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Vino Nobile di Montepulciano 2015 Gattavecchi

vigneto azienda Gattavecchi

Piazza Grande a Montepulciano è sempre più frequentata dai turisti anche per i numerosi eventi che si susseguono da tempo per festeggiare i 500 anni di vita di Palazzo Contucci, tra cui un concerto del soprano Eleonora Contucci, sorella dell’amico globetrotter Andrea. Montepulciano vale una deviazione, vale una giornata intera (anche per trovare un comodo parcheggio) e finalmente ho avuto perfino tutto il tempo necessario per un salto in via di San Donato con l’aperitivo al wine bar e bruschetteria Opificio 16 e il pranzo all’Osteria del Conte, ma soprattutto per tornare a visitare l’enoteca dentro il palazzo dei Contucci. Qui ho trovato un altro Vino Nobile di Montepulciano che cercavo da tempo, quello dei Gattavecchi, una storica azienda di Montepulciano impegnata da oltre cento anni e ben quattro generazioni nella produzione vinicola iniziata da Vincenzo ma tragicamente interrotta dai bombardamenti del 1944.
Azienda vinicola GattavecchiAlla fine degli anni ’40, suo nipote Valente riuscì finalmente a riprenderne l’attività grazie alla madre Sidonia e nel 1958, con l’acquisto della cantina Simoneschi-Baroncelli che era già appartenuta al trecentesco convento dei Padri Serviti in Via di Collazzi, proprio di fianco alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, dove finalmente poteva mettere a maturare i suoi vini in un ambiente unico, eccezionale. Quanti sacrifici e quante spese fin d’allora per portare quassù, sul monte del borgo antico di Montepulciano (coord. GPS: lat. 43.090016 N, long. 11.778822 E) i vini fin dal corpo principale dell’azienda, che è distante 15 km a sud-est, e dalle altre storiche vigne sparse in località lontane, tra cui Le Caggiole e Ascianello.
Il motivo è evidente: in queste grotte sotterranee e nelle stanze dell’antico convento i vini acquistano un pregio particolare perché possono riposare in condizioni veramente ideali per almeno due anni e anche oltre prima di raggiungere i mercati di tutto il mondo dopo la vinificazione delle uve nel moderno centro aziendale del podere Banditella, alimentato per la quasi totalità da energie rinnovabili.
GattavecchiChi arriva da Roma, Chianciano, Pienza, Montalcino, subito ai piedi del paese trova un incrocio davanti al cimitero. Venendo da Roma per Chianciano si gira a destra, mentre venendo da Pienza e Montalcino si prosegue dritto, ma soltanto per una decina di metri perché la strada si divide subito in due e si deve salire a sinistra seguendo i segnali per Centro storico, Duomo, Museo, Parcheggio numero 8, in via dei Filosofi. Chi proviene invece da Firenze e da Siena per la Strada Provinciale 17 arriva a Montepulciano percorrendo un viale lungo e diritto fino a una rotonda con semaforo sotto il piazzale della chiesa di Sant’Agnese. A questa rotonda deve girare a sinistra per seguire la direzione di Pienza, Chianciano, Autostrada per Roma, lungo il viale alberato che costeggia sulla destra i giardini pubblici e poi le possenti mura del paese. Seguendo i segnali per Centro storico, Duomo, Museo, Parcheggio numero 8, la strada prima si sdoppia in due corsie a senso unico e poi scende un po’, quindi si deve continuare fino a trovare sulla destra la ripida salita di Via dei Filosofi.
Tutti quanti devono quindi percorrere questa salita ripida e panoramica che fa un’ampia curva a destra fino a trovare sulla sinistra l’ingresso al parcheggio gratuito numero 8 e subito dopo anche una piccola terrazza con la possibilità di parcheggio anch’esso gratuito. Qui si deve girare subito a gomito a destra e in salita nella stretta Via di Collazzi che conduce alla chiesa di Santa Maria dei Servi, sul fianco della quale si trova la cantina con l’osteria e un piccolo parcheggio a destra. Quando è possibile, si può utilizzare anche questo parcheggio (gratuito) della Cantina. Ci sono altri parcheggi più avanti verso Piazza Grande, ma si pagano alle macchinette.

Luca, Daniela e Gionata

Oggi sono i fratelli Luca, Daniela e Gionata, insieme con la madre Gianna, a occuparsi direttamente di ogni fase della produzione e della conduzione aziendale e dell’accoglienza nella Cantina Storica situata nel borgo di Montepulciano, che vale la pena di visitare, con l’antica sala refettorio, la terrazza panoramica e un comodo parcheggio accanto, cosa non certo trascurabile. Ognuna delle quattro generazioni Gattavecchi ha contributo a costruire un tassello della storia del buon vino di Montepulciano con uno spirito d’innovazione e di rispetto per il territorio e per la tradizione, poiché per questa famiglia fare il vino a Montepulciano non è come farlo in un altro posto, ma è una mission, in tutte le fasi dalla terra alla bottiglia, per restituire in ogni sorso di vino i valori che hanno reso famosa questa terra nei secoli e in tutti gli angoli del mondo.
La storia, la cultura, l’arte e il modo di vivere di Montepulciano pretendono il rispetto dell’ambiente e del territorio anche nella coltivazione di ogni vite per maturarne perfettamente le uve senza farsi prendere la mano da mode passeggere in vigna e in cantina. Si avvertono la passione e la riconoscenza per il lavoro svolto dalle generazioni precedenti e per quello che si vuole lasciare ai figli e ai nipoti dopo aver ricevuto, fin dalla notte dei tempi, uno speciale microclima, particolari composizioni dei terreni e favorevoli esposizioni.
altro vigneto azienda GattavecchiIl borgo sta in cima a una montagna proprio a cavallo tra la Valdichiana e la Val d’Orcia ed è stato fondato dagli Etruschi almeno nel V secolo avanti Cristo, dato che i documenti e i reperti rinvenuti nella fortezza ne testimoniano l’esistenza già nel IV, incastonato in un paesaggio agricolo integrato da boschi di pini silvestri, lecci e castagni e fra pianori sabbiosi e arenacei ai piedi di ondulazioni argillose. Il territorio è tormentato, eterogeneo ed è rimasto per secoli quasi isolato dagli influssi delle grandi città. Il centro del borgo medievale si allunga a S ed è circondato da tre cerchie di mura costruite nel XIV secolo. La viticoltura a Montepulciano risale all’epoca degli Etruschi e della loro divinità Fufluns che è stata rappresentata su una kylix (tazza da vino) di circa 2.500 anni fa e il primo documento che la testimonia è del 789, l’anno in cui il chierico Arnipert offre per iscritto alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull’Amiata una vigna nel castello del Monte ”Policiano”. La produzione di vini eccellenti è comprovata da un documento del 1350 che stabiliva le clausole per il commercio e l’esportazione del vino di Montepulciano, citato già nel ”Dizionario storico e geografico della Toscana” dal geografo e bibliofilo erudito Emanuele Repetti. Va detto che quel vino non si chiamava però “Nobile”, anche se era già molto apprezzato e costituiva un grande richiamo di pubblico.
il paesaggio da MontepulcianoLo si trovava a tutte le Esposizioni organizzate perfino due secoli fa dal Comizio Agrario del Circondario di Montepulciano che assegnava medaglie d’oro, argento e bronzo ai vini esposti, anche quelli provenienti da fuori (come il ”Vino Rosso Scelto Brunello” dell’annata 1865 prodotto a Montalcino da Clemente Santi).
Allora (e sicuramente fino al 1931, se non oltre), il Vino Nobile di Montepulciano si chiamava ufficialmente ”Vino Rosso Scelto di Montepulciano”. È stato Adamo Fanetti a scrivere ”Nobile” sulle etichette dei suoi vini e a presentare quello dell’annata 1925 alla prima Mostra Mercato Nazionale dei Vini Tipici e Pregiati organizzata a Siena nel 1931, prodotto in circa 30 quintali e tutto imbottigliato. Nonostante il prezzo già molto alto di 2 Lire a bottiglia, aveva ottenuto un enorme successo e perfino il miglior enologo di quel tempo, Tancredi Biondi Santi di Montalcino, gli riconobbe un grande avvenire. La cantina Fanetti ne fu tanto incoraggiata che volle perciò presentare nella successiva edizione del 1933 quello che viene dai più considerato come il primo Vino Nobile di Montepulciano dell’epoca moderna, anche se allora si usavano pure i vitigni bianchi e le grandi botti di castagno.
Da quei tempi è cambiato sicuramente molto, ma se si vuole riposare un po’ durante la solita passeggiata nel centro storico fra cortei di turisti intruppati a zonzo dietro le bandierine dei capigruppo e se si vuole trovare un’oasi di pace a pochi passi basta scendere appena per un paio di viuzze popolari nel poco verde rimasto dentro il borgo per raggiungere la cantina storica, l’osteria e la sala degustazioni dei Gattavecchi a fianco della chiesa di Santa Maria dei Servi. Qui si ritrova sicuramente l’atmosfera giusta, perché ci si sente immersi nella storia di questa famiglia contadina che non si è Vigneto Gattavecchimai fatta tentare dalle mode né dalle chimere e ha saputo coniugare la tradizione all’eleganza e all’armonia di un vino ideale per pasteggiare in ottima compagnia. Ho avuto la fortuna di poter comprare l’annata che cercavo, quella 2015 che finalmente ha tratto il massimo beneficio da una stagione climaticamente molto felice, senza eccessi di precipitazioni e senza soffrire calure africane, quindi con una pienezza eccezionale di maturazione dei tannini.
È stata comunque un’annata calda e, in alcuni casi, altri produttori hanno dovuto vendemmiare prima della perfetta maturazione dei tannini. I Gattavecchi, invece, non hanno mai abbandonato la strada maestra che è tradizione di famiglia e hanno preferito bilanciare sapientemente le uve di territori fra loro molto diversi, così sono riusciti a ottenere il mantenimento della freschezza degli aromi nonostante il rovere usato per assicurare una maggiore longevità al vino. A mio modesto parere, il Vino Nobile di Montepulciano 2015 del lotto L0188 ha quelle caratteristiche di gusto che richiamano un po’ troppo l’elevazione in legno e che di solito si riscontrano in una Riserva, quindi avrebbe bisogno di un ulteriore, prolungato, affinamento in vetro, accompagnato da maggiore aerazione in tavola. Per poterlo bere con piacere in gioventù e riuscire ad apprezzarlo meglio, io lo aprirei qualche ora prima e lo scarafferei comunque in brocca a collo largo o in calici molto grandi, oppure attenderei a berlo anche il giorno dopo aver aperto la bottiglia, pur di fargli perdere quell’irruenza del legno che ancora si avverte, anche se sono convinto che si ammorbidirà comunque in qualche altro anno di affinamento. L’ideale sarebbe berlo comunque tra i 10 e i 20 anni successivi alla vendemmia.
Mi domando, però, perché debba arrovellarsi il cervello l’enoappassionato, il consumatore, per trovare in proprio una soluzione a questo problema di gioventù, quando sarebbe molto più conveniente per il produttore usare soltanto le tradizionali botti di rovere di Slavonia di media capacità, sottoposte a opportune asciature ogni 10 anni, mollando la pratica dei legni piccoli, a meno che non si voglia accarezzare maggiormente i palati d’oltreoceano (loro sì che la prediligono applicata a tutti i vini, anche se non la pretendono).
Vino Nobile di Montepulciano 2015 GattavecchiIl Vino Nobile di Montepulciano 2015 è stato prodotto con il 90% di uve prugnolo (il nome del sangiovese di Montepulciano) provenienti dai terreni a prevalenza d’argilla e sabbia fine dei diversi poderi sparsi nell’agro del comune, ingentilite da un 10% di canaiolo e colorino nero. Dopo la vendemmia e una soffice diraspo-pigiatura, la resa in vino è risultata di circa 45 hl per ettaro. La fermentazione è avvenuta a temperatura controllata con macerazione da 16 a 18 giorni e quella malolattica si è innescata spontaneamente entro il mese di dicembre. La maturazione è avvenuta per 2 anni in parte nelle tradizionali botti di rovere di Slavonia di media capacità e in parte anche in piccoli fusti di rovere francese con un ulteriore affinamento in bottiglia dopo l’assemblaggio presso la cantina per almeno 6/8 mesi. Acidità 5,1 g/l, estratto secco 30,0 g/l, tenore alcolico 14%.
Il vino è di colore rosso granato scuro che tende al rubino con sfumature granato. Attacco spigliato, fresco e con profumi delicati, ma intensi, di mammola, prugne mature e buona pelle. Seguono gli aromi di rose rosse e il fruttato maturo di piccoli frutti neri, come i mirtilli, e poi di quelli rossi, come amarene e ciliegie, quindi chiodi di garofano e cuoio. In bocca è corposo e succoso, asciutto, caldo, con tannini ancora austeri e imponenti in gioventù, ma già fini, che non soffocano la freschezza e l’acidità del fruttato, sia maturo sia in confettura, di visciole e di lamponi, con note speziate di cannella, anice stellato, liquirizia, pepe. Vino caldo e robusto, pieno, avvolgente, con un retrogusto lungo e dalla leggerissima affumicatura in cui si riconoscono le ghiande e la salvia. Migliorerà ancora in affinamento per almeno altri cinque, dieci anni. Davvero un vino ben fatto, godibilissimo poiché riesce, nel segno della tradizione, a mostrare grande equilibrio ed eleganza senza eccessi di modernismo, anzi sa farsi gustare come un vino di spessore, ma senza voler mostrare i muscoli.
Una bottiglia che consiglio a tutti di acquistare, anche per il prezzo che ho trovato contenuto e adeguato per un Nobile prodotto in quantità sufficienti, quindi ancora disponibile e non già esaurito a causa del grande flusso turistico di questa bella cittadina. Va servito a 18-20 °C in abbinamento con carni rosse grigliate, filetti e tagliate di manzo e di bue, selvaggina in salse nobili, formaggi di pecora saporiti e stagionati.

Mario Crosta

Gattavecchi
Sede in Via delle Chiane 3, 53045 Montepulciano (SI)
Tel. 0578.767224, fax. 0578.767748
Cantina Storica e Degustazioni in Via di Collazzi 74, loc. Santa Maria, 53045 Montepulciano (SI)
Tel. 0578.757110, fax 0578.758644
sito www.gattavecchi.it
e-mail info@gattavecchi.it e degustazioni@gattavecchi.it

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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