Le DOC delle Marche: Rosso Conero

❂ Rosso Conero D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 21/7/1968 – G.U. n.210 del 22/8/1967; ultima modifica D.M. 8/12/2022 – G.U. n.91 del 19/4/2022)
► zona di produzione
● in provincia di Ancona: comprende l’intero territorio comunale di Ancona, Camerano, Numana, Offagna, Sirolo e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo;
► base ampelografica
● rosso: min. 85% Montepulciano; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Marche max. 15%;
► norme per la viticoltura
● è consentita l’irrigazione di soccorso;
● le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati, comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva e del vino;
● la resa massima di uva ammessa per la produzione del vino “Rosso Conero” non deve essere superiore a 13 t/Ha in coltura specializzata;
● le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a denominazione di origine controllata “Rosso Conero” un titolo alcolometrico naturale minimo di 11,50% vol.;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione e nelle località denominate “Barcaglione” e “Guastuglia” del comune di Falconara Marittima;
● è ammessa la dolcificazione secondo le norme comunitarie e nazionali;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● sulle bottiglie e altri recipienti contenenti il vino “Rosso Conero” deve figurare l’annata di produzione delle uve;
● sono ammessi tutti i sistemi di chiusura consentiti dalle normative comunitarie e nazionali. Per il confezionamento del vino Rosso Conero, possono essere usati anche contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro materiale rigido non inferiore alla capacità minima prevista dalla normativa nazionale e dell’Unione europea;
► legame con l’ambiente
● A) Informazioni sulla zona geografica
◉ Fattori naturali rilevanti per il legame
Il riferimento geografico è il promontorio del monte Conero che si erge sul mare Adriatico e le colline che discendono dallo stesso verso l’entroterra. Interessa i Comuni di: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo, Osimo, Offagna Castelfidardo ricadenti nella Provincia di Ancona.
Il territorio, delimitato per la produzione del vino Rosso Conero, è un lembo di terra che si inoltra nel mare a Est e ad Ovest seguono le colline retrostanti il rilievo montuoso del Conero caratterizzate da una morfologia dolce ed omogenea, ove insistono i vigneti formati da vitigni, anche non autoctoni ma che hanno eletto questa parte delle colline del Monte Conero come habitat degli stessi grazie alla formazione di clima temperato e ai terreni che nelle diverse geopedologie contribuiscono ad esaltare le potenzialità dei vitigni stessi che dimostrano di esser parte della viticoltura del territorio.
Geologicamente i due territori sono costituiti da rocce calcaree e cretacee quali strutture geologiche specifiche della parte orientale dell’Appennino marchigiano.
La peculiarità geologica del territorio è rappresentata dal fatto che tali terreni riaffiorano lungo la linea di costa dopo che una fascia intermedia di terreni argillosi e sabbiosi determina il paesaggio pedologico ed agrario delle Marche.
L’orografia del territorio presenta un paesaggio collinare con rilievi dolci ed altezze medie intorno ai m. 200 s.l.m. modellato dall’azione delle acque superficiali con affioramenti pelitico-arenacei e marnosi di età mio-pliocenica.
Il clima è mediterraneo con umidità estiva limitata.
Le temperature medie mensili hanno minimi in gennaio e massimi in luglio-agosto con valori rispettivi di 1-2-C° e 26-28 C°.
I mesi più piovosi per la parte collinare del territorio sono settembre-ottobre. La piovosità media annua è di 775 mm.
L’altimetria dell’area investita a vigneto dà una percentuale del 70% tra m. 20 e m. 140 s.l.m. con una presenza dell’1% a m. 550 s.l.m.
La pendenza dei terreni dà una percentuale media tra il 2 e il 25% per circa l’80% della superficie vitata.
L’esposizione dominante dei terreni è Sud-Ovest per l’80%, la più adatta per la coltura viticola di quel luogo.
L’esposizione a Est per ovvi motivi geografici è trascurabile.
◉ Fattori umani rilevanti per il legame
L’area anconetana è stata influenzata dai Dori e dalla civiltà dorica, in quanto fondarono la Città di Ancona. E proprio i coloni greci 10 secoli a.C. hanno lasciato tracce sicure di viticoltura e di vinificazione. Altrettanto si può dire per gli Etruschi ai quali si possono attribuire le prime nozioni tecniche di coltivazione della vite e di elaborazione enologica, che si diffusero anche nel territorio marchigiano dov’erano installati i Piceni.
Che i Piceni conoscessero l’uva e il vino è dimostrato dal ritrovamento archeologico di circa duecento vinaccioli di vitis vinifera in una tomba in quel di Matelica del VII sec. a.C.
L’influenza di Roma consentì a Plinio di descrivere un centinaio di varietà di viti coltivate nell’area Picena al suo tempo e di dire «sul mare Adriatico si può citare, fra gli altri, il vino “Pretoriano” prodotto nella zona di Ancona». E, ancora, Apicio Marco Gavio, personaggio romano di arte culinaria, ricorda un vino «anconetanum», rosso e piuttosto corposo.
La presenza nel territorio di numerose aziende agricole con una lunga tradizione vitivinicola e le residenze storiche costruite negli scorsi secoli destinando il piano terra alla trasformazione vinicola hanno permesso la produzione di vini rossi che hanno affrontato il mercato con notevoli successi anche nelle competizioni di alto livello.
Produttori illuminati e cantine, anche di interesse architettonico, diedero avvio alla denominazione di origine con il rinnovo e l’espansione dei vigneti negli anni ’60 confermando al vitigno Montepulciano la massima espressione del legame tra uve, vino e territorio e che qui esalta le sue migliori caratteristiche.
La base ampelografica è riassunta nel vitigno Montepulciano (min. 85%) in quanto è adatto all’invecchiamento e migliora gli uvaggi con altri vitigni consentendo di ottenere profumi che ricordano il gusto «bordolese» richiesto dal mercato.
Vitigno italico a bacca nera, un tempo confuso con Sangiovese grosso e Brunello, presenta una sua identità.
Predilige ambienti caldo asciutti ed esposizioni soleggiate, come offre il territorio delimitato, per garantire una buona e regolare maturazione dell’uva. Viene allevato con forme in parete e si adatta alla potatura corta.
Inoltre, germoglia tardivamente e ciò consente ad esso di sfuggire ai danni che le gelate primaverili possono arrecare alla vite. È anche una varietà poco soggetta alla muffa grigia.
L’insieme delle caratteristiche varietali e le condizioni pedoclimatiche consentono a quest’area vitata, protetta dai venti freddi provenienti da Nord e dallo stesso Conero, m. 572 s.l.m., di produrre uve sane, mature e di alto contenuto zuccherino.
● B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Persistenza aromatica e grande fruttato al palato sono le principali caratteristiche del vino Rosso Conero. Il colore è rubino intenso dalle sfumature violacee in età giovane e passa a toni più maturi, granati e aranciati con il passare dell’affinamento, che può protrarsi anche oltre i dieci anni. La pungente tannicità che si avverte se consumato entro il primo anno si sposta a una piacevole morbidezza con il passare del tempo. Strutturato e corposo, il Rosso Conero si fa notare per la sua iniziale vinosità che volge alla frutta, quasi confettura, con il trascorrere degli anni. Secco, asciutto e complesso, ha una grande sensazione pseudo-calorica dovuta alla bassa resa per ettaro delle uve, alla conformazione del terreno unita e all’esclusivo microclima presente nel promontorio del Conero.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
La particolare geologia del territorio e la lontana origine della storia vitivinicola dell’area anconetana hanno permesso che la vigna fosse estesa in questi sette comuni fin dai tempi remoti ed il vino rosso prodotto fosse conosciuto di qualità superiore.
Nelle basse pendici bianche (calcaree) ed assolate del monte e, verso terra, a riparo dai venti marini, per ampie distese, la vite trova le più favorevoli condizioni per produrre uve zuccherine e profumate del vitigno Montepulciano.

