Cantina Tollo: Hedòs Bianco e Rosé, Pecorino Peco Terre d’Abruzzo. Il racconto continua

Dopo aver dedicato un lungo approfondimento a Cantina Tollo circa due anni fa, continuiamo il nostro racconto mediante altre tre etichette prodotte dalla storica cooperativa vitivinicola abruzzese, facenti parte della linea denominata Iconic e dell’IGP Terre d’Abruzzo. Situata nel cuore del comune che le dà il nome in provincia di Chieti, ad una manciata di chilometri dal Mare Adriatico, è bene sapere che la storia dell’azienda inizia sessantacinque anni fa. Nel tempo è diventata un vero e proprio punto di riferimento per il territorio circostante, sia dal punto di vista economico che sociale. Importantissima fonte di reddito per la popolazione locale, nel corso dei decenni le genti del luogo hanno potuto così mantenere salde le proprie origini, piantate nel terreno come le radici della vite. In particolar modo i giovani non hanno dovuto obbligatoriamente spostarsi altrove per cercare migliori opportunità. Ai giorni nostri Cantina Tollo è una delle realtà più importanti del panorama vitivinicolo italiano. Al timone troviamo l’attuale Presidente Gianluca Orsini. Conta 625 soci per 2500 ettari coltivati a maggioranza con le varietà autoctone abruzzesi come montepulciano, trebbiano, pecorino, passerina, maiolica e cococciola. La produzione annua è di 17 milioni di bottiglie.
Veniamo ai tre vini, tutti relativi all’annata 2024, la stessa che in Abruzzo ha registrato una qualità delle uve eccellente, anche se al di sotto delle aspettative in termini quantitativi.

Terre d’Abruzzo Hedòs Bianco e Hedòs Rosé 2024
Hedòs, per Cantina Tollo, è un omaggio al puro piacere dei sensi e rappresenta l’anima di un territorio devoto al duro lavoro che confluisce però nel piacere delle semplici cose. Nel celebre carpe diem di Orazio, che invita a gustarsi il momento apprezzando ciò che si ha. Il primo dei due vini viene prodotto mediante l’impiego di uve autoctone a bacca bianca pecorino e cococciola – vendemmiate tra fine agosto e metà settembre – subisce una macerazione a freddo delle uve, pressatura soffice, illimpidimento del mosto e fermentazione a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox. Tinge il calice mediante un bel paglierino chiaro, media consistenza. Al naso avverto un profluvio di sentori agrumati che vanno dal cedro al mandarino, ma anche pesca nettarina, lieve bosso e accenni balsamici/iodati. Sorso ben bilanciato tra tensione acida e sapidità in un crescendo di corrispondenza agrumata che invoglia la beva. Apprezzo molto la digeribilità di questo vino e la totale assenza di alcol percepito. L’ho abbinato ad un buon salmone in crosta.

L’Hedòs Rosé, prodotto prevalentemente con uve montepulciano e altre cultivar a bacca rossa – vendemmiate durante la seconda metà di settembre – subisce la stessa vinificazione del precedente. Questa volta osservando il calice ritrovo una tinta rosa salmone chiara e vivace; estratto medio. Apprezzo la freschezza dei suoi profumi, ed il ricordo di pesca noce, scorza d’arancia rossa e pepe rosa non fanno altro che aprire la strada a tutto un corredo floreale fresco e spigliato. Anche un lieve sentore metallico in chiusura stimola la mia curiosità. Ritrovo un vino dotato di un buon centro bocca, idem l’allungo in termini di progressione, freschezza, ed una chiara nota salina – in chiusura – lo rende adatto a svariati abbinamenti con piatti a base di pesce anche in guazzetto.

Terre d’Abruzzo Pecorino Peco 2024
Il pecorino è già citato nel XVI secolo come vigne de pecurino, la cui coltivazione però si ridusse a piccole aree, fino a scomparire quasi del tutto nel XX secolo. Negli anni Novanta assistiamo ad una lenta e sorprendente riscoperta, epoca in cui furono trovati addirittura antichi vigneti sopravvissuti alla fillossera. Cantina Tollo tiene particolarmente alla suddetta cultivar, e mediante il Pecorino Peco Terre d’Abruzzo intende offrire al consumatore un saggio delle potenzialità intrinseche del vitigno unite al sapere dell’azienda. Le uve, vendemmiate tra fine agosto e inizio di settembre, vengono allevate tutte in provincia di Chieti. In cantina si parte da una pigiadiraspatura, criomacerazione e pressatura soffice, si prosegue mediante la fermentazione a temperatura controllata; l’affinamento sui lieviti avviene in serbatoio di acciaio inox.
Giallo paglierino tenue con lievi riflessi verdolini, estratto considerevole. Timbro olfattivo sobrio, in levare, i sentori vanno ricercati pian piano e affiorano progressivamente: pietra focaia, smalto, gelsomino, susina gialla matura ed erbe aromatiche quali timo limone e santoreggia. L’attacco al palato è morbido, sinuoso, pur tuttavia sapientemente attraversato da lampi di acidità agrumata, i quali stuzzicano i recettori del gusto; fa salivare moltissimo anche grazie ad una sapidità che mostra il potenziale dei terreni da cui deriva. Un Pecorino che a mio avviso ha una lunga strada da percorrere davanti a sé. L’ho apprezzato particolarmente accanto ad un piatto di mezze maniche con gamberoni, peperoncino fresco e puntarelle.
Andrea Li Calzi




