Brunello di Montalcino Vigna San Prospero 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2025
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: VILLA LE PRATA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 170 a 180 euro
Il quinto vino presentato dalla famiglia Losappio è il Brunello Vigna San Prospero 2020. Villa le Prata, azienda avviata nel 1980 a Montalcino – in provincia di Siena – crede fortemente nei vini prodotti da singolo vigneto. Questa etichetta n’è la riprova.
Il suddetto cru lo ritroviamo a ben 495 metri sul livello del mare, gode di un’esposizione sud/sud-ovest, con un clima ben ventilato che favorisce il sano sviluppo delle uve. Forti escursioni termiche, inoltre, assicurano espressività olfattiva e freschezza ai vini prodotti. Vigna San Prospero è stata piantata circa 27 anni fa ed ospita una selezione massale di sangiovese grosso. Il suolo è molto antico e si è formato tra 60 e 75 milioni di anni fa; ancor oggi ritroviamo un terreno ricco di argilla e calcare marnoso. Il vino subisce una fermentazione spontanea, seguita da 20 giorni di macerazione in contenitori d’acciaio. Successivamente affina tre anni in botti di rovere. L’annata 2020 a Montalcino è stata generalmente definita eccellente, grazie ad un andamento climatico tutto sommato regolare; i vini posseggono equilibrio tra struttura, freschezza e aromi mediamente intensi. Il Vigna San Prospero è stato imbottigliato il 16 luglio 2024; soltanto 1296 bottiglie prodotte. Anche in questo caso l’etichetta è ad opera dall’artista Arianna Papini.

Rubino squillante, tonalità profonda con timidi riflessi granata; estratto notevole. Avvicino il naso e vengo travolto da un frutto tra i più intensi fino ad ora riscontrati in un Brunello Villa le Prata. Nell’ordine: amarena matura, mora selvatica e prugna, spezie dolci e sbuffi balsamici uniti alla foglia di tabacco; con lenta ossigenazione effluvi minerali e leggermente fumé. Da segnalare la complessità e l’evoluzione a circa mezz’ora dalla mescita. Vino intriso di ricordi legati al territorio di Montalcino, riempie il palato senza saturarlo. Apprezzo la digeribilità, l’alcol ben gestito e il finale di bocca che ritorna sulla spezia/frutto. Lunghissimo è già piuttosto equilibrato. Motivo che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola.
L’ho abbinato ad un piatto di peposo con purè di patate.