Il “faccino” di Doctor Wine sta ad indicare un punteggio di 95/100 o superiore ed è stato assegnato a ben 106 vini.
Dopo la presentazione della guida, avvenuta mercoledì 22 ottobre, abbiamo potuto degustare, in uno splendido salone di Palazzo Brancaccio a Roma, alcuni vini presenti in guida, portati da oltre 60 produttori. Un centinaio di vini in rappresentanza delle eccellenze qualitative e commerciali.
Alcuni assaggi
Antinori – Solaia 2011: in gran forma! Blend atipico per tentare la perfezione: i due cabernet (sauvignon al 75% ed un 5% di franc) corretti con un 20% di sangiovese. Rubino cupo, ma vivido. Al naso, prima, ed in bocca poi offre una lettura che svela i componenti e, inevitabilmente, il passaggio in barriques. Piccoli frutti neri, ciliegie, amarene, erbe aromatiche, lauro e note balsamiche rallegrano il naso ed invitano a bere. Al palato si avverte subito la componente sangiovese attraverso la decisa acidità. I frutti neri, la sapidità, il tannino potente e vellutato, l’eleganza del sorso interminabile ci danno consapevolezza d’aver assaggiato un grandissimo vino!
Cantine del Notaio – Il Sigillo 2009: amarene, marasca matura, cenere ed una leggera nota aranciata sono i profumi accompagnati da note balsamiche e vaniglia. In bocca le note fruttate e la freschezza sono accompagnate da una leggera sapidità e da un tannino morbido; una nota vagamente dolce apre un finale di sorso molto lungo.
Cavit – Trento Altemasi Graal Riserva 2006: ha un bellissimo colore giallo paglierino intenso, rallegrato da un finissimo perlage. Il naso è invaso da una notevole mineralità (pietra focaia), da piacevoli note fruttate e la lunga permanenza sui lieviti si avverte distintamente. Al palato è cremoso e fruttato, minerale, complesso e fresco; la spuma rende intermittente questo piacevole godimento, ma non nega un finale lunghissimo!
Grattamacco – Bolgheri Superiore Grattamacco 2011: ed eccoci a un altro “bordolese” della costa toscana: 65% cabernet sauvignon, 20% merlot e 15% sangiovese. Grande vino, in forma smagliante e già godibile: profumi finissimi di piccoli frutti di bosco e gradevoli note speziate annunciano il suo alto rango. Al palato le note fruttate formano una trama fittissima; l’acidità, la sapidità ed i tannini setosi rendono il sorso lunghissimo e appagante.
Donatella Cinelli Colombini – Brunello di Montalcino Riserva 2008: è un Brunello invecchiato per tre anni in botte grande seguendo la tradizione. Tipico al naso: ciliegie, cuoio, terra, spezie ed una lieve nota di lauro. In bocca è essenziale, armonico, equilibrato e senza sbavature: semplicemente delizioso.
Felsina – Chianti Classico Riserva Rancia 2011: uno dei Chianti Classico che preferisco. Al naso offre il tipico bouquet chiantigiano: ciliegie, violetta, ciclamino, humus, cuoio, lauro; profumi non intensi, ma ben presenti. In bocca è fruttato, fresco e asciutto, minerale sapido e con un tannino maturo e levigato; il ritorno di acidità allunga il sorso.
Marisa Cuomo – Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2012: uno dei vini bianchi italiani più premiato, ma, a volte, trascurato; quando lo trovo in degustazione, non me lo perdo mai! Fenile, ginestra e ripoli sono i vitigni utilizzati, in parti pressappoco uguali. Le viti “allattano” sulla roccia dolomitica della costa amalfitana, ricoperta, nei secoli passati, di cenere e lava vulcanica; le uve, ben esposte al sole, si “rinfrescano” con le brezze che salgono dal mare sottostante.
Sia il quadro olfattivo che quello gustativo del vino sono un perfetto esempio di aderenza alle caratteristiche di ognuno dei vitigni componenti: fieno, pesca e miele al fenile, l’importante componente erbacea alla ginestra e la mineralità di idrocarburi è da attribuire al ripoli. Al palato la componente fruttata è composta da pesca ed albicocca passite, miele, nocciola e bacche di tiglio; una buona freschezza e tanta mineralità conferiscono al vino una persistenza infinita e appagante.
Tenuta di Fessina – Musmeci Etna Rosso 2009: nerello mascalese in purezza. Negli ultimi anni i vini dell’Etna si sono imposti all’attenzione internazionale per la loro struttura e per l’eleganza che esprimono. Il colore è rubino tenue, ma vivido. Piccoli frutti di bosco escono dal calice accompagnati da cenere, note minerali e balsamiche ed anche qualche erba aromatica. In bocca la frutta è accompagnata da intensa freschezza e sapidità, da un tannino imponente, sottile ed elegante per un interminabile sorso. È elegante e avvolgente.
Rocca delle Macìe – Sergio Zingarelli Chianti Classico Gran Selezione 2010: sangiovese 90%, colorino 10%, 18 mesi in barriques e 12 mesi in bottiglia. Mi ha stupito tanto da fare il bis prima di uscire; è l’archetipo del Chianti Classico moderno. Molto tipico al naso, con qualche nota speziata, ma nitido e di grande personalità.
Al palato ha tutte le qualità che un grande vino deve avere: fruttato, fresco, sapido, tannini morbidi e nobili, consistente e persistente; ma questo vino ha anche tanta personalità e finezza!
Antonio Di Spirito



