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Tenuta Buon Tempo

Tenuta Buontempo

Fondata nel 2015, dallo svedese Per Landin, appassionato di vino, produttore di Bordeaux, e innamorato del Sangiovese, insieme alla compagna Janet Lansill, la Tenuta Buon Tempo si colloca nella parte più estrema del territorio di Montalcino, a Castelnuovo dell’Abate: 28 ettari, di cui 14 vitati (12 ettari localizzati proprio a Castelnuovo dell’Abate con un’altitudine che va dai 270 ai 350 m. s.l.m., con esposizione a Sud-Est; 2 ettari localizzati a Montosoli a 300 m. s.l.m., con esposizione a Nord).

Janet Lansill e Per Landin
Janet Lansill e Per Landin

I primi riferimenti storici della tenuta risalgono al 1941 e documentano che il Podere Oliveto, corpo centrale della stessa azienda, apparteneva al Sig. Rossini Martelli, proprietario terriero del Castello di Velona, gestito sotto il regime mezzadria, come era uso nel tempo.
In quelle terre venivano coltivati prevalentemente gli olivi, come testimonia il nome “Oliveto” attribuito al podere, il quale venne poi abbandonato negli anni ’60.

Tenuta Buontempo vigneti

Verso la fine del 1993, Aldemaro Machetti acquistò l’azienda, registrandola come Tenuta Oliveto (visti i numerosi e prevalenti alberi d’olivo) ed avviò un progetto di recupero e valorizzazione della stessa, che comprese l’impianto dei vigneti a partire dall’anno successivo.
Il solo varietale coltivato è il Sangiovese, allevato interamente a cordone speronato nei versanti dunque nord e sud est di Montalcino. Il primo versante è solitamente descritto come quello più “continentale” dove il vento di tramontana è in grado di abbassare la temperatura in modo considerevole, dove i terreni sono mediamente fertili, sciolti e il Sangiovese assume così connotazioni più profumate con un corpo di decisa robustezza.

Tenuta Buontempo vigneti

Nel secondo, invece le vigne guardano il Monte Amiata, si raggiungono altitudini di una certa importanza e i venti tornano ad essere un fattore essenziale: calanchi e sabbie connotano il territorio e i vini sono decisi, ma al tempo stesso di carattere e rotondità.
Andando poi nello specifico, i vigneti di Castelnuovo, Roccolo, Lecciaina, Cipresso, Pianello e Leccio (P56), godono di una composizione molto varia dei terreni di tipo galestroso-arenario, con una ricca presenza di scheletro, mentre il vigneto Montosoli, nella collina nord di Montalcino presenta un terreno di tipo principalmente argilloso e povero di scheletro.

Tenuta Buontempo bottaia

Toscana Sangiovese IGT La Furba 2022
“La Furba, come la volpe che quatta quatta rubò il tacchino di Thanksgiving la sera prima dei festeggiamenti, sotto il naso di tutta la famiglia riunita per l’occasione!”
Dai vigneti di Montosoli, nasce un Sangiovese di vivace e riuscita espressione, croccante, profondo e sapido. Viene vinificato (così come gli altri vini) dall’affiatato duo di enologi Filippo Bellini e Alberto Machetti in anfore di cocciopesto da 10 hl con un 10% di grappolo intero e il restante pigiato e diraspato, a seguito di una fermentazione tramite lieviti indigeni con le bucce che macerano per sei mesi nello stesso contenitore.

Rosso di Montalcino DOC 2022
Vinificazione in acciaio, fermentazione con lieviti indigeni e macerazione di due settimane circa. Invecchia in botti grandi (60hl) di rovere di Slavonia per tre quarti del vino e per il resto tonneaux da 500 l. di rovere francese di secondo passaggio. Dai vigneti di Castelnuovo dell’Abate si ottiene un Rosso intenso, ricco, di bel grip gustativo e dal finale salino e bilanciato.

Tenuta Buontempo vini

Brunello di Montalcino DOCG 2019
Vinificazione in acciaio, fermentazione con lieviti indigeni, macerazione di quattro settimane, invecchiamento di per tre anni in botti grandi da 20 e 35hl di rovere di Slavonia per tre quarti del vino e per il resto tonneaux da 500 l. di rovere francese di secondo passaggio. Anch’esso dai vigneti di Castelnuovo dell’Abate, esprime profumi ariosi e raffinati di matrice floreale, sfumature di piccoli frutti rossi, menta e rosmarino, ottima purezza espressiva, gusto rarefatto ma tenace e intrigante, lungo nel rinfrescante finale.

Brunello di Montalcino Riserva Oliveto P56 DOCG 2016
Vinificazione in acciaio, fermentazione con lieviti indigeni, lunga macerazione di sei settimane, invecchiamento di tre anni in botti grandi (da 20 e 35 hl) di rovere di Slavonia. “Il nome “Oliveto P. 56”, dato al Brunello Selezione, deriva dalla particella catastale in cui si trova la nostra vigna più vecchia con viti di circa 25 anni di età e dal nome del vecchio podere fondato negli anni ’40. Una riserva realizzata solo nelle annate eccellenti dal punto di vista climatico e produttivo tramite una selezione di meno del 10% delle uve migliori dei vigneti più vecchi”.
Una Riserva invitante e complessa nello spettro aromatico, agrumata, tartufata, speziata; gusto pieno e vellutato, tannini di grande presa, energica e prolungata spinta finale.

Lele Gobbi

Lele Gobbi

Torinese, sognatore, osservatore, escursionista, scrittore. Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Torino e Master in “Non profit” presso la SDA Bocconi di Milano. Per otto anni si è impegnato in progetti con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, occupandosi di raccolta fondi, marketing, comunicazione, relazioni esterne, degustazioni e soprattutto di organizzazione di viaggi educativi in Italia e nel mondo. Scrive per Spirito diVino, James Magazine, La Cucina Italiana, Viaggiare con Gusto, Senza Filtro. È consulente per agenzie di marketing e comunicazione. Ha viaggiato in tutti i continenti alla ricerca dei cibi più vari, dei mercati più pittoreschi e dei popoli più antichi. Ama lo sport (sci e basket), la montagna (le Alpi) e l'arte contemporanea.

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