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Gnocchi marinari con Rosato IGT Marche

Gnocchi marinari

Gli gnocchi sono un cibo antichissimo, preparato con farine differenti: farina di frumento, di riso, di semola, con patate, pane secco, tuberi o verdure varie. Sono una preparazione di cucina estremamente diffusa in molti paesi del mondo e presentano differenze notevoli da un tipo all’altro sia per forma che per ingredienti. Per semplificare si possono definire come piccoli pezzi d’impasto, solitamente di forma tondeggiante, che vengono bolliti in acqua o in brodo e quindi conditi con varie salse. Quelli più diffusi in Italia oggi sono preparati con le patate, ma sono molto diffusi anche quelli preparati con un semplice impasto di acqua e farina. Quelli preparati con il semolino vengono soprannominati alla romana. Altri ancora utilizzano la farina di mais. Inoltre vengono usati svariati altri ingredienti in base alla tradizione locale o regionale. Sono serviti come primo piatto, com’è tradizione in quasi tutta Italia. Quelli di farina e patate hanno origine in Campania e fin dai tempi molto antichi rappresentano una delle numerose prime portate dei giorni di festa.

Gnocchi marinari

In questa ricetta si utilizzano gnocchi di patate, quelli che sono molto più facili da preparare anche da chi ha poca dimestichezza con gli impasti. Comunque in commercio se ne trovano anche di già pronti di discreta qualità per chi non volesse cimentarsi a farli in proprio.

Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi:

  • 1 kg di patate a pasta gialla
  • 250 g di farina tipo zero
  • 100 g di farina di semola rimacinata (per la spianatoia)
  • 1 uovo intero
  • Un pizzico di sale fino
  • Una grattata di noce moscata

Per il condimento:

  • Un filetto di rombo da 200 gr circa
  • 1/2 kg di cozze
  • 200 g di cimette di broccolo romano
  • 60 g di pomodorini datterini secchi
  • 40 g di olive taggiasche snocciolate
  • 1 foglia di alloro
  • Un rametto di timo
  • 2 spicchi di aglio in camicia
  • 4/5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale fino quanto basta
  • Pepe macinato fresco a piacere
  • Un pizzico di peperoncino a gradimento

Preparazione
Far lessare le patate con la buccia, scolarle e farle intiepidire quanto basta per poterle pelare. Schiacciarle con uno schiacciapatate e lasciarle raffreddare sulla spianatoia. Aggiungere un pizzico di sale e una grattata generosa di noce moscata.
Rompere al centro un uovo, sbatterlo leggermente, iniziare ad aggiungere la farina poco alla volta e impastare a mano più volte per amalgamare bene l’impasto fino a ottenere una palla morbida.

Gnocchi marinari

Staccare con una spatola un pezzo di pasta e ricavare dei rotolini spessi un dito. Tagliarli a tocchetti con la spatola e dare a ognuno una ditata con l’indice per creare un piccolo incavo. Spolverarli con la farina di semola e allargarli sulla spianatoia. Procedere in questo modo fino a esaurimento dell’impasto.
Passare alla preparazione del condimento. Lavare accuratamente le cozze e farle aprire con un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e uno spicchio di aglio in camicia, a fuoco vivace, coperte. Appena saranno maneggiabili, sgusciarle e filtrarne il liquido di cottura che va messo da parte in una tazza.
Lessare leggermente le cimette di broccolo con una foglia di alloro, scolarle, raffreddarle in acqua ghiacciata e di nuovo scolarle. Privare il filetto di rombo della pelle e tagliarlo a tocchetti.
In una padella a bordi alti, a freddo, mettere il restante olio extravergine di oliva, l’altro spicchio di aglio in camicia, il rametto di timo, la foglia d’alloro e il rombo. Rosolare leggermente il filetto di rombo e poi aggiungere in sequenza le cozze con un po’ del loro liquido di cottura filtrato, i pomodorini, le olive e le cimette di broccolo. Salare, pepare e, se gradito, aggiungere un pizzico di peperoncino.
Mettere al fuoco una capace pentola di acqua salata e quando bolle calare un po’ per volta gli gnocchi. Quando verranno tutti a galla saranno cotti, quindi scolateli con una ramina e aggiungeteli di volta in volta al condimento che sarà posto sul gas acceso nella sua padella dai bordi alti a cui però sarebbe meglio togliere la foglia d’alloro e il rametto di timo.
Quando tutti gli gnocchi saranno nella padella alzare il fuoco e far saltare il tutto rimescolando con un cucchiaio di legno in modo che gli gnocchi prendano sapore e si condiscano a puntino. Spegnere il fuoco e servirli caldi nei piatti.

Ornella Bezzegato


vigneti Marotti Campi

Il vino Regina d’Inverno Rosato 2020 Marotti Campi
Pomodorini secchi, olive taggiasche e una vena piccante rendono questo piatto di pesce succulento con un bel rosato di moderna fattura e dai profumi piuttosto delicati, ma con una struttura notevole, non un rosso scarico come il cerasuolo e nemmeno con quel carattere estivo che si trova spesso al mare, ma un vino fine, di razza e con un bell’abito da sera. Lo vinificano Giovanni e Francesca con il loro figlio Lorenzo Marotti Campi a Morro d’Alba nella zona dei Castelli di Jesi, un susseguirsi di borghi medievali e rinascimentali circondati da antiche cinta murarie che sorgono sulle colline attorno a una delle vallate più belle delle Marche.
Dei 120 ettari di proprietà ne hanno attualmente vitati 56 con giacitura collinare, intorno ai 180 metri sul livello del mare su terreni di medio impasto con buona presenza di argilla. I vigneti sono suddivisi divisi in tre appezzamenti principali nei pressi della Villa padronale e godono di diverse esposizioni collinari, da Sud a Nord, da Est a Ovest, dove coltivano uve di lacrima a bacca nera e di verdicchio con impianti che hanno dai 35 ai 10 anni e con sistema di allevamento prevalentemente a Guyot su terreni ben ventilati con suoli di natura argillosa, ricchi di minerali. Per ottenere il meglio dai vitini applicano la massima cura in tutte le fasi produttive, non usano l’acqua per l’irrigazione di soccorso, limitano i trattamenti allo stretto necessario per garantire un equilibrio tra la pianta e il terreno e acquistano solo prodotti a basso dosaggio e a basso impatto ambientale.

vigneti Marotti Campi

Nel 1999 hanno impiantato anche pochi ettari di altre varietà tra le quali montepulciano, petit verdot e cabernet sauvignon e costruito una moderna cantina con un lay-out funzionale a tutte le operazioni di vinificazione delle uve esclusivamente di proprietà, di affinamento dei vini e per la massima igiene degli ambienti, dove per i bianchi adottano ormai da anni procedimenti di iper-riduzione che limitano il contatto del frutto e dei mosti con l’ossigeno, utilizzano il ghiaccio secco in vigna durante la raccolta in cassette e all’arrivo in cantina usano un impianto di azoto per abbattere la temperatura dei grappoli ed evitare fenomeni fermentativi. Sotto la cantina, scavata in profondità nel suolo per favorire temperature costanti, ci sono le barriques di rovere francese nelle quali matura una piccola parte dei vini.
La capienza è di circa 8.000 ettolitri suddivisi in vasche d’acciaio da 100, 75, 50 e 25 ettolitri, tutte termocondizionate per l’ottimale gestione delle temperature in fase di fermentazione e per poter vinificare separatamente le uve provenienti dalle diverse particelle e con diverse caratteristiche. Si utilizzano presse pneumatiche per una pressatura soffice al fine di ostacolare i danni alle parti dure degli acini ed evitare il rilascio di sostanze vegetali non desiderate. In un piano superiore vengono stoccate le bottiglie in maniera ottimale, sempre al riparo dagli sbalzi di temperatura grazie al controllo e alla regolazione delle temperature e nel 2010 sono stati installati sul tetto dei pannelli solari a copertura totale del fabbisogno energetico.
Fanno anche un rosato piuttosto sbarazzino con le loro uve di lacrima a bacca nera coltivate a Morro d’Alba, ma hanno sempre ricercato qualcosa di più importante e lo hanno trovato con questo Rosato Igp Marche ”Regina d’Inverno”. La prima annata aveva anche fatto botte, ma non l’avevano mai messa in commercio perché non la trovavano convincente, mentre la seconda ha evitato il passaggio in legno, forse superfluo, anche se una botte l’hanno messa da parte per sperimentare. L’annata 2020 è stata vinificato perciò soltanto in acciaio inox (anche se le retroetichette erano già state stampate con un ”parzialmente maturato in botte”), nello stesso stile con cui volevano chiamarlo… una bella rosa invernale bianca com’è la Winter Queen, appunto regina d’inverno.
Proviene da uve rosse 50% montepulciano e 50% petit verdot esclusivamente di proprietà. Il mosto è stato separato quasi subito dalle bucce ed è stato vinificato solo in acciaio. Oltre 6 g/l di acidità totale e 0 g/l di residuo zuccherino naturale. Tenore alcolico del 13%.
Di un bel colore cipria  riflessi di corallo rosa, attacca con i profumi di fiori di ciliegio, pesco, cedronella e petali di rosa gialla e rosa. In bocca è gustoso, sa di fragolina di bosco, mandarino, corbezzolo, visciola, scorza d’arancia. Un vino molto delicato e gradevole ai sensi come una camicetta di seta, eppure con uno stile di gran classe. Il finale è morbido, lungo, sapido, c’è un accenno di muschio, un tocco di cipria e un ricordo di confetto da sposa. Consiglierei di servirlo freddo, ma non molto, tra 12 e 14 °C d’inverno e un paio di meno d’estate.

Regina d'Inverno Rosato 2020 Marotti Campi

A proposito di estate, vi suggerisco ancora di fare le vacanze anche in uno dei due agriturismi della famiglia Marotti Campi sulle dolci alture incorniciate dai monti e dal mare della località Sant’Amico di Morro d’Alba. Lassù, dove l’aria frizza per le brezze marine e rinfresca per qualche soffio di tramontana, c’è un ambiente immerso nella quiete dei vigneti coltivati a basso impatto ambientale ben curato con grande amore per la terra che offre ai visitatori la possibilità di godere appieno di questa campagna ancora intatta. Morro d’Alba, a soli 5 chilometri, vanta una posizione strategica ancora incontaminata dai flussi turistici, ma ben rifornita di negozi per ogni necessità. I due agriturismi sono davvero delle ottime basi di ristoro e riposo per fare il turista nelle Marche dedicandosi a tutte le attrattive più interessanti fra arte e storia, mare e monti, shopping e specialità enogastronomiche che sono sparse per questo territorio.
Il primo, Vigna Sant’Amico Country House nasce da un’antica casa colonica rinnovata nel 2006 mantenendo il carattere rustico ma affascinante dei suoi ambienti (travi a vista, mobili antichi marchigiani e colori vivaci) con ognuno dei 9 appartamenti che può godere di una pergola o di un gazebo privato dove trascorrere ore piacevoli immersi tra vigneti e campi colorati, quando non si vuole approfittare della piscina in giardino per prendere il sole e rinfrescarsi, oppure del campo da tennis. Il secondo, La Torre che un tempo era un antico serbatoio che forniva acqua al territorio circostante, adesso è stata trasformata in un’originale e confortevole abitazione disposta su 4 piani e scala a chiocciola all’interno della villa padronale che offre agli ospiti la possibilità di godere di una vista mozzafiato e all’esterno una comoda pergola con tavoli e sedie e barbecue.
Nelle strutture non mancano wi-fi, riscaldamento e aria condizionata. Stanno a una quindicina di chilometri dall’aeroporto di Ancona e anche dalla stazione ferroviaria di Jesi e di Senigallia e a 10 minuti di auto dal mare e si può goderne da marzo a ottobre.

Mario Crosta

Marotti Campi
Località Sant’Amico 14, 60030 Morro d’Alba (AN)
coord. GPS: lat. 43.618154 N, long. 13.228753 E
tel. 0731.618027, fax 0731.618846
sito www.marotticampi.it, e-mail wine@marotticampi.net

Ornella Bezzegato e Mario Crosta

ORNELLA BEZZEGATO - Ha iniziato la carriera lavorativa come segretaria di direzione, che ai suoi tempi si usava molto ed era proprio quello che desiderava fare! Con il passare degli anni le sue competenze si sono arricchite (le segretarie venivano pian piano sostituite dal pc...) e così è passata dall’industria alla moda per poi approdare alla finanza. Ha lavorato infatti vent’anni nella sede milanese di una banca d’affari internazionale dove si è occupata di societario e personale. E poi finalmente è arrivata la pensione, così ora può coltivare le sue passioni: il giardinaggio, la cucina e tutto ciò che arricchisce lo spirito. Con grande soddisfazione del marito Fabio (il buongustaio), degli ospiti, dei gatti, degli scoiattoli e dei ricci. MARIO CROSTA - Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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