Egri Bikavér Superior 2013 Simon Pincészet és szőlőbirtok Eger

L’azienda vitivinicola ungherese SIMON Pincészet és szőlőbirtok di Eger è sempre stata fin dal 1992 il punto di riferimento più importante dei produttori impegnati nella rinascita dell’Egri Bikavér. Quando si va a scoprire il territorio del grande vigneto che si estende fuori dalla città fino al monte Eged, il paesaggio appare boscoso e vitato fra dolci pendenze. Tranne che in un solo punto: quello dove fin da lontano si possono notare delle ripide terrazze, le uniche del posto. E quelle sono proprio le vigne di József Simon. Nella mia prima visita del 2003, l’allora presidente dell’Istituto della Vite e del Vino di Eger, l’amico Lajos Gál, riferendosi alla longevità dei vari Egri Bikavér di allora raccomandava di non superare i 5 o 6 anni dalla vendemmia tranne che in un caso che emergeva con evidenza assoluta e poteva sfidare qualche lustro ancora: quello di ”don” Simon.
La vitivinicoltura di Eger aveva scelto proprio il suo vino come bandiera per la sua epica rinascita. Sono state rifatte vigne e cantine, si sono smontati e rimontati i disciplinari con l’occhio alla qualità e da allora sono passati soltanto dei lustri ma sembra che siano passati dei secoli e ci si è perfino dimenticati di quell’orda di tartari che aveva ridotto a uno straccio l’enologia di Eger lasciando solo puzze di vodka, caffè bruciato e fumo di sigaretta.
József aveva lavorato nell’enorme complesso vinicolo Egri Csillagok fino al 1992 e si è meritato questo simpatico nomignolo perché è un personaggio eccezionale in tutti i sensi. Le visite da lui sono lunghe, ma indimenticabili, specie se si ha anche la fortuna di farle in sua presenza perché è un tipo simpatico, gioviale, interessante. Se ci si aspetta di parlare soltanto di vino ci si troverà invece quasi subito interessati a una marea di altri temi, divagazioni, discussioni… sull’arte, sulla poesia o sul prosciutto del maiale di razza mangalitza, magari gustando anche una bella fetta di pane integrale spalmato di strutto di montone! A qualcuno poi József Simon avrà versato il vino abbastanza lentamente lungo i bordi del calice per potergli chiedere di fare un bel brindisi a Bacco invece di limitarsi alla degustazione, a qualcun’altra avrà cantato delle melodie ungheresi durante gli assaggi, ad altri ancora avrà descritto in modo metaforicamente tanto ”osé” certi gusti del vino… da far abbassare con il suo anche gli sguardi di molti presenti! Del resto, se avrete la fortuna di partecipare alla cerimonia della cucina nella sua personale edizione speciale, ve ne accorgerete da soli…
I vini di Simon sono in tutto e per tutto dei frutti della terra. Sono ben 24 ettari (tra i migliori cru: Sikhegy, Janó, Marika, Afrika) più altri 30 in affitto. Conduce saggiamente le sua vigne e nella sua cantina si nota una vera classe artigianale, anche senza orpelli o dispositivi ultramoderni, che fa emergere con precisione la strategia della produzione così com’è stata progettata nella sua mente. József fa di tutto per attenersi ai metodi naturali, non interferire troppo, mantenere un rapporto familiare con la terra, trattenere l’impeto e le tentazioni che porta con sé la tecnologia. Lo si vede nei suoi vini austeri, a volte selvatici, certe volte difficili da comprendere in modo univoco, ma sono longevi e invecchiano bene, perdendo per strada gli eccessi di alcool e i sovraccarichi di struttura.
L’Egri Bikavér Superior 2013 si presenta ottimamente già all’attacco, tutto lampone, more e peperone, molto pulito e succoso. Ci si potrebbe anche azzardare ad affermarne una certa eco bordolese. Il bouquet è attraente, pulito, carico di fruttato dalla struttura scura. In bocca emergono l’amarena matura, l’ibisco, il sambuco nero e i vinaccioli su un bel fondo tostato, carnoso, con sfumature speziate e fumé. Nei tannini c’è equilibrio e levigatezza. Nel finale si sente la terra pulita, la sapidità e una leggera piccantezza. Un vino da bevitori incalliti, ma di razza.
Lo suggerisco con le ricette ungheresi dell’Őkőruszáli Leves (zuppa di coda bovina), con la Pacalpörkölt (trippa stufata) e il Báránypaprikás (agnello alla paprika) che sono piccanti, sì, ma di buon gusto, potente e armonioso. Lo vedo bene con stracotti di carni rosse, spezzatini di vitello, maiale in agrodolce, oca in porchetta, salsicce con fagioli all’uccelletto e la cucina campagnola di terra.
Mario Crosta
Tipologia: DHC Egri Bikavér Superior
Vitigni: cabernet franc, cabernet sauvignon, kékfrankos, merlot, syrah
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: SIMON PINCZESET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro




