Isole e Olena, la storia continua

Al limite occidentale del territorio chiantigiano, Isole e Olena sono i nomi di due differenti fattorie della campagna di Barberino Val d’Elsa. A unificarli sotto il segno di un’unica azienda, un complesso di oltre trecento ettari in un contesto paesaggistico ancora intatto, dove la vigna e l’uliveto convivono in profonda armonia con la forte presenza del bosco (beneficiando altresì dalle correnti che arrivano dal mare), ci ha pensato a metà degli anni ’50 la famiglia De Marchi, originaria dell’Alto Piemonte, con radici profonde nella viticoltura.
Isole e Olena oggi, grazie soprattutto al lavoro di Paolo De Marchi, è diventato effettivamente un nome unico, che richiama immediatamente alla coscienza dell’appassionato una precisa idea di Chianti Classico, conosciuto e apprezzato, tra l’altro, in tutto il mondo, per la sua eleganza e affidabilità.

Nel 2022 la famiglia De Marchi, decide di passare il testimone al gruppo familiare indipendente EPI, gestito da Christopher Descours, il quale mantiene come obiettivo la valorizzazione di un territorio straordinario, attraverso la produzione di vini di carattere, emblematici e autentici. Emanuele Reolon, nuovo Estate Director di Isole e Olena, dopo un anno passato al fianco di Paolo De Marchi, ha un compito ben preciso: proseguire quella che è sempre stata la missione della cantina e produrre vini dalla personalità unica. L’esperienza di certo non gli manca, avendo lavorato sia nel cuore del Chianti Classico, ma anche in tante altre parti d’Italia, così come in Romania.

Negli ultimi 20 anni (a partire dalla torrida annata 2003) è stata avviata una selezione di sangiovese per l’incremento di vigneti capaci di affrontare al meglio il cambiamento climatico. Gli ettari di vigna attualmente sono 56, collocati tra i 300 e 500 metri di altitudine e i terreni di origine pliocenica sono ricchi di scisto argilloso, alberese e arenaria, quest’ultima particolarmente ricca di micronutrienti minerali.
Inoltre, la valorizzazione delle singole aree dei vigneti in armonia con la natura circostante rimane alla base della produzione della nuova proprietà.

Ciò detto, la scelta di un’agricoltura ragionata, il massiccio lavoro di ripristino dei terrazzamenti, costruiti per contenere l’erosione dei terreni, l’impianto di vecchie varietà locali di fruttiferi (mandorli, peschi, susini, meli, melicotogni, giuggioli, sorbi) mescolati all’interno degli oliveti, così come il recupero della coltivazione di varie specie di grani antichi, raccontano il paradigma proprio di Isole e Olena, un luogo davvero magico per l’atmosfera del passato che si respira e per l’autentico splendore.
IN DEGUSTAZIONE

Chardonnay Toscana IGT Collezione Privata
Prodotto per la prima volta nel 1987 a seguito dell’innesto di cloni francesi selezionati di chardonnay sulle varietà di uve bianche. Oggi sono quasi 6 gli ettari ad alta densità vitati a chardonnay. Viene fermentato in piccoli legni con uso equilibrato di legno nuovo, massimo 25/30 per cento, e maturato sulle fecce per un lungo periodo.
1988: evidenti e comprensibili note di ossidazione accompagnate però da frutta candita e mela cotogna. In bocca ha gusto morbido e lievemente grasso ma non molle, con finale lungo di rose e sambuco.

2013: bello e invitante nell’aspetto; profondo, finissimo, ricamato negli aromi che ricordano gli agrumi (bergamotto) e i fiori (gelsomino); netto e profilato al sapore, limpidi ritorni agrumati, finale lunghissimo e snello.
2021: sa unire un’indubbia eleganza fruttata a un tratto aromatico, elegante, sfumato e sottile; molto coerente al gusto, la sapidità si stempera in un timbro fruttato maturo, ampio e persistente.
2022: buon esordio olfattivo all’insegna della misura tra il fruttato e una leggera spezia; ottimo passo al palato, carnoso e croccante senza risultare pesante, ampio, bel volume di bocca..
Cepparello Toscana IGT
Apice qualitativo di Isole e Olena, rappresenta al meglio la ricerca di eccellenza che ha sempre caratterizzato il lavoro di Isole e Olena. Cepparello, infatti, non è un progetto di vigna, piuttosto un progetto di selezione delle migliori uve delle migliori viti. Una sorta di meticoloso processo di selezione che non ha mai smesso di evolversi e compiersi, in continuo dialogo con il vigneto. Nato come audace deviazione dalla tradizione che considerava impossibile produrre un vino da solo uve sangiovese, porta oggi come allora la classificazione IGT, in ricordo di quanta strada è stata fatta da quel periodo storico in cui la denominazione imponeva l’aggiunta di altri vitigni per la produzione del Chianti Classico. Creato per la prima volta nel 1980 matura 18 mesi in barrique nuove e usate – in rapporto di uno a due – di rovere.

2010: frutto maturo, note di violette, ciliegia e cacao, lievi sfumature balsamiche: un quadro aromatico sfaccettato e invitante; attacco di bocca profilato, sviluppo elegante e articolato, finale nitido, sapido e tenace.
2016: intenso e quasi pungente nello sviluppo degli aromi, che hanno tratti piacevolmente mentolati; si esprime ancora più compiutamente al palato, dove offre un frutto di calibrata maturità, tannini fini e saporiti, una dinamica trascinante e persistente.
2021: complesso nei profumi, con risvolti floreali e lievissimi accenni boisé; in bocca ha freschezza, sapidità e giusto contrasto; il finale è coerente e abbastanza profondo.
Chianti Classico DOCG
Simbolo della tenuta, è il vino più radicato nella storia di Isole e Olena. Prodotto per la prima volta nel 1969, è diventato fin da subito uno dei protagonisti della moderna rinascita della qualità del Chianti Classico. Oggi è prodotto con un’alta percentuale di sangiovese, cui si aggiunge canaiolo e, a volte, piccole percentuali di altre varietà.

2021: esemplare per purezza gustativa all’olfatto e per eleganza nella progressione gustativa, è centrato su un frutto maturo e tonico, sostenuto da tannini saporiti e molto proporzionato nel longilineo finale.
Lele Gobbi




