Spaccio Mortadella Jazz, a Conversano: calici, prelibatezze, spensieratezza e tempo

Salumeria moderna, vineria con assaggi, panini da passeggio, fra le tante definizioni possibili vince “spaccio” perché vendono bontà: dalla Puglia, un’insegna per gli amanti del beato sostare.
Conversano è nelle Murge pugliesi, a circa trenta chilometri da Bari: sta di casa lì la felicità infusa da Spaccio Mortadella Jazz. Dopo un giro di perlustrazione del centro storico, scoviamo un’insegna che dice “Champagne, formaggi, panini da passeggio, salumi”, ci piace, entriamo ed iniziamo a perdere la cognizione del tempo. Ci accoglie Cinzia Siciliani, commercialista, oggi oste accogliente. Ci spiega che lì da loro tutto è semplice, mangi il Capocollo del vicino Salumificio Santoro, servito direttamente nella carta della salumeria e scegli il vino. Ti accomodi ed inizi a guardarti intorno. Musica anni ‘60 in sottofondo, luci calde, gente che entra a fare spese e che poi si intrattiene con un calice e che, come noi, inizia a perdere il senso del tempo.

C’è del gourmet da Spaccio, un gourmet intrinseco che deriva dalla scelta di costruire un luogo fluido, lasciando che il lusso sia tutto nella qualità senza orpelli e, soprattutto, nell’invito tacito a fermarsi. A prendersi del tempo. Scopriamo che dietro le quinte c’è anche lo zampino di Brainpull e di Antonello Magistà del ristorante Pashà, stella Michelin dal 2013, a Conversano. Cinzia racconta la loro amicizia e la necessità, pensando a Spaccio, di fare la quadra tra sogno e realtà. Indoviniamo la Puglia come espediente narrativo e mai come argomento dovuto. Quindi sì, restiamo e ci godiamo il nostro tempo. Tavolo sociale, saletta, due sgabelli fronte finestra, tavoli esterni per la bella stagione. Diversi modi di intendere un luogo che può essere vissuto con l’oste, con i propri amici, da soli con sé stessi. Eccolo il lusso, libertà e tempo.

I nostri assaggi
Iberico tagliato a mano, carpaccio di Scottona, Crudo di Parma stagionato per 36 mesi, Capocollo di Martina Franca. Assaggiamo la mortadella con il tartufo del Salumificio Pedrazzoli e poi pane, burro e alici del Cantabrico, infine del formaggio erborinato pugliese. Beviamo le bollicine di Chiaromonte Ancestrale Brut 2019, il metodo classico di Tenute Chiaromonte, ad Acquaviva delle Fonti (Ba). Uve Chardonnay e Fiano Minutolo nelle sue note burrose e piene di pesca. Proseguiamo con La Dilettante 2017, Domaine Breton. Cabernet Franc dal cuore della Valle della Loira, piacevole nel suo sorso pulito e agrumato. Infine “NM” 2019, il Nerello Mascalese di Francesco Guccione, agricoltura biodinamica a Monreale, nella Valle del Belice, in Sicilia. Vignaiolo artigiano più che mai, dedito ad un processo di trasformazione il più naturale possibile. Sorseggiandolo, si inizia dalle more e si finisce nel cuoio, con equilibrio e persistenza.
E ci siamo ritrovati ad aver bisogno di tempo e di silenzio. Tra un assaggio e l’atro, nessun bisogno di commentare il cibo, sono bocconi diretti, primordiali, bello ritrovarli oppure interessante conoscerli per la prima volta. Vino e cibo qui non sono il fine, ma il pretesto. Ammettiamolo, l’italiano fa un po’ fatica ad uscire per intrattenersi. Si esce per mangiare, si sceglie il giusto ristorante e con lui i relativi calici. Spaccio Mortadella Jazz invece parte dal vino e prosegue con bocconi golosi in accompagnamento. Senza schemi, senza menu, il fatto che si chiamino anche “jazz” suggerisce un’attitudine all’improvvisazione in base agli umori del cliente. Si sceglie dal banco a vista, in un senso di libertà che finisce per dilatare il tempo all’infinito. Amplificando il piacere – quasi perduto – del beato sostare.
Nadia Taglialatela
Spaccio Mortadella Jazz
Corso Umberto I, 4 – 70014 Conversano (BA)
+39 393 5705766




