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Grange 2000 – Penfolds


 

Grange 2000 - PenfoldsDoverosamente riportiamo alcune considerazioni e informazioni su un vitigno internazionale, un vitigno dalle origini ancora discusse e che trova le sua massima espressione in Francia e in Australia: la Syrah.
Nel cosiddetto “Nuovo Mondo”, l’Australia è il più celebre rappresentante per i vini prodotti con Syrah, o Shiraz, com’è noto in quel paese. Qui lo stile del vino è più denso, ricco e concentrato rispetto a quello dei produttori europei. Oggi lo Shiraz è l’uva a bacca rossa più celebre dell’Australia e nel corso degli anni i produttori di questo Paese sono riusciti a creare uno stile piuttosto personale tanto da ottenere in alcuni casi maggiore notorietà rispetto ai produttori della Valle del Rodano, la terra d’origine di quest’uva. Il successo dello Shiraz Australiano è tale che oggi la maggior parte degli appassionati di vino si riferisce a quest’uva proprio con il termine australiano piuttosto che con l’originale Syrah.
La Syrah è anche nota per il suo tipico aroma di pepe nero, una caratteristica che in quest’uva – quando coltivata con criteri di qualità e in particolari zone o condizioni climatiche – è così evidente che è praticamente impossibile non percepirla in mezzo al suo ricco repertorio di aromi.

Pochi giorni fa abbiamo degustato alla cieca otto grandi vini, uno diverso dall’altro, per tipologia e annata. Tra questi, il migliore per colore, profumi e gusto è risultato alla fine anche essere il più costoso.
Si presenta con un rosso rubino vivace, luminoso e profondo. La buona consistenza lascia al suo passaggio vivide e lente lacrime che scendono verso il fondo del calice. L’impatto olfattivo iniziale, col suo patrimonio aromatico, fa subito pensare a un vino di grande importanza e spessore. Al naso si manifesta giocando su sentori di tabacco biondo e tostatura dolce, che vanno a stratificarsi su una base più complessa di susina, prugna e cassis rossi, man mano emergono note che virano verso un fresco floreale di violetta e iris. Un generoso e suadente timbro di pepe nero avvolge naso e palato completando le nuances quasi infinite di questo vino. Un equilibrio ancora da perfezionare con ulteriore affinamento in vetro. Delle note di cioccolato nero e piccoli frutti rossi si intersecano piacevolmente con un tannino in positiva evoluzione. Il finale è caldo, setoso e lunghissimo. Molto godibile ora, ma che troverà la sua massima espressione di perfetta armonia gustativa non prima dei prossimi 3-4 anni. Ideale da abbinare con filetto al pepe verde o selvaggina a piuma arrosto.

Allo spoglio dell’etichetta, la sorpresa di aver degustato un Grange 2000 di Penfolds, considerato dai “guru” dell’enologia mondiale, come uno dei più grandi Shiraz in circolazione. Senza dubbio un vino che lega due parole come “potenza” ed “eleganza”, un vino che racchiude quella tipica e leggera nota “piccante” che con la giusta evoluzione in vetro non potrà che diventare finezza al naso e che sul palato scivolerà sfiorando le papille gustative come un fazzoletto di seta finissima.
Il costo di questo vino è davvero alto, altissimo: 400 euro al pz. (citando il listino di Peck di Milano). Prezzo che obiettivamente non dovrebbe essere legato ad una sola bottiglia di vino, ma si sa, in questo mondo, tra borsette griffate che superarano i 1500 euro, pacchetti da 250gr di caffè pregiato che superano i 110 euro, anche un “Grange di Penfolds” ha il suo prezzo!

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