VILLA LE PRATA
Indirizzo: Località Le Prata, 261 – 53024 Montalcino (SI)
Tel.: +39 0577 847130
Sito: www.villaleprata.com
Email: info@villaleprata.com
laVINIum – 06/2025
Montalcino e il Brunello sono un connubio perfetto. Da sempre. Il primo è un borgo affascinante in provincia di Siena: conta circa 5.500 abitanti, ed è annoverato tra i più grandi territori al mondo in tema di viticoltura. Per estensione territoriale, risulta essere il comune più grande del circondario. Il secondo è per l’appunto il vino simbolo di queste colline, situate a nord-ovest del Monte Amiata – alla fine della Val d’Orcia – sul confine amministrativo con la provincia di Grosseto. Il Brunello di Montalcino viene prodotto mediante l’impiego di uve sangiovese in purezza. La relativa DOC è stata istituita nel 1966, promossa DOCG nel 1980.

Ci troviamo ad un’altitudine di circa 564 metri sul livello del mare, pur tuttavia in alcune zone di quest’area vengono superati anche i 600 m s.l.m; ad esempio, poggio Osticcio (624 m s.l.m.), il passo del Lume Spento (621 m s.l.m.) e il poggio Civitella (661 m s.l.m.). Quest’ultimo ospitava un’antica fortezza etrusca.
Da sempre vino e territorio, cultura e bellezza rappresentano – anche in questo caso – un connubio forte. Villa Le Prata trae spunto da questa sorta di unicum evocativo e dal 1980, grazie all’impegno della famiglia Losappio, racconta una storia incentrata su temi legati alla sostenibilità e amore per il territorio sopracitato. “Produrre vino a Montalcino – raccontano i titolari dell’azienda – richiede grande passione, impegno e creatività, come un’opera d’arte. Ma anche tutela, valorizzazione e rispetto del contesto in cui nasce”. Massimo Losappio è il cosiddetto pioniere della nostra storia e di Villa Le Prata, assieme alla moglie Marialuce.

Il 1980 è l’anno i cui i due coniugi acquistano la suddetta proprietà per farne la residenza di famiglia. Lui primario chirurgo dell’ospedale di Montalcino, lei insegnante di filosofia. In parte è anche una storia al femminile, perché sin dal principio l’azienda è sempre stata condotta dalle donne di famiglia: dapprima Marialuce e Anna Vittoria, successivamente – dal 1996 – entra in scena la figlia, Benedetta Losappio. Nel 2014 l’azienda è stata acquistata da Bernardo Losappio e Anna Vittoria, ed è proprio quest’ultima in questi ultimi anni, insieme ai figli Edoardo e Niccolò, ad occuparsene in prima persona. La presenza femminile si fa sentire anche in cantina. Oggi la produzione si avvale della consulenza di Graziana Grassini, enologa e docente di fama internazionale.

Villa le Prata, dunque principalmente la produzione legata al Brunello di Montalcino – ovvero circa l’85% della gamma aziendale – intende rappresentare sostanzialmente una sorta di specchio riflesso dei suoli e microclimi presenti all’interno del territorio circostante. la famiglia Losappio, per raggiungere questo obbiettivo, ha condotto studi approfonditi su ciascuna vigna con la volontà di evolvere ulteriormente l’aspetto legato alla specificità dei singoli suoli.

Al fine di tutelarli – dunque garantire un legame profondo tra vino e vigna – l’azienda ha scelto l’agricoltura biologica; la certificazione risale al 2020. La vendemmia viene svolta a mano e tutte le attività sono orientate alla salvaguardia dell’ambiente. Anna Vittoria ci confida che è l’unica scelta possibile: in primis per il rispetto nei confronti del consumatore, ma anche per preservare la salute di tutti i membri della propria famiglia. Le stesse persone che ogni giorno percorrono i sentieri attorno alle vigne e bevono l’acqua delle sorgenti attigue.

I terreni di Villa Le Prata sono posti ad una quota tra i 490 e i 530 metri sul livello del mare, con esposizioni variabili da nord-ovest a sud-ovest. Il microclima è asciutto e ventilato, privo di nebbie nel periodo di maturazione dell’uva; elementi in grado di garantire un’eccellente salubrità dei grappoli. La vicinanza del Monte Amiata, in zona sud-est, favorisce una protezione naturale contro il verificarsi di eventi di particolare intensità, quali grandinate e nubifragi. Inoltre, grazie all’altitudine, troviamo escursioni termiche notevoli che contribuiscono ad una lodevole composizione fenolica; quest’ultima è caratterizzata da una sintesi di profumi sottili e complessi. Anche l’acidità risulta significativa: dona carattere, freschezza e longevità al vino.

L’azienda sorge su un’area caratterizzata dalla presenza di due tipologie geologiche, differenti per epoca e composizione litologica. La prima, più recente, è quella costituita da conglomerati poligenici marini risalenti a 3-5 milioni di anni fa, e influenza due cru aziendali: Vigna Vescovo e Vigna le Prata. La seconda, risalente a 60-75 milioni di anni or sono, si trova principalmente nelle aree dove si estendono altri due appezzamenti molto importanti: Vigna Massimo e San Prospero. In questo caso troviamo prevalentemente argilliti, calcari marnosi, siltiti e secondariamente granuli di carbonato della dimensione di argilla e limo. Nelle prossime pubblicazioni parleremo per l’appunto dei rispettivi Brunello di Montalcino che prendono il nome proprio da queste quattro importanti vigne, più altre due etichette della gamma prodotta da Villa le Prata. Ad oggi l’azienda è proprietaria di 2,8 ettari di vigneti e produce annualmente circa 12.000 bottiglie.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Sangiovese Tirso | 2024 | da 27 a 32 euro | @@@@ |
| Brunello di Montalcino | 2020 | da 55 a 65 euro | @@@@ |
| Brunello di Montalcino Vigna Le Prata | 2020 | da 170 a 180 euro | @@@@ |
| Brunello di Montalcino Vigna Vescovo | 2020 | da 170 a 180 euro | @@@@@ |
| Brunello di Montalcino Vigna San Prospero | 2020 | da 170 a 180 euro | @@@@@ |
| Brunello di Montalcino Vigna Massimo | 2019 | da 170 a 180 euro | @@@@ |