Savatiano 2017 Ampelones Markou

Chi è stato ultimamente in Grecia avrà avuto modo senz’altro di sfatare soprattutto lo stereotipato giudizio secondo il quale in Grecia non ci sarebbero dei buoni vini oltre ai Retsina. Infatti la Grecia del vino ha molto da proporre e lo sforzo di valorizzare le sue antiche tradizioni enologiche (dopo secoli di decadenza) sta cominciando a produrre i primi effetti. È trascorso mezzo secolo dai primi pionieristici imbottigliamenti effettuati quando il vino cominciava a essere consumato anche lontano dalle taverne della capitale, soprattutto in quei villaggi turistici sulla costa dov’era stato scoperto dai turisti stranieri abituati alla bottiglia con l’etichetta sulla tavola. Si può dire che ormai in Grecia il vino viene consumato più dai forestieri che dai Greci stessi e non parlo solo del Retsina, che non è un vitigno, ma un vino bianco oppure rosato prodotto da almeno 2.000 anni che deve il suo nome alla particolarità di essere aromatizzato mediante l’aggiunta di resina di pino d’Aleppo al momento della fermentazione e in alcuni casi anche addolcito con miele prima dell’imbottigliamento.
La vite viene coltivata in Grecia su una superficie di circa 180.000 ettari, ma solo la metà dei 480 vitigni sparsi per il territorio nazionale sono impiegati per la produzione di circa 5,5 milioni di ettolitri di vino da circa 110.000 ettari, mentre il resto viene usato per coltivare uva da tavola e uva passa. La piccola regione dell’Attica, intorno ad Atene, produce vino da circa 6.500 ettari vitati, di cui 4/5 nella sua parte orientale, nella zona vitivinicola di Mesόgaia. Per la maggior parte però sono vini bianchi deboli e piatti che servono da vino base per il Retsina, ma spuntano sempre più vini allettanti e di qualità da quello che sembrava un vitigno poco vocato, il Savatiano (o Savvatiano, in greco Ʃαββατιαηό), una varietà di vigoria media, maturazione tardiva, produzione elevata, adatto a forme di allevamento contenute e potature corte.
Il savatiano è molto resistente alla siccità e alle temperature più calde dei climi con una piovosità annua sotto i 500 mm e ha una moderata resistenza alle muffe e alla peronospora. In tutta la Grecia se ne coltivano circa 10.000 ettari nei vigneti ben tenuti tra i terreni boschivi e gli affascinanti parchi archeologici della Strada del vino che si affaccia sul Mare Egeo, le cui brezze salsoiodiche svolgono un’azione antiparassitaria a favore delle viti. Il clima di questa regione si distingue per la leggendaria quantità di ore di luce solare, la più elevata della Grecia, con la temperatura media annuale di 18 °C. Il gelo è inesistente e fenomeni come neve, grandine e tempeste sono rari. I venti non sono forti e in estate i “Meltemi” settentrionali con le brezze marine mitigano la calura.
Qui per secoli è stato mantenuto l’antico metodo di coltivazione dell’uva e di produzione del vino, con una breve macerazione sulle bucce che esalta meglio gli aromi di pere, pesche e agrumi di questo vitigno e gli dà quella delicatezza che difficilmente ci si potrebbe aspettare quando si sono conosciute le versioni abitualmente vinificate prima dell’intervento della moderna tecnologia del freddo, la vera rivoluzione degli anni ’70 del secolo scorso. I migliori vini Savatiano si trovano soprattutto fra quelli dell’iniziativa Wines of Athens, fondata da 5 produttori di vino della Mesogea, la ”terra di mezzo” nota fin dall’antichità come Mesόgaia che si trova all’interno della costa di Maratona (Papagiannakos, Mylonas, Anastasia Frangos, Markou Vineyards, Kokotou Estate). Ne avevo già parlato nell’articolo precedente sull’Assýrtiko di Domaine Papagiannakos.
L’Ampelones Markou Vineyards, cioè la cantina della famiglia Markou, si trova a Paiania, all’inizio del viale Markopoulou, e ha sulle spalle una storia di 150 anni nella vitivinicoltura, anche se è intensamente coinvolta pure in altre attività, dalla cucina tipica alla ristorazione moderna, dal catering all’organizzazione di eventi, dal museo del vino alle visite didattiche e molte altre ancora. Markou non è solo vino. Attualmente sono cinque i cugini che gestiscono cinque diverse società che fanno capo al Markou Group, ma va sottolineato che ognuno di loro aiuta tutti gli altri e che tutte le loro imprese si completano a vicenda e operano in piena collaborazione. Non è esagerato dire che la famiglia Markou è riuscita a creare una miniatura di una società enoturistica perfetta! Tutto è nato nel 1908 da Spyros Markou che alla fine del XIX secolo aveva piantato i primi vitigni in questa zona che aveva una lunga tradizione nel Retsina e nel 1908 aveva piantato il savatiano nella tenuta di famiglia a Spata. Vent’anni dopo, utilizzando solo uve di proprietà per fare il suo vino, aveva avviato con i figli Vasilis e Giórgo una taverna nel centro di Atene, in via Aeschylou 12, chiamata allora “Spataneiki Mantra”.
Da quel momento ogni generazione ha aggiunto le altre attività. Suo figlio Vassilis aveva esteso la rete commerciale poiché il loro vino si era meritato una buona reputazione e molti tavernieri di taverne di Atene lo cercavano per le loro taverne. Il successo è stato così rapido che la produzione è aumentata in poco tempo in modo vertiginoso. I nipoti Spyros e Konstantinos Markou hanno dovuto così costruire l’attuale cantina nel 1950 a 7 metri di profondità, ampliare i vigneti circostanti nel 1983 e acquisirne pure degli altri a Neméa nel Peloponneso per poter produrre anche i vini rossi. Nel 1990 aprono a Pallini in Petsa Avenue un Museo del vino di tipo interattivo, che ospita infatti una serie di attività didattiche e

sociali. Oggi siamo ormai alla quarta generazione. I figli di Spyros, Vassilis (31 anni) e Nikos (28 anni), continuano la tradizione enologica della famiglia. I tre figli di Konstantinos (Maria, Vassilis e Dimitris) si sono a loro volta impegnati a continuare l’eredità culinaria e gastronomica della famiglia Markou con l’osteria del bisnonno che oggi si chiama Oinopoleion, la Bistecca Social Catering a Melissia e altre attività come il bar ristorante Casero in via Leoforos Lavriou 80 a Paiania. Una ventata di gioventù in famiglia che ha impresso una svolta anche nei vini prodotti oggi con la conoscenza della moderna enologia in combinazione con l’esperienza delle generazioni precedenti.
Ampelones Markou Vineyards possiede circa 40 ettari di vigneti a Paiania, in Mesόgaia, nell’Attica e altri circa 40 coltivati biologicamente oltre 100 km più a ovest e precisamente a Neméa, l’area più importante delle regioni vinicole del Peloponneso, a Sud di Corinto, dove comincia l’Argolide. Oltre a quelle di sua proprietà, acquista anche uve pregiate da vignaioli con cui collabora ormai da molti anni. La produzione comprende vini varietali dai vitigni autoctoni savatiano, agiorgitiko, assýrtiko, roditis, athiri, moschofilero, muscat, malagousia e gli internazionali chardonnay, cabernet sauvignon, merlot, syrah e trebbiano.
Savatiano 2017
È un vino assolutamente tipico da viti di oltre 50 anni coltivate prevalentemente nell’agro di Spata. Di colore oro chiaro e luminoso con riflessi di limone, ha un bouquet fine con aromi di zagare e un fruttato di banana, melone, nettarina, albicocca secca, succo di mela e una sfumatura di propoli con un fondo minerale. In bocca è asciutto, levigato, pieno, piacevolmente beverino con l’esuberanza della giovinezza. In bocca è molto più rotondo, fine e con un finale lungo fra note di noci e miele. Tenore alcolico del 12%. Poiché è privo di solfiti aggiunti e possiede solo una media acidità, va consumato presto, entro 3 anni dalla vendemmia.
L’abbinamento ideale è con le pietanze rinfrescanti come insalata verde con capperi e favette, risotto con asparagi e parmigiano, focacce di pesce fritto, cocktail di gamberetti in salsa rosa, bruschette di tonno. Consiglio di berlo freddo tra 8 e 10 °C.
Mario Crosta
Ampelones Markou Vineyards
1st km Paianis-Markopoulou, 190 02 Paiania (Karellas), Attiki, GRECIA
coordinate GPS: lat. 37.939188 N, long. 23.874729 E
tel. +30.210.6644711, fax +30.210.6644123
sito www.ampelonesmarkougroup.gr
e-mail info@markougroup.com e info@markouwines.gr



