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Quando il Vino Chinato entra in cucina


Inchino - La GuardaErano, una volta, i “liquori di famiglia”, che ogni piccola realtà domestica faceva da se e che amava offrire alle persone, che andavano a farle visita. Rosoli in Sicilia, Vin Santi in Toscana ed in Piemonte vini chinati, così li ricordiamo. Era piacevole, a quei tempi, senza la fretta che ora ci prende, trattenersi con gli amici e sorseggiare insieme, tra un discorso e tra una confidenza e l’altra quei nettari piacevoli, che univano bontà all’unicità del “fatto con le proprie mani”.
Poi la tecnica si è fatta strada e, tra i “liquori di famiglia”, i vini chinati, nati come rimedio per affievolire il gusto amaro del chinino indispensabile per curare dalla malaria, sono assurti a vini speciali, essendo aromatizzati. A titolo di curiosità storica furono due farmacisti in Piemonte, tra i primi a metterli a punto.

Oggi, dopo un periodo di stasi, dovuto al cambiamento di gusti alimentari ed anche, credo, ahimé alle mode, questi vini stanno venendo riscoperti. Se in Piemonte, nella zona del Barolo Chinato, ci sono diversi produttori che li realizzano, su una base che sta a metà tra l’artigianale e l’industriale, soprattutto come numero di bottiglie prodotte, in Lombardia, oltre al Buttafuoco Chinato, prodotto in Oltrepò Pavese non avevo ancora assaggiato nessun vino del genere, fintanto che…

…fintanto che ho visto in uno stand di Vinitaly, al Padiglione Lombardia, spuntare un vino chinato. Produttore Cantina La Guarda di Castrezzone di Muscoline, non lontano da Salò, nella zona della Doc Garda Classico.
Cosa ci fa in terra di Groppello, di Marzemino e di Chiaretti un vino chinato?
“Semplicemente” mi risponde il produttore, Gigi Negri, “ho voluto mettere a punto qualcosa che mi piacesse e che potesse, come spero, piacere al mio pubblico. Ma anche che mi offrisse la possibilità di ringraziare chi mi ha trasmesso la passione di fare il vino, il mio papà Luigi Ho chiamato Inchino questo vino, sia per l’assonanza con -chinato- che proprio come segno di stima, verso papà”.
“Inchino” è il primo ed unico vino chinato del Garda. Viene realizzato interamente da vino in purezza di uva Groppello (quell’uva che da un vino, che, stando a chi di cuore se ne intendeva, Christian Barnard, fa particolarmente bene al nostro sistema cardiocircolatorio). A questo vino si aggiunge l’estratto dall’infusione in alcool di spezie varie, tenute rigorosamente segrete dall’amico Negri, ma tra cui c’è sicuramente la corteccia della china calissaia e la genziana, Ma le spezie sono 20, a chi assaggerà Inchino, il piacere di scoprirle…

“E come lo proponi?” chiedo. “A fine pasto è ottimo, diventa un compagno di relax e aiuta anche la digestione. Ma puoi usarlo come aperitivo con una spruzzata di seltz, Non trascurerei il classico abbinamento con il cioccolato fondente, ottimo se tra il 70 ed il 75% di cacao ed anche con i formaggi blu – gli erborinati”.

Ma ho scoperto che il vino “Inchino” trova anche spazio tra gli ingredienti di cucina, pensate che l’ho assaggiato in un menu completo che, tanto per stimolarvi l’acquolina, vi descrivo:
– rosette di prosciutto crudo con bavarese di pere all’Inchino
– robiola di pura capra ed erborinato con gelatina d’Inchino e pere
– quadretti di parmigiano bagnati nel cioccolato ed Inchino (supremi…)
– Risotto all’Inchino mantecato al Roquefort (se si amano i gusti forti)
– Filetto all’Inchino con trevisana alla griglia e polenta (passione tra dolce ed amaro)
– Torta di formaggio con cuore di confettura di ciliegie ed Inchino.

E come dulcis in fundo mi è stato offerto nei piccoli, rotondi, rilassanti cioccolatini, o meglio praline, con un cuore di Inchino (niente a che vedere con le praline a cui siete abituati, che al confronto sono come un panino del fastfood) e tartellette con amaretti e cioccolato.
Quindi, cari noi, se vogliamo sbizzarrirci il vino Inchino di possibilità ne offre.

Ed ora, anche se per iscritto rende poco, vi racconto quali sensazioni mi ha regalato: intrigante e composito il suo bouquet, in cui ho percepito, oltre alle caratteristiche varietali dell’uva groppello, le note speziate, il gusto morbido, piacevolmente dolce, lunga la persistenza. Al naso ho anche avvertito una nota medicinale, che penso sia dovuta al breve periodo di stasi in bottiglia e che prevedo attenuarsi in breve tempo. Inchino è in vendita al pubblico a ca. euro 17 in bottiglia da 0,500 l.

Per approfondimenti:
Azienda Agricola La Guarda
Via Zanardelli, 49 – 25080 Castrezzone di Muscoline
Tel. e Fax 0365.372948
www.laguarda.com
info@laguarda.com

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