Winnica Equus in Polonia: un vero “dressage” per vini di successo

È l’unica azienda vitivinicola polacca a possedere vigneti in ben tre regioni diverse e piuttosto distanti fra loro in questo Paese del Baltico e macinare chilometri significa un lavoro triplo per Jowita Banek e Łukasz Chrostowski. Ammetterete che girare come trottole non è certo un vantaggio, ma la gran vitalità che li anima è davvero commovente, direi ammirevole, tanto che ormai si occupano della produzione di vino a tempo pieno, anche se i cavalli sono sempre stati, sono e saranno la loro passione e il nome dell’azienda (equus in latino significa cavallo), come i nomi delle etichette, si riferiscono appunto all’equitazione o ai cavalli da corsa di proprietà.
Hanno iniziato insieme la loro avventura soltanto all’inizio del nuovo millennio nell’azienda Pałac Mierzęcin, dove hanno lavorato per qualche anno (lui alle viti e ai vini, lei ai cavalli) e già oggi i loro vini fanno man bassa di premi e riconoscimenti in tutti i concorsi polacchi e internazionali a cui si presentano, perché hanno una personalità e un corredo di aromi e sapori decisamente graditi dagli intenditori e dal pubblico. Sono vini completamente naturali, di grande pulizia aromatica, fatti enologicamente benissimo, complessi, di corpo pieno, maturi, strutturati, asciutti. Le viti sono coltivate senza l’utilizzo di diserbanti, ma con un impegno costante per garantire condizioni biologiche ottimali, affinché le uve abbiano parametri ottimali per la produzione di vini di alta qualità prodotti esclusivamente dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nella polpa degli acini, senza aggiunte di altri zuccheri né di additivi enologici inutili e senza sottoporli alla deacidificazione chimica.

Secondo Jowita e Łukasz, la produzione del vino non è soltanto fermentazione del succo d’uva, ma un processo impegnativo per tutto l’anno che inizia già dalla cura del terreno e delle piante in vigna. Una convinzione maturata attraverso una pluriennale esperienza costruita attraverso lo scambio di consulenze con gli altri produttori di vino che ne sono diventati consapevoli mano a mano che si sono svezzati sul campo, dimostrando un promettente potenziale ai sommelier e ai ristoratori locali che ormai propongono i vini polacchi accanto a quelli importati.
Il primo dei tre vigneti è stato piantato nel 2006 a Mierzęcin nel voivodato Wielkopolskie su 0,20 ettari e ha svolto, ma ancora svolge, un importante ruolo didattico. Qui sono stati e sono testati numerosi vitigni in modo che a partire dal 2010 potessero essere piantati in altri vigneti nei luoghi dove storicamente si coltivava già la vite e cioè un secondo vigneto di 0,35 ettari a Kornacice nel voivodato Świętokrzyskie e nel 2013 il terzo vigneto di 5,25 ettari a Zabór nel voivodato Lubuskie. La sede centrale si trova a Mierzęcin nella foresta primordiale della Drawa a soli 16 km dal parco nazionale Drawieński sulla strada regionale del vino e del miele.

La zona è una delle mete turistiche più famose della Polonia. Si possono fare gite in kayak sulla Drawa e sulla rotta di navigazione fluviale più lunga (70 km) della Polonia fra i numerosi laghi glaciali limpidi e con tante belle spiagge e infrastrutture. Per non parlare delle innumerevoli piste ciclabili, dei percorsi nordic walking e delle gite a cavallo o in bike lungo la via cistercense di Bierzwnik o ai bunker sul fiume Drawa. Con la pandemia molti polacchi sono rimasti qui d’estate, invece di andare come sempre all’estero, e molti hanno così scoperto per la prima volta le bellezze turistiche ed enogastronomiche di questa regione vitivinicola, rimanendone entusiasti.
A parte la possibilità di posizionare in vigna il proprio camper, sono numerose anche altre opzioni di alloggio: Pałac Mierzęcin a soli 200 metri, Willa Stanisław di Chrapowo sul lago a 2 km, Agriturismo Ignacówka di Sarbinowo a 5 km e Hotel La Mirage di Dobiegniew a 5 km.
La sede di Winnica Equus si trova nell’edificio di una vecchia scuola tedesca del XIX secolo a Mierzęcin, dove Jowita e Łukasz curano la coltivazione, la vinificazione e organizzano le degustazioni del vino e i corsi di formazione di Akademia Polskiego Wina. Possono ospitare circa 35-40 persone, è presente un proiettore multimediale, sia per proiezioni di film sul vino combinate con degustazioni di vini e snack sia per la formazione guidata, ma per gruppi più numerosi si possono organizzare anche all’esterno dell’edificio nelle belle giornate e nella bella stagione. Meglio però fissare un appuntamento tramite un contatto telefonico almeno il giorno prima e c’è anche la possibilità di ristorazione con selvaggina e altre specialità locali. Commercializzano attraverso la loro ditta Polskie Wina.

Oltre a quella della sede centrale, le altre vigne a disposizione di Winnica Equus sono a Zabór vicino a Zielona Góra su terreni permeabili sabbioso-argillosi con pendenze anche del 15-20% e a Kornacice su terreni di löss molto fine. Si coltivano i vitigni bianchi chardonnay, riesling, solaris, muscateller, gewürztraminer, hibernal, pinot gris, johanniter, grüner veltliner e i rossi zweigelt, cabernet cortis, cabernet dorsa, cabernet franc, pinot noir, karmazyn, merlot, rondo, monarch e regent. L’obiettivo è arrivare a produrre in totale circa 40.000 bottiglie l’anno.
Con la vendemmia 2020 dovrebbero riuscirci, ma lo sapremo soltanto dopo gli imbottigliamenti della primavera 2021. La vendemmia del 2020 ha concluso un’annata difficile per tutti i vitivinicoltori polacchi, molto capricciosa nelle condizioni climatiche, eppure qui ha avuto successo. A Mierzęcin ha sofferto il gelo primaverile che ha seccato molte gemme e fornito pochissimi grappoli, come anche a Kornacice. A Zabór, invece, che è vicino a Zielona Góra, una zona molto più calda, la raccolta ha stabilito il record aziendale, non era mai stata così abbondante in sei anni.
Qui si è verificata una grossa siccità in primavera, seguita da periodi di caldo che si sono alternati con quelli di freddo, grandine, temporali, forti piogge e le maturazioni si sono inesorabilmente allungate fino a un attacco massiccio di mal bianco (oidio) in agosto. Per fortuna l’ariosa esposizione al sole di questo vigneto e tanto lavoro (praticamente il doppio del solito) sulle piante hanno neutralizzato la minaccia di deteriorare la qualità dei grappoli. All’inizio di settembre si è cominciato come al solito con le uve di Solaris. Nonostante la relativamente bassa acidità delle uve raccolte sono stati registrati livelli di zucchero inferiori rispetto agli anni precedenti, quindi solo chi ha deciso di rischiare e di tenere più a lungo i grappoli sui tralci ha ottenuto un’ottima materia prima per i vini bianchi. Esattamente come Łukasz, che ne ha approfittato per sperimentare la produzione di uno spumante (da pinot noir, chardonnay e un po’ di johanniter) e di una limitata edizione di vini bianchi in uno stile molto giovane.

Comincio proprio da questi tre, che sono delicatamente secchi, fruttati, dal colore brillante e trasparente già un mese dopo l’imbottigliamento, gradevoli a temperature di servizio un po’ più fredde degli altri bianchi, tra 7 e 9 °C.
Młody Gruner Veltliner 2020
Proviene dalla vigna di grüner veltliner più grande dell’intera Polonia, dove non è molto coltivato. Questo è il primo grüner veltliner vinificato in purezza, un debutto tanto atteso e, devo dire, abbastanza riuscito, anche se gli ultimi grappoli sono stati parzialmente colpiti dalla muffa nobile. Le bottiglie prodotte sono state poche, la mia è la numero 28. Di colore paglierino dorato chiaro, è un grüner veltliner leggero dal tenore alcolico dell’11% che attacca con un profumo erbaceo e fresco che introduce un bouquet di aromi di mela golden, pompelmo e nespola. In bocca emerge un buon fruttato di mele su fondo sapido con una sfumatura leggera di pepe bianco.
Młody Karmazyn 2020
È una bella sorpresa perché proviene da uno di quei vitigni dimenticati che una volta erano endemici nell’Europa centrale eppure oggi sono estremamente rari, proprio come questo tauberschwarz che era quasi estinto nel 1959 a causa di enormi sconvolgimenti nella struttura dei vigneti della Taubertal, dove la maggior parte delle viti di questo vitigno rosso era scomparsa. Alcuni ceppi erano sopravvissuti, sono stati riscoperti dagli ampelografi e ora stanno vivendo una sorta di rinascita perché producono grappoli piccoli e compatti con bucce molto sottili e che maturano molto presto, ma che sono fin troppo sensibili al gelo e alla muffa grigia. Era diffuso anche nella zona di Zielona Góra ed è interessante notare che qui da questa varietà di uva nera si preferisce produrre un vino bianco, un blanc de noirs, secondo me molto adatto anche per la spumantizzazione. Karmazyn è anche il nome del pesce scorfano rosso del Baltico. I suoi vini dell’annata 2020 sono risultati leggermente più delicati rispetto agli anni precedenti, ma più aromatici. La mia è la bottiglia numero 21. Di colore paglierino dorato chiaro con riflessi verdolini, attacca con profumi di ananas e di mele che introducono un bouquet di aromi di pesca a polpa gialla, albicocca, susina mirabella e da qualche parte in sottofondo c’è un accenno di sandalo e una sfumatura di miele. In bocca mostra una lieve acidità, un corpo medio, maggiore del precedente e presenta un bel fondo sapido che ricorda l’ananas maturo. Il migliore dei tre, una goduria con un tenore alcolico leggero dell’11%.
Młody Passage 2020
È il più corposo e potente dei tre giovanissimi vini del 2020, fatto da chardonnay e solaris in parti uguali. Conoscendo la reazione al freddo decembrino di diversi tagli bianchi della zona, almeno quelli maturi, in teoria sapevo già cosa aspettarmi da questa cuvée in versione giovane, cioè un deposito cristallino bianco di tartrato che nobilita infatti questo vino dal tenore alcolico del 12,5%. Versato nel calice dalla bottiglia numero 24, il vino è già perfettamente limpido, con un abito dorato chiaro, leggermente iridescente. All’attacco un profumo di fiori freschi di tiglio e mele renette che introducono un bouquet di aromi di piccole mele ciucarine bianche, nespole e sfumature di mandarini. In bocca è fruttato, croccante e succoso, con una piacevole acidità agrumata e un finale di pompelmo e pomelo. Preferisco comunque la versione classica del Passage che descrivo un po’ più avanti.

I successivi tre bianchi che ho degustato sono più corposi, adatti anche a un ulteriore moderato affinamento in bottiglia nella cantinetta di casa e consiglierei di servirli in calici ampi a temperature tra 9 e 11 °C.
Riesling 2019
Macerazione di 5 giorni sulle bucce. Maturazione sui propri lieviti per 3 mesi, non filtrato, con un tenore alcolico del 12,5%. Il vino del lotto L0719 ha un colore dorato molto chiaro con qualche bagliore verdolino, all’attacco è fresco e aromatico con un profumino delicato di fiori di campo bianchi, fieno e zagare che introduce un bouquet di aromi di pesca gialla matura, mela verde, confettura di albicocche e scorza di limone sia fresca sia candita tra sfumature di gelsomino. In bocca si sentono anche note fragranti di pere williams e vinaccioli con una piacevole dolcezza equilibrata dall’acidità e riflettono la vitalità di questo vitigno in Polonia. È un vino fragrante e succoso per la piacevole acidità e il fondo iodato, ha un corpo pieno e un potenziale di ulteriore affinamento in bottiglia. Consiglierei di servirlo anche più maturo in calici ampi.
Kadryl 2019
Macerazione di 5 giorni sulle bucce. Maturazione sui propri lieviti per 3 mesi, non filtrato, con un tenore alcolico del 12,5%. Il vino del lotto L0419 proviene da una cuvée di Pinot Gris, Kernling, Traminer, Johanniter, Solaris, Grüner Veltliner, ha un colore dorato chiaro, all’attacco è equilibrato e armonioso con profumi fruttati gialli che aprono un bouquet di aromi di pesche mature, pere abate e albicocche. Sullo sfondo le sfumature di confettura di mele, gelsomino, foglie di ribes nero e miele d’acacia con tracce di menta e di noce moscata. Molto gustoso, nel finale lascia al palato morbide sfumature di melone e agrumi.
Passage Cuvée 2018
È un’ottima continuazione della famosa serie di vini Passage delle precedenti annate che sono stati premiati con le medaglie d’oro a diversi concorsi. Macerazione di 5 giorni sulle bucce. Maturazione sui propri lieviti per 3 mesi, non filtrato, con un tenore alcolico del 13%. Questa cuvée bianca del lotto L0619 è composta da un taglio di Solaris al 50%, Chardonnay al 45%, Sauvignon Blanc al 5% e ha un colore dorato molto chiaro. All’attacco questo vino è equilibrato ed espressivo con profumi di pera conference matura e ananas che introducono un bouquet di aromi di confettura di mele, susina mirabella, fiori d’acacia e una sfumatura di miele. Vino di corpo pieno, molto gustoso, con un finale dalle morbide tonalità leggermente agrumate e con un lieve accenno di mentolo.

I rossi che ho degustato vengono da un’annata molto calda e si percepiscono chiaramente tannini maturi e vellutati provenienti da una macerazione leggermente più lunga del solito e da una maturazione di 6 mesi in botti di rovere. Consiglio di servirli a temperature sui 20 °C, ma vi suggerisco di attendere una benedetta ossigenazione completa perché vi posso garantire che migliorano molto se ben scaraffati e arieggiati almeno un paio d’ore prima di berli, oppure se versati da una bottiglia aperta un giorno prima (anche due), in quanto appena dopo la stappatura il gusto finale risulta ancora leggermente più acidulo.
Magnezja Prestige 2019
In questa bottiglia del lotto L0219 c’è un vino rosso pieno ed estrattivo che è una composizione di Zweigelt al 50%, Regent al 30% e Rondo al 20%, tutti raccolti a grande maturità. I vini sono stati elevati in botti usate di rovere francese e dopo il taglio e la decantazione il tenore alcolico è del 12,5%. Di colore rosso rubino scuro, intenso, con riflessi purpureo-volacei. All’attacco i profumi di peperone rosso dolce e di prugne affumicate aprono un bouquet ricco di aromi di frutti di bosco, amarene, ribes nero, more, ciliegie nere, lamponi molto maturi e foglie secche fra note di cioccolato fondente su sfondo di spezie e tabacco con una sfumatura di vaniglia. Nel finale domina la marasca. Un vino complesso e lungo, ma ancora giovane, migliorerà con un ulteriore affinamento in bottiglia. Medaglia d’oro al recente concorso di Zielona Góra.
Cabernetis 2019
In questa bottiglia del lotto L0519 c’è un vino rosso secco ed estrattivo che è una composizione in parti uguali di cabernet franc, cabernet cortis i cabernet dorsa, tutti raccolti a grande maturità. I vini sono stati elevati in botti usate di rovere francese e in botti nuove di rovere ungherese (nonostante la retroetichetta) e dopo il taglio e la decantazione il tenore alcolico è del 13%. Di colore rosso rubino con riflessi amaranto, il vino evolve in modo molto interessante nel bicchiere. All’attacco i profumi di ribes nero e peperone rosso dolce introducono un bouquet fruttato ricco di aromi di sambuco nero, aronia, more di rovo e ciliegie nere con una delicata sfumatura di vaniglia. Un vino corposo, con una struttura forte e tannini maturi con una nota di goudron. Sebbene il vino sia ancora relativamente giovane, si percepisce già un grande potenziale di affinamento e di ulteriore sviluppo organolettico. Medaglia d’argento al concorso di Zielona Góra per lo stile che ricorda i vini di Bordeaux e per la sicurezza della sua longevità, essendo uno dei rari vini rossi polacchi che può essere conservato in bottiglia per molti anni. Si tratta, infatti, del vino rosso polacco più premiato della storia di quest’azienda, a partire già dal 2015, con riconoscimenti e medaglie d’oro per più annate che sono state guadagnate sia in patria che all’estero.
Pinot Noir 2019
Un Pinot Noir con una veste elegante e un carattere vellutato che è nato in vigna da cloni francesi (INRA 113, INRA 115, ETAV 777) e tedeschi di Friburgo (Fr 1801). Proviene dal migliore pendio del vigneto autogestito da più produttori subito presso il Lubuskie Centrum Winiarstwa di Zabór vicino a Zielona Góra, esposto a meridione verso il cimitero e con i filari a ritto-chino che si allungano da nord a sud. In questa bottiglia del lotto L0119 c’è un vino rosso secco ed estrattivo che è stato elevato in botti usate di rovere francese e dopo il taglio e la decantazione ha un tenore alcolico del 12,5%. Anche se gli altri non gli hanno ancora data una medaglia d’oro, la merita anch’esso, almeno da me. Un bel podio, comunque fra tutti e tre. È estrattivo, complesso e potente. Di colore rubino trasparente con riflessi amaranto, all’attacco i profumi di fragole e sorbo rosso aprono un bouquet di aromi di rosa canina, ciliegie e confettura di mirtillo rosso tra sfumature di buona e morbida pelle, tartufo nero, radice di liquirizia e sottobosco. Il vino è carnoso, con un tannino pronunciato e toni a tratti leggermente piccanti, ma allo stesso tempo è fine e delicato. Ossigenandosi e riscaldandosi nel calice acquista un finale di prugna nera e cioccolato fondente. Ricorda i migliori Borgogna e ha un elevato potenziale di invecchiamento.
Mario Crosta
Winnica Equus
sede e negozio: Droga Wojewódzka 161, Mierzęcin 12 e 17, 66-520 Dobiegniew
coord. GPS: lat. 52.954874 N, long. 15.834157 E
cellulari: +48.504.286758 e +48.504.147655
sito www.winnicaequus.pl e www.polskiewina.com.pl
email: winaequus@gmail.com, polskiewina@gmail.com e biuro@polskiewina.com.pl



