Riesling Zöbinger Heiligenstein 1 ÖTW Alte Reben 2013 Weingut Bründlmayer

Considero la Weingut Bründlmayer come la vera “Ferrari” della vitivinicoltura austriaca. L’avevo scoperta soltanto all’alba di questo millennio, ma me n’ero innamorato subito, tanto che ogni volta che ne parlo trovo sempre qualcuno in famiglia che mi nasconde le chiavi e il libretto della macchina, perché questo mio sogno da enostrippato non è lontano (70 km a nord-ovest di Vienna), per me sono soltanto 350 km di strade non trafficate come quelle italiane e che si snodano per le incantevoli, placide colline che lambiscono il Danubio.

Era quell’agosto in cui in Austria aveva diluviato di brutto (in 36 ore 250 mm d’acqua, cioè in un giorno e mezzo è piovuto quanto lì piove di solito in 6 mesi!). Il fiume era cresciuto di ben 10 metri (quattro piani!) fino ad allagare quasi l’80% dei vigneti del suo bacino, tra cui più di 15 ettari delle vigne più basse della Kamptal, un vero disastro. Ma anche là i vignaioli hanno un carattere forte, come quello che distingue pure i loro vini bianchi, così hanno spedito subito in giro per il mondo gli export managers per vendere tutto il possibile e disporre di risorse fresche da impiegare nella ricostruzione.
A Kobiór non c’erano note di tristezza negli occhi di Thomas Klinger, il globetrotter poliglotta mandato in Polonia da Willi Bründlmayer, anzi una simpatica verve e una notevole grinta, in sintonia con tutta l’azienda, che dal 1980 in mano alla famiglia è diventata una delle più grandi di tutta l’Austria con 150 acri (circa 60 ettari) di vigneti intorno a Langenlois e che si sono salvati dall’alluvione per via della posizione elevata. La collina di Heiligenstein è baciata davvero dalla fortuna.
A vederla fa impressione, anche da lontano. Non c’è un fazzoletto di quella roccia, spaccata e sbriciolata a mano da generazioni di vignaioli, che non sia occupato da una vite. Anche le altre non scherzano affatto, se penso a Gaisberg e Loiserberg, ma qui è rimasto almeno qualche cespuglio che fa da residuato bellico e c’è ancora qualche albero che fa cucù.
Non credo che ci sia bisogno, per dei lettori attenti e sensibili alla viticoltura eroica, di sottolineare che sono proprio questi suoli che fanno dei vini di Willi Bründlmayer i più rappresentativi della regione, perché ne marcano fortemente le complesse caratteristiche organolettiche e ne assicurano la longevità, doti che vengono da tutti e tre i tipi di terroir e di microclima riconoscibili nei vigneti di proprietà: fianchi scoscesi e rocciosi, colline terrazzate, dolci declivi di origine fluviale. Poggiano però tutti su suoli composti di sabbie pietrificate e depositi vulcanici dei preistorici sconvolgimenti di 270 milioni di anni fa.

Vini di eccellente qualità e tutti prodotti in buone quantità, non siamo certo ai “vins de garage” o della cuccia del cane nonostante la gamma di vini forse più ampia dell’Austria in quanto vuole privilegiare singole vigne. Le cantine Bründlmayer hanno raggiunto la notorietà non per essersi accodati alle mode internazionali, ma per aver adottato dei criteri di conduzione anche controcorrente e a prezzo di grossi sacrifici.
Qui si sono sempre applicati metodi ecologici come principio guida dell’attività dell’azienda, in cui l’armonia naturale ha la priorità assoluta: sovescio, fertilizzazione organica con letame bovino e torbe vegetali, lotta biologica, niente diserbanti e fermo biologico di 5 anni prima di ogni nuovo impianto o reimpianto. Inoltre, si sono pazientemente e caparbiamente sperimentati e poi adottati i metodi di coltura (anche quelli antichi come quello “a Lyra“, che apre maggiormente le chiome delle viti alla luce solare), le raccolte e le selezioni manuali nonché i percorsi ben differenziati in cantina, ciascuno adatto in modo particolare a ogni mosto e a ogni vino, cosa che richiede molte risorse e gran lavoro.
Fermentazioni al fresco e non al freddo, per raccogliere nei bouquet tutte le complesse note tipiche di ogni vitigno, passaggi in botte con tempi e legni diversi, non solo rovere, tutti rigorosamente provenienti di provenienza austriaca, come suggeriscono le ricerche e un’ammirevole professionalità.

I vini bianchi ottenuti acquistano così la loro personalità e in gamma ci sono quelli secchi, quelli abboccati, quelli dolci da dessert e i brut. Ottimi i Grüner Veltliner 1 ÖTW (Erste Lage), tra cui il Loiser Berg di tenore 13,5% naturale (mentre in Austria si può anche zuccherare), con un fruttato fragrante che, affinandosi con gli anni, si trasforma in climi floreali, acquisendo raffinatezza.
Questo vigneto si trova in alto sul monte Riede Loiser Berg, è esposto a sud a sud-est, dove i suoli sono cristallini, composti da Gföhler gneiss (feldspato con tracce di quarzo), Loisberger zoisite antica (500 milioni di anni fa, quella che può contenere rubini), scisto micaceo e Löss sbriciolato.
Le uve sono raccolte mature ma non troppo in cassette piccole e poi pressate sofficemente, il mosto è vinificato in acciaio inox a 15-20 ° C con una resa di 30 ettolitri per ettaro, il vino passa in botti grandi per un paio di settimane. La sua Reserve si fa in botticelle di acacia e quercia e si affina sulle fecce in botte grande di rovere, dove rimane fino all’agosto successivo e poi viene imbottigliato.
Ottiene un grande successo il Riesling Zöbinger Heilingenstein. Il primo che ho gustato era dell’annata 1999. Proviene dal vigneto più vecchio della “pietra santa”, dove la roccia è più dolce e perciò le radici sono penetrate molto in profondità, quindi le uve risentono meno della capricciosità atmosferica sui filari posti su declivi rotondi e ben arieggiati, ma danno rese molto basse anche da sole.
Matura con un breve passaggio in botti di rovere. Per me, allora e negli anni a seguire, è stato semplicemente straordinario, pur non essendo il top aziendale, di colore verdolino con riflessi paglierini, bouquet complesso, ricco, floreale, di albicocca, pera e scorza d’arancio, intenso e con note minerali di granito. Nel sapore si fondono diversi frutti tropicali tra cui la papaya, ma anche spezie, lichene, una nota di ginger/vaniglia e un tono levigato di grande armonia e finezza, ben bilanciato da una buona e piacevole acidità. A me che non vado matto per i Riesling, è sempre piaciuto.
Ultimamente ho degustato il Riesling Zöbinger Heiligenstein 1 ÖTW Alte Reben 2013, è un signor vino del Danubio dai caratteri tipici evidenti e che rispecchia fedelmente un tipo di vino molto amato nei Paesi di lingua tedesca, non concede nulla alle mode o all’omologazione del gusto. Lo si fa da vent’anni e proviene dalle parcelle del vigneto che sono terrazzate a terrapieno e in parte anche su muretti a secco, da ceppi autoctoni di età media sui 45 anni, ma i più vecchi ne hanno anche 70 e più. È vero che la vite con l’età sviluppa l’apparato radicale a spese della sua fertilità, ma con le radici che si sviluppano in profondità le uve sono più compatte e maturano meglio. Resa 25 ettolitri per ettaro.
Servito fresco di cantina è ancora più gustoso che freddo, in luogo lo consigliano tra 10 e 12°C, ma non teme temperature un po’ più alte. Si apre lentamente, abbiate pazienza. È denso e ricco al punto che oserei perfino decantarlo in grandi ballons un po’ prima di versarlo nei calici. Note di miele, albicocche essiccate, ananas in confettura, è fine e sottile, ha una veste elegante. In bocca è ancora più ampio, espressivo, complesso, potente e sviluppa una serie di sfumature di sapore piuttosto marcate. Succulento, la dolcezza del frutto è supportata da un’ottima acidità che fa intravedere un potenziale di affinamento notevole.
Molto indicato con la cucina viennese con cui si è sempre sposato: i grandi ravioli ripieni, i pesci d’acqua dolce in salse nobili, le creme di funghi, le salse dolci sulle carni bianche, gli asparagi in crema e altre squisitezze. Un amico austriaco lo gusta perfino in certe alternative ai vini rossi, come su carni affumicate o arrosti d’oca e d’anatra (però senza contorno di crauti, anche lui ne conviene…).
Mario Crosta
Weingut Bründlmayer
Zwettlerstraße 23, 3550 Langenlois, Austria
Tel. +43.2734.2172 0, Fax +43.2734.3748
e-mail: weingut@bruendlmayer.at



