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Moulis-en-Médoc 2012 Château Poujeaux

Moulis-en-Médoc 2012 Château Poujeaux

La tenuta si trova nel territorio del paesino di Moulis, tra Margaux e St.Julien in Médoc, ma ha diritto a una propria AOC da tempo immemorabile: Moulis-en-Médoc. Nota nel XVI secolo come La Salle de Pojeaux, produceva già vino con Gaston de L’Isle, l’allora proprietario del famoso Château Latour. Nei secoli successivi è passata di mano in mano a diversi proprietari, tra cui il marchese François- Étienne de Brassier, e dopo la rivoluzione è stata la famiglia Castaing a condurla alla gloria fino al 1880, quando tre fratelli cominciarono a litigare per l’eredità, se la divisero e poi sparirono uno alla volta nel dimenticatoio. Per la sua rinascita e riunificazione bisogna ringraziare François Theil che nel 1921 comprò la prima parte (ottenendo nel 1932 la classificazione cru bourgeois) e suo figlio Jean che nel 1957 completò l’opera acquistando l’ultima. Quando Jean morì nel 1981 lasciò l’azienda in uno stato fiorente ai suoi sette figli, che non litigarono ma fondarono la società per azioni Jean Theil diretta degnamente da Philippe, Jean-Pierre e François. Anch’essi da allora vi hanno profuso grandi sforzi, ingrandendo la tenuta, rinnovando gli edifici, modernizzando gli impianti, introducendo la regola di cambiare ogni anno la metà delle botti acquistandone di nuove, ma soprattutto stabilendo un’accurata selezione delle uve e un severo controllo di qualità, dalla vinificazione all’imbottigliamento. Nel 2003 hanno ottenuto la classificazione di cru bourgeois exceptionnel per questo Château che dal 2008 è diventato di proprietà di Philippe Cuvelier e di suo figlio Matthieu, allora già proprietari a Saint-Emilion di Château Clos Fourtet (1er Grand Cru Classé) e dal 2013 anche proprietari di Château Les Grandes Murailles (Grand Cru Classé) e di Cote de Baleau (Grand Cru).
Oggi Château Poujeaux comprende circa 70 ettari in cui si coltivano le uve sulle graves quaternarie secondo i dettami dell’agricoltura sostenibile: cabernet sauvignon al 50%, merlot al 40%, petit verdot e cabernet franc ciascuno al 5%. Si producono da 400 a 500mila bottiglie di 3 etichette aziendali prodotte sotto le cure dell’équipe aziendale composta dal direttore Christophe Labenne, dell’agrotecnico Stéphane Dubrulle, del maestro di cantina Daniel Bercion con la consulenza dell’enologo Stéphane Derenoncourt.
Le viti di questo vino hanno un’età media di circa 35 anni e sono allevate con una densità di 10.000 piante per ettaro e le uve sono state raccolte dal 2 al 20 di ottobre 2012. I grappoli sono stati accuratamente selezionati e raccolti a mano e solo i migliori di ogni biotipo sono stati destinati alla produzione di questo vino. La vinificazione è durata circa un mese ed è stata seguita da una maturazione di dodici mesi in barriques (30% nuove) con una resa di 49 ettolitri per ettaro.
Vino classico, tipico, dal colore rubino intenso, profondo. All’attacco una grande concentrazione di aromi di piccoli frutti neri e rossi e un pizzico di liquirizia. Il bouquet si arricchisce di aromi di ribes nero, more, prugne, fragole e sfumature di cedro e sandalo. Carnoso, muscolare, ma con una bella stoffa setosa, mai aggressivo nemmeno da giovane, con dei tannini ben ammaestrati. Straordinariamente pronto subito alla beva, anche se a seconda delle annate può differenziarsi molto nei primi anni e somigliare una volta a un Margaux e un’altra a un Côte du Rhône. Vale perciò la pena degustarlo un po’ più affinato in bottiglia e con un po’ di fortuna perfino in tarda età, perché non perde mai la sua freschezza e guadagna in raffinatezza.
Da giovane predilige le carni bianche arrostite e le carni rosse stufate, un po’ più maturo è perfetto con selvaggina di pelo e di piuma in salse nobili, ma un bel brasato ai funghi porcini lo nobiliterebbe ugualmente. Lo consiglierei comunque più da meditazione o, se posso usare il termine, da alcova. Credo infatti che, dato il prezzo relativamente contenuto rispetto ai più famosi gioielli enologici delle zone limitrofe, li farebbe impallidire quasi tutti per questa sua accessibilità che non è certo una cosa da poco, visto il notevole potenziale di longevità. Consiglierei di servirlo in calici ampi a una temperatura da 18 a 20 °C.

Mario Crosta

Tipologia: AOC Moulis-en-Médoc
Vitigni: 48% cabernet sauvignon, 43% merlot, 6% petit verdot, 3% cabernet franc
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore:
POUJEAUX
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 30 a 40 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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