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Le città del vino: Marino vitivinicola

Marino, il castello“‘na gita a li Castelli” è stata forse la prima guida turistica virtuale ai Castelli Romani. La si insegnava ai bambini già in tenera età e la cantavano gli “stornellatori” nelle osterie della capitale e dei dintorni. Si apprendeva così che a Marino ogni anno dalle fontane zampilla il vino e che a Nemi ci sono le fragole e le navi romane. L’esser nominata proprio quando la base armonica cambia dalla più severa tonalità minore della strofa, alla spensierata tonalità maggiore del ritornello, regala all’ascoltatore un’immagine di Marino di bucolica gaiezza, di abbondanza, di serenità.

La città
La TorreMarino è una cittadina ricca di storia, conosciuta in particolare per il suo legame con la famiglia Colonna già a partire dal XV secolo, situata nel cuore dei Castelli Romani, da sempre circondata di vigneti. L’attività vitivinicola di Marino è di antica memoria, il suolo è di origine vulcanica ed è particolarmente vocato all’allevamento della vite; non a caso proprio a Marino, si festeggia da diversi decenni la famosa Sagra dell’uva, cara a tutto il popolo romano, durante la quale tradizione vuole che dalle fontane sgorghi il prelibato vino locale. Una Festa, come ci riferisce il locale vignaiolo e testimone oculare Cugini Cav. Antonio, ideata e voluta dal poeta e drammaturgo romano di origine marinese Leone Ciprelli (al secolo Ercole Pellini) con il supporto morale e musicale del mitico attore, fantasista, autore romano Ettore Petrolini che per l’occasione compose, insieme a lui, la sopracitata canzone “‘na gita a li Castelli” (conosciuta anche col titolo di “Nannì”), addì 4 ottobre 1925 – domenica. Da quel giorno la sagra dell’uva viene celebrata in Marino ogni prima domenica di ottobre.

Il vino
Il vino di Marino di oggi non è più quel vino facile e beverino, da tutto pasto e senza particolari pretese, tale da poter essere versato da una fontana. Sarà l’esposizione ottimale dei vigneti, in gran parte orientati verso il mare, sarà la natura del terreno, sarà l’impegno profuso dai viticoltori locali in questi ultimi anni, ma il vino Doc di Marino (80.000 hl in continua diminuzione proprio a causa della maggiore severità in vigna dei produttori) è ora un vino intenso e ricco di corpo, in grado di accompagnare i piatti più saporiti della cucina romana, ivi compresi quei piatti contenenti ingredienti dal sapore ferroso quali i carciofi o le punte di asparagi, e per questo così difficili da abbinare.

Il disciplinare
Panorama
La Doc Marino si estende nei territori della città omonima, di Castel Gandolfo ed anche di Roma, nella zona del Parco dell’Appia Antica. Il Marino è un vino bianco nell’uvaggio del quale domina il vitigno Malvasia di Candia, mentre la restante parte è costituita da vari tipi di Trebbiano (toscano, giallo, di Soave) e dalla malvasia del Lazio, detta anche “puntinata”. In aggiunta possono essere utilizzati altri vitigni raccomandati o autorizzati nella provincia di Roma, esclusi quelli aromatici, nella misura massima del 50%. E’ altresì prevista la possibilità di utilizzare la dicitura “Classico” per i vini provenienti dalle zone di più antica vocazione.

Le Aziende

RISERVA DELLA CASCINA
Sede: Via F.lli Wright, 12 – 00043 – Ciampino (RM)
Cantina: Via Appia Antica, 500 – 00178 – Roma (RM)
Tel.: +39 06 7917221 – Fax: +39 06 7917221
e-mail: riservadellacascina@inwind.it

Marino Superiore - Riserva della CascinaMARINO SUPERIORE RISERVA DELLA CASCINA 2001
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: malvasia del Lazio, trebbiano toscano, malvasia di Candia, bellone, bombino, trebbiano giallo
Titolo alcolometrico: 12%
Prezzo : da 4,0 a 5,0 Euro
Valutazione: @@@
Partendo da Roma e percorrendo l’Appia Antica, la “Regina Viarum” dei Romani, a soli 16 Km dal Campidoglio troviamo l’azienda Riserva della Cascina dove la famiglia Brannetti, da sempre dedita all’agricoltura, ha deciso di indirizzarsi esclusivamente alla vitivinicoltura dal 1946, con l’obiettivo costante di migliorare la qualità del prodotto, reimpiantando i migliori tralci dei vitigni regionali ed avvalendosi delle migliori tecniche di vinificazione. Biologici “dentro”, rispettosi della terra e della salute dell’uomo, i Brannetti non hanno mai utilizzato diserbanti o prodotti chimici tossici nella coltivazione delle loro viti. “Possedevamo un vigneto anche a Pomezia – ci racconta la simpatica ed affabile Daniela – ma troppo sovente le vigne si ammalavano e, non disposti ad utilizzare certi prodotti, abbiamo infine deciso di vendere i nostri vigneti di terra pontina”. Non è quindi una sorpresa sapere che già dal 1994, veri pionieri in ambito vitivinicolo, Giuseppe e Daniela hanno ottenuto, con il controllo dell’ente “Suolo e Salute”, la certificazione biologica. La loro azienda agricola “Riserva della Cascina”, dal magnifico colpo d’occhio anche per quel che riguarda l’aspetto paesaggistico, prende il nome dalle antiche mappe catastali del terreno che si affaccia sull’Appia Antica e si estende all’interno del parco omonimo per circa 18 ettari, di cui 15 di vigneto coltivato in allevamento a filari. “Nel 1998 abbiamo iniziato ad imbottigliare i nostri vini, – prosegue Daniela – frutto di uve selezionate e tecniche moderne che ne esaltano i pregi. La nostra è una scelta di vita, la scelta di un’alimentazione sana e naturale, nel rispetto delle tradizioni”.
Il Marino Superiore di Riserva della Cascina è invitante nel suo spettro cromatico che si concede giallo paglierino con guizzi verdolini, vivace ed al tempo stesso di buona grassezza. Buono anche lo spettro olfattivo basato sul frutto di mela e sulla mandorla secca che con l’ossigenazione evolvono verso tonalitá più dolci e suadenti di mela grattata e di pasta di mandorle. Immancabili e bene accolte le nuances d’erba aromatica di salvia, in un contesto che risulta di discreta  intensità e di piena finezza. Alla prova palato mostra, insieme all’elegante portamento, una progressione morbida ed equilibrata, grazie alla buona acidità che esprime ed alla sua pronunciata e tipica sapidità. Il finale è appunto saporito, dolce ed insieme ammandorlato, malico, succoso ed invitante.
Non pretende ma ben rende, è un Marino verace ed al tempo stesso beverino, gradevole, mai scontato né tale da passare inosservato. Proviene, va da sé, da uve a coltivazione biologica ed è proposto ad un prezzo che, come lui stesso, è irresistibilmente invitante. Servito a 8-10° circa in calici a tulipano, si accompagna perfettamente ad antipasti all’italiana o di pesce, a tanti primi piatti, a secondi piatti freddi estivi ed a frittate di verdure o di patate prezzemolate. Lo si può acquistare a pochi Euro presso il punto vendita aziendale di Via Fratelli Wright a Ciampino, ed è un piacere trovarlo proposto in diversi ristoranti ed enoteche della capitale.

AZIENDA AGRICOLA GALASSINI
Via Giovanni Prati, 1 – Loc. S. Maria delle Mole 00040 – Marino (RM)
Tel.: +39 06 9309383 – Fax: +39 06 9350321
e-mail: ahloeg@tin.it

Marino Superiore - GalassiniMARINO SUPERIORE 2002
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: trebbiano toscano, malvasia del Lazio, malvasia di Candia
Titolo alcolometrico: 12%
Prezzo : da 4,0 a 5,0 Euro
Valutazione: @@@
Proseguendo l’Appia Antica, poche centinaia di metri più in là, in località S. Maria delle Mole, ci sono le vigne dell’azienda Galassini, appartenenti anch’esse da tempo immemorabile alla famiglia, oggi curate da Tullio Galassini, enologo formatosi alla Scuola di San Michele all’Adige (tra le più celebri d’Italia) il quale, tornato nella terra natìa, mette in pratica in modo esemplare quanto appreso dai maestri bianchisti del Sud-Tirolo. Nelle vigne troviamo malvasia del Lazio, malvasia di Candia e trebbiano toscano per comporre i vini bianchi; montepulciano, sangiovese, cabernet sauvignon e freisa (che nonno Galassini portò dal Piemonte decenni orsono) a comporre i rossi aziendali; ciliegiolo per produrre un novello da macerazione carbonica che autunno dopo autunno, giustamente, va a ruba tra gli estimatori di questa tipologia di vino. Basse rese per ettaro, coltivazione delle uve con il sistema di difesa integrata secondo la normativa CEE 2078/92, severa selezione delle uve prima della vinificazione, impiego dei migliori lieviti, professionalità, per proporci finalmente 200.000 bottiglie di vino di alta qualità.
Il Marino Doc di Galassini è un vino cristallino, giallo paglierino carico con sfumature verdoline, vivace, di buona consistenza visiva. Ha un impatto olfattivo fruttato di pera ed anche un po’ di banana, di frutta secca quale mandorla e nocciola e di nettare di fiori bianchi di acacia. Il contesto è ben variegato, fresco e di medio-alta intensità. Finissimo e persistente. Al palato ha misurata sensazione alcolica, accompagnata da buone morbidezza ed acidità, decisa la nota sapida del territorio di provenienza. Di medio corpo, scende veloce e lascia un finale intenso ed elegante con lieve nota ammandorlata dapprima verde e matura, poi secca. E’ un vino elegante, fresco e nello stesso tempo intenso nelle sensazioni, di giusta complessità. Ha rapporto qualità/prezzo da campione. Si propone senza complessi all’inizio di pranzi anche importanti, servito a 8-10° circa in calici a tulipano, trovando giusto accostamento con terrine di pesce o primi piatti sempre di pesce. Ottimo anche con piatti tipici della cucina romana quali i filetti di baccalà panati, zucchine e carciofi fritti dorati, carciofi alla romana con la menta o alla giudìa; da provare anche con costolette di abbacchio panate.

GOTTO D’ORO
Via del Divino Amore, 115 – 00040 Frattocchie (Roma)
Tel.: +39 06 93022211 – Fax: +39 06 93547037
URL: http://www.gottodoro.it
e-mail: info@gottodoro.it

Marino Superiore - Gotto d'OroMARINO SUPERIORE 2002
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: malvasia di Candia, malvasia del Lazio, bombino, bellone
Titolo alcolometrico: 12,5%
Prezzo : da 4,0 a 5,0 Euro
Valutazione: @@
Salendo da S. Maria delle Mole alla località Frattocchie troviamo la cantina cooperativa Gotto d’oro. Realtà nella quale confluiscono la maggior parte delle uve raccolte nel territorio del Marino Doc. Uve conferite dai  viticoltori associati che qui vengono lavorate, trasformate in vino, imbottigliate e preparate per la spedizione. Una cantina fondata nel 1945, che conserva l’antica tradizione vitivinicola qui radicata fin dall’epoca romana, dalla quale ha ispirato anche il proprio nome “gotto”, derivato dalla definizione latina “guttus”, un bicchiere di vetro di buona capacità, e che per variante indica anche il suo contenuto in vino. Gotto d’oro ha sempre realizzato una produzione vasta ed insieme corretta, che ha consentito ai molti viticoltori della zona di non abbandonare la loro attività più tradizionale, a tutto vantaggio della conservazione del paesaggio e a difesa del territorio dalle ingiurie della speculazione edilizia. Oggi la cantina cooperativa Gotto d’Oro, con oltre 400 viticoltori associati, produce e commercializza ogni anno circa 10 milioni di bottiglie che vengono esportate in decine di paesi al mondo, registra un fatturato annuo di oltre 19 milioni di Euro e si colloca tra le prime 20 aziende del settore a livello nazionale.
Il Marino Superiore è un vino chiaro, brillante, dai profumi floreali, fruttati e freschi, dalla buona struttura e dalla beva accattivante. Un vino tale da soddisfare anche i palati più esigenti.

COLLE PICCHIONI – AZIENDA VITIVINICOLA PAOLA DI MAURO
Via Colle Picchione, 46 – 00040 Frattocchie-Marino (RM)
Tel.: 06-93546329 – Fax: 06-9354840
URL: http://www.collepicchioni.it 
e-mail: info@collepicchioni.it

Marino Selezione Oro - Colle PicchioniMARINO COLLE PICCHIONI SELEZIONE ORO 2001
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: malvasia del Lazio, trebbiano giallo, semillon ed altri
Titolo alcolometrico: 12,5%
Prezzo : da 7,0 a 9,0 Euro
Valutazione: @@@@
Continuando ancora sulla Regina Viarum, lungo il costone che da Frattocchie porta verso Albano Laziale, troviamo le vigne dell’azienda Colle Picchioni di Paola di Mauro. L’azienda, senz’altro la più celebre della zona, nasce nel 1976 su un piccolo appezzamento di terreno acquistato otto anni prima. Apprezzando i doni di un territorio di elezione, di origine vulcanica, ricchissimo di humus, particolarmente adatto a produrre vini di qualità e carattere, Paola di Mauro decide di abbandonare la sua precedente attività per dedicarsi appassionatamente alla produzione del vino, o meglio, a migliorare la qualità di quel vino, rustico e grezzo ma di eccezionale struttura, che ogni anno un vecchio contadino ottiene da quelle vigne. Ottimi i primi risultati, sempre in crescendo la qualità dei vini proposti. Storica la decisione di Paola, negli anni ’80, di imbottigliare il suo Marino Doc in bottiglie perfettamente trasparenti, affinché il pubblico potesse ammirare la limpidezza ed il colore dorato ed al tempo stesso vivace del suo vino, molto diverso da quei vini color verde-acqua a lui contemporanei. Dal 1985 anche il figlio Armando si occupa della cantina, sono stati acquistati altri piccoli appezzamenti e la produzione è passata pian piano da 10.000 a 100.000 bottiglie; dal 1996 è iniziata la prestigiosa collaborazione con il famoso enologo Riccardo Cotarella.
Il Marino Colle Picchioni Selezione Oro è forse tra quelli qui recensiti, il più particolare, forsanco il meno tradizionale… ma che bontà. Cristallino, dal colore oro-verde e dalla nobile consistenza nel calice. Ha olfatto che spazia da toni vegetali di mandorla matura a quelli floreali di nettare d’acacia a quelli fruttati di mela golden. Note di erbe aromatiche ed anche balsamiche conferiscono freschezza ad un vino che con l’ossigenazione si fa più complesso, e si conferma elegantissimo ed intenso. Tra lingua e palato è di pronunciata morbidezza, è sorretto da buona acidità ed anche da una certa sapidità. E’ spesso, quasi cremoso sotto al palato e ricalca le sensazioni oro-verdi dell’olfatto e dell’analisi visiva. Nel finale, lungo, il nettare si fa miele e la mandorla evolve in pasta di mandorle per regalare un finale dulcamaro accompagnato da note aromatiche. Fine, intenso ed appagante. E’ un vino che con sapienti giochi di temperature, dagli 8 fino ai 14°C, può essere adattato ad un vasto numero di piatti: zuppe, paste asciutte, risotti, arrosti di carni bianche, pesci pregiati cucinati alla griglia o al sale, servito in calici dal lungo stelo e dalla classica forma a tulipano.

AZIENDA AGRICOLA DINO LIMITI
Sede: Corso Vittoria Colonna, 170 – 00047 Marino (RM)
Cantina: Via San Vincenzo De’ Paoli, 5 – 00047 Marino (RM)
Tel.: +39 06 9385051 – Fax: +39 06 9385051
URL: http://www.dinolimiti.it 
e-mail: dilimiti@tin.it

Marino Campo Fattore - Dino LimitiMARINO CAMPO FATTORE 2002
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: malvasia di Candia, malvasia del Lazio, trebbiano giallo, trebbiano toscano, chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5%
Prezzo : da 5,0 a 7,0 Euro
Valutazione: @@@@
Avvicinandoci a Marino, proprio vicino alla villa della più famosa ed amata tra le attrici italiane, troviamo il Campo Fattore, una delle vigne marinesi di maggior vocazione, proprietà della famiglia Limiti, le cui cantine sono situate nel centro della città. L’azienda agricola Dino Limiti è tramandata di padre in figlio da più generazioni ed esiste da tempo immemorabile. Abbiamo incontrato Dino “il giovane”, colui che è attualmente alla guida dell’azienda di famiglia; lui con le sue vigne, i suoi vini, la precisa documentazione aziendale da lui stesso redatta e con le sue simpatia ed affabilità. Vignaiolo sui generis, esperto di vitivinicoltura e di informatica nello stesso tempo, riesce a conciliare nella vita come nei suoi prodotti, l’arte e l’esperienza contadina con la precisione e la logica della scienza dell’informazione. L’azienda che porta il suo nome e cognome vanta una lunga esperienza nel metodo tradizionale di lavorazione della vite, ma a questa unisce anche moderne conoscenze e tecniche di vinificazione che le consentono di ottenere un prodotto di alta qualità, molto reputato anche al di fuori dei confini nazionali. Le uve dell’azienda Dino Limiti sono oggetto di una raccolta differenziata a seconda del grado di maturazione, il loro mosto viene posto a maturare per alcuni mesi in contenitori di acciaio inox e, al momento giusto imbottigliato, ottenendo quel sapore e quell’aroma gradevoli che ben si accompagnano a tante pietanze, locali e non.
Ogni anno l’assaggio del Marino Campo Fattore è esperienza emozionante: nel fresco costante e senza stagioni della storica cantina Limiti di Marino, glaciale nei suoi lucidi riflessi, impreziosito da brividi dorati che ne rendono intuibile la consistenza che poi apprezziamo evidente sui bordi del calice bagnati dalle larghe lacrime, eccolo che ci accoglie il Campo Fattore. Non c’è quasi bisogno di avvicinare il naso talmente la sua intensità spande nell’aere il suo richiamo. Un olfatto fitto, melange di erbe aromatiche quali salvia e menta romana, che fa da contorno ad un corpo centrale fruttato di mela limoncella e nespola. Poi, con l’ossigenazione e la temperatura, arrivano con discrezione ed in felice amalgama i riflessi del frutto di mandorla matura, seguiti da sensazioni più dolci e grasse di liquirizia bianca che, insieme alle erbe aromatiche, creano un gradevole risultato di caramella mou menta-liquirizia che riporta indietro nel tempo sino alla trascorsa fanciullezza. Ottimo tra lingua e palato, dove non difetta di sostanza né di sviluppo potente, dove la sua articolazione ed il suo soave modo di proporsi sulle papille sfiorano la perfezione, regalando armonia gustativa, sensazioni tattili sinuose, fruttate e succulente, venate dalla tipica sapidità territoriale e da quel non so che di dulcamaro che ne allunga la trama, la rende morbida, fino ad un finale sognante, coerente all’olfatto, senza asperità, di estremo godimento, di quelli che stentano a scomparire e che invitano al rinnovo dell’eccellente beva. Ha un buon decennio di maturazione dinanzi a sé per continuare ad evolversi positivamente e la sua stessa decadenza si preannuncia affascinante ed incuriosisce. Un vino adatto sì, per accompagnare piatti tipici della cucina romana, ma che data l’innata classe non disdegna le grandi occasioni, e l’accostamento a pietanze impegnative e profumate, a gratin di pesce azzurro aromatizzato con finocchiella e pinoli, a pesce pregiato arricchito di erbe fini, a carni bianche salsate, servito a 10-12° in ampi calici dallo stelo e dalla campana alti.

AZIENDA AGRICOLA FABI ALDO E FABIO
Via della Stazione, 18 – 00047 Marino (RM)
Tel. +39 06 9386458 – Fax +39 06 9386458
e-mail: linofabi@yahoo.it

Cesanese del Piglio Alagna - Marcella GiulianiMARINO SUPERIORE 2002
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: malvasia del Lazio, malvasia di Candia, bonvino
Titolo alcolometrico: 12,5%
Prezzo : da 4,0 a 5,0
Valutazione: @@
Il vigneto dei Fabi, in località Le Castagnole, è situato proprio accanto al Campo Fattore di Dino Limiti. E’ da questo vigneto e dall’altro in località Selve Nuove che nasce il Marino Doc di questa azienda; un’azienda la cui appartenenza alla famiglia Fabi si perde nella notte dei tempi, e dell’esistenza della quale esistono prove certe già a partire dal 1870. Dieci ettari di vigneti severamente ed appassionatamente allevati dal giovane Lino e famiglia, per “sfornare” di anno in anno, circa 13.000 bottiglie dell’ottimo Marino Superiore.
Un vino cristallino dal colore paglierino chiaro e dall’impatto olfattivo dolce e fruttato. Evidente il profumo di pera williams succosa, accompagnata dalla mandorla matura, e da note di erbe aromatiche fresche quali salvia e menta. Corrispondenti ed eleganti le sensazioni gustative, che ti confermano un vino di buone struttura e morbidezza come si conviene ad un vero Marino Superiore, sorretto dal deciso nerbo acido e dalla sapidità tipica conferita dai terreni vulcanici sui quali le vigne vengono allevate. Un vino dalla piena corrispondenza gusto/olfattiva, di giusta intensità, equilibrato e terminante gradevolmente acidulo come il succo di pera che sentivi all’olfatto, che ti lascia un gradevole ricordo di frutta secca, mandorla su tutto. Buono subito, resterà interessante nei cinque anni a venire, servito a 12°C circa e d’estate anche meno, in calici di media ampiezza, con piatti tipici della cucina romana o più in generale con primi piatti di buona struttura e carni bianche.

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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